Categorie approfondimento: Assicurazioni
11 Maggio 2006

Polizze assicurative: la nuova sfida delle vendite on line

Di cosa si tratta

Internet quale canale distributivo e di vendita è da tempo utilizzato anche dalle compagnie assicurative che intendono offrire prodotti assicurativi in rete, garantendosi una presenza capillare su tutto il territorio, aumentando il proprio volume di affari e, dall’altro lato, abbattendo vari costi, tra cui quelli inerenti la distribuzione.
Al fine di evitare danni agli utenti di Internet e per prevenire il pericolo di esercizio abusivo dell’attività assicurativa da parte di soggetti non autorizzati, sono state emanate varie normative, di matrice comunitaria, internazionale e nazionale, volte ad elevare gli obblighi di trasparenza in capo alle imprese assicuratrici, agli agenti ed ai broker che intendono collocare polizze sul proprio sito web.
Varie ed eterogenee sono le fonti che disciplinano la vendita di polizze on line. Tra le principali si richiamano: la direttiva CEE n. 2000/31/CE dell’8 giugno 2000 in materia di commercio elettronico, la Circolare ISVAP 393/D del 17 gennaio 2000 sul collocamento dei prodotti assicurativi tramite Internet e la Circolare ISVAP 533/D del 4 giugno 2004 in materia di distribuzione di polizze di assicurazione.
In particolare, la Circolare ISVAP 393/D contiene disposizioni che riguardano sia le caratteristiche che devono avere i siti web di compagnie di assicurazioni sui quali è possibile stipulare contratti di assicurazione on line, sia quelle dei documenti che devono essere resi disponibili all’utente sul sito, nonché le caratteristiche “procedurali” tramite le quali i contratti possono essere validamente conclusi su Internet. Ovviamente, quest’ultimo aspetto è complicato dalla necessità di rispettare le disposizioni di legge in base alle quali il contratto di assicurazione deve essere provato per iscritto (art 1888 c.c.).
L’ISVAP ha imposto alle imprese assicurative che collocano direttamente le polizze di esibire nel proprio sito web l’autorizzazione all’esercizio ricevuta dalla stessa o dall’eventuale analogo organismo di altro paese europeo, qualora l’impresa operi in Italia usufruendo della libertà di stabilimento o della libera prestazione di servizi.
E’ bandita invece la possibilità di vendere polizze, anche telematiche, da parte di intermediari extraeuropei a meno che non dispongano di una rappresentanza autorizzata nel nostro paese. Ai fini di una maggiore tutela, nel sito Internet dell’autorità di vigilanza gli assicurati possono verificare la veridicità delle attestazioni delle varie compagnie assicurative.
Una volta identificata, la compagnia on line è tenuta ad una serie di attività pre-contrattuali. Tra le altre, l’impresa deve essere in grado di trasmettere la Nota Informativa del contratto e consentire all’utente una sua acquisizione duratura, nel senso che deve poter essere registrata in formato elettronico immagazzinabile su supporto duraturo (Floppy disk, cd-rom o disco rigido del computer). Non è sufficiente a soddisfare questo requisito la circostanza che l’utente di Internet sia in grado di stampare la Nota Informativa disponibile sul sito, in quanto la legge richiede che gli sia inviata personalmente all’indirizzo, anche e-mail, da questi indicato.
La Nota Informativa deve, tra l’altro, indicare le modalità per il pagamento dei premi, la denuncia dei sinistri, le richieste di riscatto. Nel caso della RC auto occorre far in modo che il potenziale cliente sia informato del suo attestato di rischio almeno tre giorni prima della scadenza contrattuale oltre che dai recapiti dei centri di liquidazione dei sinistri. In caso di impresa non italiana, la stessa Nota Informativa dovrà contenere l’indicazione di quale legge (italiana o straniera) sia applicabile sul contratto. Si ravvisa comunque “l’esigenza che le imprese indichino quale foro competente quello del luogo di residenza del consumatore”.
Come sopra precisato, poiché il contratto di assicurazione deve essere provato per iscritto, l’ISVAP ha ribadito la necessità di trasmettere al cliente su supporto cartaceo:

  • la polizza di assicurazione,
  • le condizioni contrattuali (comprese quelle vessatorie che necessitano di specifica approvazione scritta)
  • le dichiarazioni obbligatorie rese dal contraente con riferimento alle circostanze del rischio (ad esempio quelle sanitarie nel caso di polizze Vita),
  • l’avvenuta acquisizione della Nota Informativa su supporto duraturo.

Nel caso specifico di RC auto, oltre ai documenti sopra indicati, devono essere rilasciati dall’impresa, in originale, il contrassegno e il certificato assicurativo entro 5 giorni dal pagamento del premio. In attesa di ricevere tali documenti, per evitare contravvenzioni, occorre applicare sul veicolo la ricevuta di pagamento del premio che l’assicuratore è obbligato a rilasciare tempestivamente.
Analogamente alla Nota Informativa, anche le condizioni di polizza devono essere disponibili sul sito, devono essere immodificabili e coincidenti con quelle che saranno successivamente sottoscritte dal cliente. Da ultimo, è necessario che la compagnia di assicurazione indichi con certezza il momento di conclusione del contratto e di decorrenza della copertura assicurativa.
Con riferimento agli intermediari (agenti e broker) che esercitano attività di intermediazione tramite Internet, le relative disposizioni sono contenute nell’art. 61 del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006.
In particolare, è richiesto che il sito web consenta l’agevole identificazione degli intermediari, nonché l’accertamento della loro iscrizione nel registro degli intermediari. A tal fine, il sito web deve indicare: a) i dati identificativi dell’intermediario; b) l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica; c) il numero e la data di iscrizione al registro, nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’ISVAP.
Particolari disposizioni sono poi prescritte per gli intermediari iscritti nell’elenco annesso al registro di cui all’articolo 33 del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006 e cioè gli intermediari che hanno residenza o sede legale in altro Stato membro autorizzati a svolgere attività di intermediazione nel territorio italiano in regime di stabilimento o libertà di prestazione di servizi.
Il loro sito web, oltre alle indicazioni di cui ai punti a) e b) sopra elencati, deve contenere l’indicazione dell’eventuale sede secondaria, nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’autorità di vigilanza del Stato membro d’origine.
Si precisa poi che anche all’attività di intermediazione tramite Internet si applicano i principi generali di cui alla circolare ISVAP del 17 gennaio 2000, n. 393, ritenuta tuttora valida ed operante.
Da ultimo, permane un dubbio sul fatto che siano contestualmente applicate anche le disposizioni di cui all’art 60 del Regolamento ISVAP del 16 ottobre 2006 relativo alla vendita a distanza e, quindi, l’intermediario sia tenuto a fornire al consumatore, prima della conclusione del contratto, anche l’informativa di cui agli allegati 20 e 21 del Regolamento stesso.

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