Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
19 Agosto 2016

Monitoraggio fiscale e beni all’estero: esoneri soggettivi ed oggettivi

Di cosa si tratta

L’Agenzia delle Entrate ha provveduto con una Circolare (23 dicembre 2013, n. 38/E) ad illustrare in termini applicativi le novità derivanti dalla legge 6 agosto 2013, n. 97: “Legge Europea 2013. La Circolare dà chiarimenti sulle modifiche alla disciplina del monitoraggio fiscale” (DL. n. 167/1990) introdotte dall’art. 9 della legge.
Uno dei punti di maggiore interesse è la conferma, in linea generale, delle deroghe agli obblighi di monitoraggio fiscale per i lavoratori all’estero (art. 38, comma 13, Dl 78/2010). Tuttavia, con riferimento alla condizione di “diplomatico” o di “frontaliere”, per i quali in precedenza la condizione doveva sussistere al 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’esonero è ora riconosciuto solo qualora l’attività lavorativa all’estero sia stata svolta in via continuativa per la maggior parte del periodo d’imposta e a condizione che il lavoratore, al rientro in Italia, vi abbia trasferito le attività detenute all’estero o abbia dismesso le suddette attività entro sei mesi dall’interruzione del rapporto di lavoro all’estero.
La Circolare esemplifica gli esoneri di tipo soggettivo e precisa che sono da includere nell’ambito soggettivo del monitoraggio gli enti di previdenza obbligatoria (casse professionali) istituiti nelle forme di associazione o fondazione in quanto non rientranti tra gli enti pubblici. Questi ultimi sono esclusi da tale obbligo dichiarativo, unitamente agli enti commerciali, alle società, siano esse società di persone (Sas, Snc, società di fatto) o società di capitali (Spa, Sapa, società cooperative), ad eccezione delle società semplici.
Gli Oicr istituiti in Italia, sebbene considerati enti non commerciali, sono esclusi anch’essi dal monitoraggio, considerato che gli investimenti da essi detenuti non sono produttivi di redditi imponibili (art. 73, comma 5 quinquies, del Tuir).
Le medesime considerazioni valgono per i fondi immobiliari, soggetti che godono anch’essi di un regime fiscale di non imponibilità (art. 6 del Dl 351/2001).
In merito all’esonero oggettivo di compilazione del quadro RW, è ora previsto che non devono essere indicate le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, a condizione che i flussi finanziari e redditi derivanti da tali attività siano stati assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.
Rispetto alla normativa anteriore non è più sufficiente che i flussi finanziari e i redditi delle attività oggetto di monitoraggio siano stati riscossi per il tramite di intermediari residenti, essendo ora stabilito che l’esclusione da monitoraggio è subordinato anche all’applicazione del prelievo da parte del soggetto che interviene nella riscossione dei predetti flussi.
Un importante tema sono le attività finanziarie e patrimoniali che nel periodo d’imposta non hanno prodotto reddito: in questi casi, l’esonero dalla compilazione del quadro RW spetta a condizione che le attività siano affidate in amministrazione o gestione presso un intermediario residente, anche in assenza di opzione per i regimi del risparmio amministrato o gestito; all’intermediario è conferito l’incarico di regolare tutti i flussi connessi con l’investimento, il disinvestimento e il pagamento dei relativi proventi. In mancanza di tale affidamento, che non può essere una prestazione di tipo occasionale, ma richiede l’instaurazione di un rapporto duraturo con l’intermediario, ricade sul contribuente l’obbligo di indicare le consistenze delle attività nel quadro RW, evidenziando che le stesse non hanno prodotto redditi nel periodo d’imposta o che sono infruttifere.
La circolare chiarisce che l’esonero compete anche con riferimento ai beni di cui il contribuente risulti “titolare effettivo” ai sensi della normativa antiriciclaggio, sempreché la partecipazione nella società estera o nell’entità giuridica, per il cui tramite ricopre detto status, sia amministrata o gestita da intermediari residenti.

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