Categorie approfondimento: Credito e banche
20 Luglio 2013

Misure per la tutela del credito

Di cosa si tratta

Chi abbia letto la rubrica dell’art 78 del c.d. “Decreto Fare” del 21 giugno 2013, n. 69 sarà stato spinto da interesse immediato alla lettura, vista l’ambiziosa espressione usata delle: “Misure per la tutela del credito”. Niente da fare: l’intervento attiene unicamente alla procedura di opposizione a decreto ingiuntivo.
Con l’inserimento all’art. 645, secondo comma, cod. proc. civ., della frase: “L’anticipazione di cui all’art. 163-bis, terzo comma, deve essere disposta fissando udienza per la comparizione delle parti non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire”, si dà un termine, ovviamente ordinatorio, al giudice per fissare l’udienza di comparizione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.
Per la norma richiamata ed ad istanza di parte la prima udienza del giudizio può avere i termini a comparire ridotti a metà (90 giorni con notifica in Italia si riduce a 45 giorni e 150 con notifica all’estero passa a 75). Con la nuova norma l’udienza si avvicina: “non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire”. Alla prima udienza il giudice dovrà “alla prima udienza” emettere ordinanza non impugnabile per la concessione o la revoca della provvisoria esecutorietà del decreto opposto; posto che comunque questa è la prima udienza la norma andrà coordinata con l’art. 77 del Decreto Fare (nel sito: “La nuova sentenza nel giudizio civile e la conciliazione “obbligatoria”.) che anche prevede la comparizione delle parti al fine di conciliare il giudizio, raccogliendo anche la “proposta” del giudice.
Quanto al primo punto la Novella altro non fa se non esplicitare quanto già accadeva e cioè che alla prima udienza l’opposto chieda la provvisoria esecutorietà al decreto opposto.
Quanto al secondo un rilievo dovrebbe essere che nell’ordine prima il giudice dovrebbe provare a conciliare le parti e poi decidere sull’efficacia del decreto; ci pare ovvio perché, accordata la provvisoria esecutorietà al decreto, sarà difficile che il creditore sia molto disponibile a trattare dopo e, se non fosse accordata, analoga rigidezza assumerebbe il debitore.
Quanto richiamato è già in vigore con la pubblicazione del decreto e si applicano ai giudizi introdotti dopo la pubblicazione.

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