7 Febbraio 2017

Nota di credito: i limiti temporali per l’emissione e il recupero dell’IVA

La Nota di variazione in diminuzione (nota di credito) è il documento contabile che può essere emesso in funzione di conservare veridicità alle risultanze contabili dell’impresa e tra gli effetti che produce vi è anche quello del recupero dell’IVA che fosse stata assolta.
Il quesito ricorrente è quello di sapere quali termini vi siano per effettuare l’operazione correttiva; comunemente si riscontra la diffusa convinzione che il termine sia annuale.
Invero l’operazione correttiva non è sempre con un termine fisso e dipenderà dai casi in concreto che gli hanno dato origine e fondamento.
Un limite temporale, che è entro un anno dall’emissione della fattura, è dato per i casi in cui venga meno l’operazione soggetta ad imposta; ciò si verifica quando vi sia un accordo tra le parti che va a modificare gli accordi originari oppure si tratti di correggere errori contabili compiuti (materiali, di calcolo, inesattezze in genere).
Non hanno invece limitazioni temporali altri casi che ora vediamo, ma con la considerazione che non è vero che questo possa avvenire a mera discrezione delle parti in quanto comunque dovranno restare all’interno del termine del secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto. Parliamo dei casi in cui le variazioni sono originate da vizi dei prodotti, che siano emersi in seguito, siano effetto di clausole contrattuali oppure derivino da disposizioni di legge.
Il tema si pone anche quando la necessità della modifica derivi da patologie del rapporto in quanto questo sia affetto da nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione, che siano intervenuti dopo la conclusione dell’accordo e in grado di incidere sul rapporto contrattuale al punto di stravolgerlo e fare venire meno il vincolo per il quale si è operato.
Altra ipotesi in cui si deve osservare il termine indicato è il caso di effetti differiti di contratti validi, come può essere il riconoscimento di abbuoni al raggiungimento di un obiettivo che si realizza in là nel tempo o per sconti incondizionati già pattuiti.
L’emissione della nota di credito è comunque un momento di approfondimento ed attenzione anche perché va produrre altri effetti in contabilità, rischiando di ingenerare una falsità in bilancio soprattutto per le valutazioni che vanno compiute quando il problema non è ancora definito.
Nel caso di importi rilevanti la definizione a cavaliere dell’anno sociale può dovere costringere a rappresentare l’importo oggetto della nota di credito creando situazioni di difficoltà che possono essere superate convenzionalmente e, all’opposto, andando a comportare nell’esercizio successivo sopravvenienze della cui veridicità si può dubitare. Su questo piano l’esistenza di una contesa formale (giudiziale) consente una oggettiva rappresentazione della situazione incerta.
Da ultimo l’ultima Legge di Stabilità per il 2017 prevede al comma 567 che è ristabilito il trattamento fiscale dell’emissione della nota di variazione Iva in caso di procedura concorsuale vigente prima dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità per il 2016. In particolare la Legge di stabilità 2016 (art.1 comma 126) avrebbe consentito alle imprese fornitrici di un soggetto in crisi l’emissione della nota di variazione in diminuzione in presenza della semplice condizione di avvio della procedura concorsuale, senza dover attendere che sia definitivamente accertata l’infruttuosità della procedura medesima, come accadeva precedentemente.
La norma introdotta dalla stabilita 2016 doveva trovare applicazione per le procedure concorsuali apertesi successivamente al 31 dicembre 2016 e quindi di fatto la modifica introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 in commento, ne inibisce l’entrata in vigore e ripristina la situazione precedente, peggiorativa per le imprese, in quanto saranno costrette ad anticipare il versamento Iva senza speranze di poter esercitare la rivalsa, rimandandone il recupero solo alla definitiva conclusione della procedura concorsuale.
L’emissione della nota di credito IVA, nonché l’esercizio del relativo diritto alla detrazione dell’imposta corrispondente alle variazioni in diminuzione, sarà possibile solo nel caso di mancato pagamento connesso a procedure concorsuali concluse infruttuosamente; solo l’infruttuosità delle procedure concorsuali darà la possibilità di emettere nota di variazione Iva e recuperare l’imposta.

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