Categorie approfondimento: Credito e banche
16 Agosto 2016

Un nuovo orientamento sul cumulo degli interessi corrispettivi e moratori per il tasso soglia

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Treviso con l’ordinanza del 11 aprile 2014, Estensore Dr.ssa Elena Rossi, nel giudizio che aveva per oggetto un leasing immobiliare ha statuito che non è possibile il cumulo del tasso corrispettivo e di quello moratorio al fine della verifica del superamento del “tasso soglia”.
L’applicazione da parte della banca di interessi che abbiano superato le soglie massime individuate dal legislatore come configuranti l’usura od anche i casi di approfittamento inferiori al limite come misura di interesse, ma quando chi li abbia dati o promessi si trovi in condizioni di difficoltà economica o finanziaria, comporta l’applicazione della normativa specifica in materia.
Diversamente da quanto illustrato nel caso di contratti di aperture di credito (nel sito cfr.: “Interessi bancari usurari ed effetti nei contratti di apertura di credito”), gli effetti nel caso di superamento della soglia nei contratti di mutuo sono sicuramente superiori.
Come è noto, sul tema si è pronunziata la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, sezione prima civile, del 9 gennaio 2013, n. 350, che è intervenuta sulla sentenza del tribunale che ha rigettato la domanda volta a sentir accertare l’illegittimità della misura degli interessi stabiliti nel contratto di mutuo sulla base della considerazione che, ai sensi della L. n. 108 del 1996, art. 2, per la determinazione degli interessi usurari i tassi effettivi globali medi rilevati dal Ministero del Tesoro ai sensi della citata legge devono essere aumentati di un quarto e di altro quattro per cento (nel sito cfr.: “ Interessi bancari usurari ed effetti nei contratti di mutuo”).
Trattando il diverso tema del leasing immobiliare il Tribunale di Treviso su impugnazione di un ricorso in via di urgenza aveva esaminato il contratto di leasing che prevedeva due diversi tassi di interesse, corrispettivo e moratorio, la somma dei quali produceva l’effetto del superamento del tasso di usura.
La tesi del cumulo degli interessi è stata respinta dal tribunale in quanto, se è vero che anche il tasso moratorio va esaminato, non sarebbe possibile effettuare il cumulo dei due tassi.
Di interesse usurario per cumulo si potrebbe parlare nel caso in cui in presenza di ritardo nel pagamento della rata il conteggio dell’interesse di mora sull’intera rata, comprensiva di interessi, sommato all’interesse corrispettivo, determinasse un conteggio complessivo di interessi che, rapportato al capitale, si esprimesse in una percentuale superiore al tasso soglia, che sarebbe un’ipotesi di difficile realizzazione.
La sentenza aggiunge che il fatto di impiegare il c.d. ammortamento alla francese non corrisponde a fare esistere in ogni caso l’anatocismo in quanto rispetto all’ammortamento all’italiana si tratta di un modo diverso di comporre la costruzione delle rate.
Peraltro l’affermazione del tribunale di Treviso relativa al divieto del cumulo dei tassi era stata preceduta da altro provvedimento di diversa natura (ABF, Collegio di Coordinamento, nella seduta 19 marzo 2014) che è arrivato ad analoga conclusione sulla base di una più articolata motivazione.
Alla trattazione di questo rinviamo per approfondimenti (nel sito: “Il cumulo degli interessi corrispettivi e moratori per l’ABF di Roma: l’ABF remittente”).

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