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7 Settembre 2007

MIFID: intermediari assicurativi. La bozza del nuovo regolamento

Di cosa si tratta

Rinviando a quanto già illustrato per le c.d. Direttive MIFID all’altro articolo nel sito (“MIFID: Markets In Financial Instruments Directive”), va segnalato come la CONSOB abbia già provveduto a predisporre in data 20 luglio 2007 la bozza del nuovo Regolamento Intermediari, al quale è possibile formulare rilievi entro il 15 settembre 2007, redazione questa compiuta prima dell’approvazione del testo di decreto legislativo, discusso il 30 agosto 2007 dal Consiglio dei Ministri.
L’intervento modificativo avviene sul testo del Regolamento attualmente vigente, che è il Regolamento n. 11522/1998.
Con operazione compilatoria, che non pretende di dare esaustiva trattazione al tema, ma provocare un dibattito, lasciamo agli interessati del settore l’evidenza di alcune delle sedi di intervento della CONSOB in relazione all’intermediazione assicurativa, non senza sottolineare che le modifiche espresse risentono anche dell’introduzione di principi nuovi di adeguamento comunitario anche in altre parti (in seguito tra doppia parentesi (()) il testo che è stato eliminato dalla versione originaria).
Rileviamo una prima variante con la soppressione nell’art. 26 (Definizioni) di “prodotti finanziari assicurativi”, operazione compiuta in quanto la definizione è ora data dall’art. 83 novellato, che trascriviamo: “
1. Nel presente Libro si intendono per:
a) “prodotti finanziari assicurativi”: le polizze e le operazioni di cui ai rami vita III e V di cui all’articolo 2, comma 1 del decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005, con esclusione delle forme pensionistiche individuali di cui all’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252”;
b) “soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa”: le sim e le imprese di investimento comunitarie, le banche italiane e comunitarie, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del decreto legislativo n. 385 del 1° settembre 1993 e la società Poste Italiane-Divisione Servizi di Banco Posta, autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, anche quando operano per il tramite di promotori finanziari, dipendenti, collaboratori o altri incaricati”.
Gli interventi numericamente maggiori si trovano a partire dall’art. 78, che regola al Libro V, l’”Offerta fuori sede: Promozione e collocamento a distanza: “1. Nell’attività di offerta fuori sede di strumenti finanziari, di servizi e attività di investimento e di prodotti finanziari disciplinati dall’articolo 30 del Testo Unico, ((gli intermediari autorizzati)) le imprese di investimento, le banche, gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del T.U. bancario, le società di gestione del risparmio, le società di gestione armonizzate e la società Poste Italiane-Divisione Servizi di Banco Posta autorizzata ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 144 del 14 marzo 2001, nel rapporto diretto con la clientela si avvalgono dei promotori finanziari al fine di adempiere alle prescrizioni di cui al Libro III.
((a) acquisire e fornire le informazioni e consegnare copia del documento di cui agli articoli 28 e 29, comma 3;
b) consegnare agli investitori, prima della sottoscrizione del documento di acquisto o di sottoscrizione degli strumenti finanziari e degli altri prodotti finanziari, copia del prospetto informativo o degli altri documenti informativi, ove prescritti, ovvero i documenti contrattuali per la fornitura dei servizi e delle attività di investimento;
c) illustrare agli investitori:
– prima della sottoscrizione del documento di acquisto o sottoscrizione degli strumenti finanziari e degli altri prodotti finanziari ovvero dei documenti contrattuali per la fornitura dei servizi di investimento, gli elementi essenziali dell’operazione, del servizio o del prodotto, con particolare riguardo ai relativi costi e rischi patrimoniali;
– la facoltà prevista dall’articolo 30, comma 6, del Testo Unico;
d) ricevere dagli investitori:
– il documento di acquisto o di sottoscrizione degli strumenti finanziari e degli altri prodotti finanziari ovvero i documenti contrattuali da essi firmati;
– i relativi mezzi di pagamento, strumenti finanziari e altri prodotti finanziari nel rispetto delle disposizioni previste dal regolamento di cui all’articolo 31, comma 6, del Testo Unico;
– disposizioni relative ai servizi e alle attività offerti;
– le eventuali richieste di disinvestimento relative agli strumenti finanziari e agli altri prodotti finanziari sottoscritti o acquistati ovvero le dichiarazioni di recesso dai contratti;
– le eventuali richieste di trasferimento o ritiro di strumenti finanziari e di altri prodotti finanziari o di somme di denaro.))
2. Nell’attività di offerta fuori sede di quote o azioni di OICR, le società di gestione del risparmio e le SICAV si attengono ai limiti e alle previsioni di cui all’articolo 77. 3. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche all’offerta fuori sede dei servizi accessori e dei fondi pensione aperti da parte delle imprese di investimento.
((3. Non costituisce offerta fuori sede quella effettuata nei confronti degli operatori qualificati di cui all’articolo 31, comma 2.))”
CONSOB offre il seguente chiarimento all’articolo:
Comma 1:
In via preliminare si rammenta che l’“offerta fuori sede” (intesa quale sinonimo di vendita “porta a porta”) di strumenti finanziari e di servizi d’investimento non è oggetto di regolamentazione a livello UE.
Ne segue che il legislatore italiano ha potuto autonomamente imporre l’obbligo di avvalersi di promotori finanziari in capo a tutti gli intermediari abilitati alla prestazione di servizi d’investimento che decidano di operare “porta a porta” nei confronti di clienti al dettaglio, comprese quindi non solo le imprese di investimento nazionali ed extra UE ma anche quelle comunitarie, indipendentemente dal fatto che siano operative in Italia in regime di libera prestazione di servizi o mediante stabilimento di succursali.
Va, peraltro, sottolineato che l’art. 31, comma 1, secondo periodo del TUF dispone che: “I promotori finanziari di cui si avvalgono le imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie, le società di gestione armonizzate, le banche comunitarie ed extracomunitarie, sono equiparati, ai fini dell’applicazione delle regole di condotta, ad una succursale costituita nel territorio della Repubblica”. Ciò significa che l’avvalersi di un promotore finanziario iscritto al relativo albo, determina, per gli intermediari comunitari, comunque, l’applicazione delle regole di condotta che sarebbero applicabili nel caso di costituzione di una succursale nel nostro Paese, e la conseguente vigilanza del Paese ospitante.
Avendo chiarito nell’ultima parte del comma 1 che, nell’offerta fuori sede, gli intermediari interessati sono chiamati ad adempiere per il tramite dei promotori finanziari alle prescrizioni di cui al Libro III rilevanti nel rapporto diretto con la clientela, si è ritenuto superfluo riproporre una puntuale elencazione dei comportamenti richiesti, in quanto analiticamente dettagliati nel richiamato Libro III. Occorre, infine, rammentare che l’art. 30 TUF – cui la norma in esame rinvia – è stato modificato per opera del D.Lgs. 29/12/2006 n. 303 (c.d. Decreto Pinza), che ha stabilito che le disposizioni di detto articolo si applicano anche ai prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari “e, limitatamente ai soggetti abilitati, ai prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione” (art. 30, comma 9, post D.Lgs. 29/12/2006 n. 303).
L’obbligo di avvalersi di promotori finanziari risulta quindi esteso anche all’offerta fuori sede, da parte dei soggetti abilitati, di prodotti bancari e di prodotti assicurativi finanziari.
Comma 2:
Il comma proposto riflette, limitatamente all’area dell’offerta fuori sede, le disposizioni in materia di commercializzazione di OICR da parte di SGR e SICAV di cui al precedente articolo 77.
Comma 3 L’art. 30, comma 5, del d.lgs. n. 58/1998 stabilisce che “le imprese di investimento possono procedere all’offerta fuori sede di prodotti diversi dagli strumenti finanziari e dai servizi d’investimento, le cui caratteristiche sono stabilite con regolamento dalla Consob, sentita la Banca d’Italia”.
In attuazione di tale previsione, con il presente regolamento si è confermata la possibilità per le imprese di investimento di procedere all’offerta fuori sede dei servizi accessori e dei fondi pensione aperti nel rispetto delle regole di condotta richiamate ai sensi del precedente comma.
In merito al comma 3 della precedente versione dell’art. 36, si è ritenuto superfluo riproporre tale previsione, in quanto riproduttiva dell’art. 30, comma 2 del TUF.
Il nuovo art. 85 si occupa dei “Soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa” disponendo:
“1. Nella distribuzione di prodotti finanziari assicurativi, anche mediante tecniche di comunicazione a distanza, i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa rispettano le disposizioni di cui agli articoli ((26, 27, 28, comma 1, lettera a), e commi 2 e 5, 29, 31, 36, 56, commi 1, 2, 3, 6, 7, 57, 58, 59, 60, 63 e 69)) 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 34, 35, 36, 37, 39, 40, 41, 42, 49, 50, 51, 52, 53, 57, 78, e 80 del presente regolamento nonché di cui al regolamento congiunto Consob-Banca d’Italia nelle materie sub lettere d), e), g), i), j), l), m) e n) dell’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico.
2. I soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa, fermo restando quanto previsto al precedente comma, forniscono altresì al contraente, prima della sottoscrizione della proposta o del documento contrattuale, le seguenti informazioni:
a) la loro denominazione, la loro sede legale e i loro recapiti;
b) il riferimento al registro degli intermediari assicurativi di cui all’articolo 109 del d.lgs. n. 209/2005, in cui sono iscritti e l’indicazione circa i mezzi esperibili per verificare che siano effettivamente registrati;
c) le procedure che consentono al contraente di presentare reclamo al soggetto abilitato all’intermediazione assicurativa o all’impresa di assicurazione, ovvero ricorsi ad organi di risoluzione stragiudiziale delle controversie;
d) ogni eventuale partecipazione, diretta o indiretta, superiore al 10% del capitale sociale o dei diritti di voto in imprese di assicurazione;
e) ogni eventuale partecipazione, diretta o indiretta, superiore al 10% del capitale sociale o dei diritti di voto del soggetto abilitato all’intermediazione assicurativa detenuta da imprese di assicurazione;
f) con riguardo al prodotto finanziario assicurativo proposto:
1) se forniscono consulenze basate su un’analisi imparziale. In tale circostanza i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa sono tenuti a fondare le proprie valutazioni su un numero sufficientemente ampio di contratti disponibili sul mercato al fine di consigliare un prodotto idoneo a soddisfare le richieste del contraente;
2) se, in virtù di un obbligo contrattuale, siano tenuti a proporre esclusivamente i contratti di una o più imprese di assicurazione, dovendo in tal caso specificare la denominazione di tali imprese;
3) se non siano vincolati a proporre esclusivamente i contratti di una o più imprese di assicurazione e non forniscano consulenze fondate sull’obbligo, di cui al precedente punto 1), di fornire un’analisi imparziale. In tal caso comunicano, su richiesta del contraente, la denominazione delle imprese di assicurazione con le quali hanno o potrebbero avere rapporti d’affari, fermo restando l’obbligo di avvisare il contraente del diritto di richiedere tali informazioni.
3. Previamente alla conclusione di qualsiasi contratto avente ad oggetto prodotti finanziari assicurativi, i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa devono, basandosi in particolare sulle informazioni fornite dal contraente, quanto meno precisare le richieste e le esigenze di tale contraente e le ragioni su cui si fonda qualsiasi consulenza fornita su un determinato prodotto della specie. Tali precisazioni si articolano diversamente a seconda o della complessità del contratto assicurativo proposto.
4. I soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa rispettano le istruzioni impartite dalle imprese di assicurazione per le quali operano”.
CONSOB osserva:
Comma 1
La norma contiene il rinvio alle singole disposizioni del nuovo regolamento intermediari che i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa devono osservare (anche) quando procedono alla distribuzione di prodotti finanziari assicurativi.
Tali disposizioni sono state selezionate da un lato assumendo a modello la disciplina del collocamento di OICR da parte di intermediari distributori – ovvero (anche) la disciplina del servizio di cui all’art. 1, comma 5, lett. f) del TUF (in particolare ai fini della verifica dell’adeguatezza) nel caso in cui l’intermediario svolga (anche) attività consulenziale – e, dall’altro lato, tenendo conto dell’assenza di contrarie previsioni delle direttive comunitarie assicurative (in specie della direttiva 2002/92/CE sugli intermediari assicurativi).
Qualora invece le direttive di settore contengano previsioni specifiche, le stesse sono state riportate nelle norme proposte, in linea peraltro con il testo del vigente art. 36-ter del regolamento n. 11522/98.
Le norme di cui ai precedenti articoli 27, 56, 57, 58, 59, 63 e 69 hanno ad oggetto materie che, in forza del nuovo art. 6, comma 2-bis del TUF, confluiranno nel regolamento congiunto Consob-Bankitalia.
Si è, pertanto, ritenuto di operare un rinvio alle relative macro-aree di tale regolamento, come individuate all’art. 6, comma 2-bis del TUF, e precisamente alle lettere:
d) procedure, anche di controllo interno, per la corretta e trasparente prestazione dei servizi di investimento e delle attività di investimento nonché della gestione collettiva del risparmio;
e) controllo della conformità alle norme;
g) audit interno;
i) trattamento dei reclami;
j) operazioni personali;
l) gestione dei conflitti di interesse, potenzialmente pregiudizievoli per i clienti;
m) conservazione delle registrazioni;
n) procedure anche di controllo interno, per la percezione o corresponsione di incentivi.
Per quel che concerne l’informativa da veicolare ai clienti (già oggetto delle previsioni di cui al vecchio art. 28), il riferimento è ora agli artt. 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 34, 35 e 36, del nuovo regolamento. Si segnala che i commi 2 e 3 dell’art. 29 non sono stati richiamati poiché relativi al solo servizio di gestione di portafogli; del pari non è stato richiamato l’art. 33 che concerne gli oicr armonizzati.
Per quel che concerne la valutazione di adeguatezza (già oggetto delle previsioni di cui al vecchio art. 29), il riferimento è ora agli artt. 41 e 42 del presente regolamento in tema di “appropriatezza” ovvero agli artt. 39 e 40 nel caso in cui venga fornita anche attività di consulenza.
Per quel che concerne i rapporti con speciali categorie di investitori (già oggetto delle previsioni di cui al vecchio art. 31), il riferimento è ora all’art. 35 del presente regolamento che disciplina l’informativa sulla classificazione dei clienti.
Per quel che concerne l’offerta fuori sede (già oggetto delle previsioni di cui al vecchio art. 36), il riferimento è ora all’art. 78 del presente regolamento.
Per quel che concerne l’attestazione degli ordini (già oggetto delle previsioni di cui al vecchio art. 60), il riferimento è ora all’art. 57 del presente regolamento.
Per quel che concerne l’informativa sugli ordini eseguiti (già oggetto delle previsioni di cui al vecchio art. 61, comma 3), il riferimento è ora all’art. 53 del presente regolamento che disciplina le “rendicontazioni nei servizi diversi dalla gestione di portafogli”.
Si ritiene, altresì, di dover richiamare gli articoli 49, 50 e 51 del presente regolamento, che dettano le regole per la gestione degli ordini dei clienti nonché l’articoli 52, relativo agli “incentivi”, per ragioni di simmetria con quanto previsto per gli intermediari che collocano quote di OICR.
E’ stato, inoltre, richiamato l’art. 37, in tema di “contratti”, posto che, ai sensi di tale norma, il contratto scritto è ora obbligatorio anche per il servizio di collocamento assunto a “modello”.
Piccoli adattamenti apporta l’art. 86, relativo alla “Modalità di informativa”, che prevede:
“1. L’informativa da fornire ai contraenti a norma dell’articolo ((36-ter)) 85 deve essere comunicata:
a) in modo corretto, esauriente e facilmente comprensibile;
b) in lingua italiana o in altra lingua concordata dalle parti.
2. L’informativa da fornire ai contraenti a norma dell’articolo ((36-ter)) 85, commi 2 e 3, deve essere trasmessa su supporto cartaceo o altro supporto duraturo disponibile ed accessibile per il contraente. Detta informativa può, tuttavia, essere anticipata verbalmente ove sia necessaria una copertura immediata del rischio o qualora lo richieda il contraente. In tali casi i soggetti abilitati all’intermediazione assicurativa provvedono a fornire l’informativa su supporto cartaceo o altro supporto duraturo subito dopo la conclusione del contratto e comunque non oltre i due giorni lavorativi successivi”.
Si occupa della distribuzione assicurativa l’art. 87, relativo alle “Imprese di assicurazione”, che dispone:
“1. Alla distribuzione di prodotti finanziari assicurativi, anche mediante tecniche di comunicazione a distanza, effettuata dalle imprese di assicurazione si applicano le disposizioni di cui agli articoli ((26, 27, 28, comma 1, lettera a), e commi 2 e 5, 29, 31, 56, commi 1, 2, 6, 7, 57, 58, 59, 60, 61, comma 4, 63, comma 5, lettera a), e 69)) 27, 28, 29, comma 1, 30, 31, 32, 34, 35, 36, 39, 40, 41, 42, 49, 50, 51, 52, 53, 57, e 80 del presente regolamento nonché di cui al regolamento congiunto Consob-Banca d’Italia nelle materie sub lettere d), e), g), i), j), l), m) e n) dell’art. 6, comma 2-bis, del Testo Unico.
2. L’informativa da fornire ai contraenti ai sensi del comma precedente deve essere comunicata:
a) in modo corretto, esauriente e facilmente comprensibile;
b) in lingua italiana o in altra lingua concordata dalle parti;
c) su supporto cartaceo o altro supporto duraturo disponibile ed accessibile per il contraente.
Detta informativa può, tuttavia, essere anticipata verbalmente ove sia necessaria una copertura immediata del rischio o qualora lo richieda il contraente. In tali casi le imprese di assicurazione provvedono a fornire l’informativa su supporto cartaceo o altro supporto duraturo subito dopo la conclusione del contratto e comunque non oltre i due giorni lavorativi successivi.
3. Le imprese di assicurazione si dotano di idonee procedure per garantire l’adeguata formazione, l’aggiornamento professionale e il rispetto delle regole di comportamento di cui al comma 1, anche quando operano per il tramite di reti distributive, e ne verificano in concreto l’osservanza”.
La CONSOB riporta il contenuto di quanto esposto a commento dell’art. 85.
L’art. 88 si occupa della “Distribuzione di prodotti bancari e assicurativi e servizi di investimento”.
“Gli intermediari che svolgono sia il servizio di distribuzione di prodotti finanziari emessi da banche e/o da imprese di assicurazione disciplinati dal presente Libro, sia il collocamento di strumenti finanziari e/o la consulenza in materia di investimenti, considerano unitariamente il rapporto con i clienti al fine di adempiere in modo uniforme e coordinato alle regole di condotta applicabili”.
CONSOB in proposito illustra:
Mediante l’inserimento dell’art. 25-bis nel TUF la Legge sul Risparmio ha inteso, come noto, estendere alla distribuzione, da parte dell’emittente, di prodotti finanziari bancari o assicurativi, ovvero di prodotti finanziari assicurativi da parte di intermediari, le regole di condotta già disciplinanti la prestazione dei servizi di investimento. Ciò al fine di contribuire alla creazione di un level playing field per attività e prodotti ritenuti (dallo stesso legislatore) fra loro “fungibili” nella prospettiva dell’investitore.
La disposizione in questione intende, quindi, chiarire che nel caso di intermediari “polifunzionali” (ovvero per le ipotesi in cui l’attività di distribuzione di prodotti finanziari emessi da banche ex art. 84 e da imprese di assicurazione ex art. 85 sia associata alla prestazione del collocamento in strumenti finanziari e/o alla consulenza in materia di investimenti) le regole di condotta devono essere applicate in maniera uniforme, al fine di garantire ai clienti il medesimo trattamento, quale che sia il prodotto commercializzato (fatte salve, s’intende, le specificità delle rispettive discipline). Ad esempio, la valutazione di appropriatezza dovrà essere effettuata secondo i medesimi canoni, criteri e strumenti sia nel caso di collocamento di OICR sia nella commercializzazione di prodotti assicurativi finanziari.
D’altro canto, posto che l’investitore potrà perseguire i propri obiettivi di investimento attraverso diversi prodotti/servizi finanziari, l’intermediario polifunzionale (tipicamente collocatore di strumenti finanziari da un lato e distributore di prodotti bancari e assicurativi dall’altro, ed anche eventualmente consulente su tali prodotti) dovrà assumere una considerazione unitaria di tutta la gamma di prodotti/servizi offerti al momento di definire i comportamenti da porre in essere nel rapporto con i clienti, anche al fine di applicare le regole di condotta in modo coordinato. Ad esempio, nel valutare la “storia” finanziaria del cliente dovranno essere valorizzati, indifferentemente, sia gli investimenti in prodotti assicurativi a contenuto finanziario, sia le operazioni in strumenti finanziari.
In tale contesto, e al fine di conformarsi agli obiettivi sopra tratteggiati, gli intermediari “polifunzionali” dovranno tenere in considerazione tutti i prodotti/servizi commercializzati.
Rimane naturalmente ferma la possibilità per gli intermediari di innalzare il livello di “tutela” per l’investitore mediante l’applicazione anche ai servizi per i quali è previsto il test di “appropriatezza” delle più stringenti regole di condotta stabilite per i servizi a più alto valore aggiunto (quali la consulenza e la gestione individuale).
A nostro avviso è ancora importante e da segnalare l’art. 89, relativo agli “Obblighi informativi”, sui quali già si è ampiamente impegnata UEA nel proprio Congresso, che prevede:
“1. Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente, nel prospetto informativo redatto secondo gli schemi di cui all’Allegato 1B del regolamento adottato con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modificazioni e nei contratti di cui all’articolo 37 del presente regolamento, relativi a prodotti e servizi qualificati come “etici” o “socialmente responsabili”, i soggetti abilitati e le imprese di assicurazione forniscono le seguenti informazioni:
a) gli obiettivi e le caratteristiche in relazione ai quali il prodotto o servizio è qualificato come etico o socialmente responsabile;
b) i criteri generali di selezione degli strumenti finanziari in virtù degli obiettivi e delle caratteristiche di cui alla lettera a);
c) le politiche e gli obiettivi eventualmente perseguiti nell’esercizio dei diritti di voto connessi agli strumenti finanziari detenuti in portafoglio;
d) l’eventuale destinazione per iniziative di carattere sociale o ambientale di proventi generati dai prodotti offerti e dai servizi prestati e la relativa misura;
e) le eventuali procedure adottate per assicurare il perseguimento degli obiettivi di cui alla lettera a), compresa la presenza di organi specializzati istituiti all’interno dei soggetti abilitati e delle imprese di assicurazione e le relative funzioni;
f) l’adesione a codici di autoregolamentazione, promossi da soggetti specializzati.
2. Una sintetica illustrazione delle informazioni di cui al comma 1 deve essere resa disponibile nel sito internet dei soggetti abilitati e delle imprese di assicurazione”.
Ancora CONSOB in proposito osserva:
Le “Disposizioni in materia di finanza etica o socialmente responsabile” sono state introdotte nel regolamento n. 11522/1998 (artt. 55-bis e 55-ter), con la recente delibera n. 15961 del 30 maggio 2007.
Su tale area della regolamentazione, dettata in attuazione di quanto disposto dall’art. 117-ter del TUF, non incide né innova la MiFID (né le relative misure di esecuzione).
Pertanto, le relative disposizioni regolamentari vengono ora riprodotte procedendo, semplicemente, all’aggiornamento della numerazione degli articoli richiamati.
Sulle “Modalità di aggiornamento professione”, art. 105 dispone:
“I promotori finanziari sono tenuti all’aggiornamento professionale mediante partecipazione a corsi su base periodica, a conclusione dei quali sono rilasciati attestati di frequenza. A tal fine gli intermediari autorizzati, le società di gestione del risparmio, le società di gestione armonizzate e le SICAV si dotano di idonee procedure per garantire l’adeguata formazione e l’aggiornamento professionale dei promotori finanziari operanti per loro conto”.
Ancora CONSOB in proposito osserva:
Per ragioni di natura sistematica si reputa di dovere configurare le disposizioni di cui all’art. 56, comma 7 bis, del Regolamento Intermediari in vigore (attinente all’aggiornamento professionale dei promotori finanziari) quale art. 105 del “nuovo” Regolamento Intermediari.
Le vigenti norme riguardanti l’Albo e l’attività dei promotori finanziari (Libro V del Regolamento Intermediari in vigore) restano quasi tutte invariate e non sono pertanto qui riprodotte.
La figura del promotore finanziario – sostanzialmente identificabile come specificazione della generale categoria dell’agente collegato – è, infatti, intimamente connessa alla svolgimento dell’attività di offerta fuori sede di strumenti finanziari e di servizi di investimento: attività questa non disciplinata dalla direttiva 2004/39/CE (in merito, si rinvia integralmente al commento degli articoli di cui al Libro V, anche per quanto concerne l’obbligo per tutti gli intermediari abilitati di avvalersi di promotori finanziari nello svolgimento dell’offerta fuori sede).
La sola disposizione nei cui riguardi si ritiene di dovere intervenire in via abrogativa è quella prevista dalla lettera a) dell’art. 92 del vigente Regolamento Intermediari (art. 106 del nuovo Regolamento proposto). Tale norma stabilisce, in capo al promotore operante per conto di un soggetto abilitato, un generale principio di incompatibilità rispetto all’esercizio dell’attività di consulenza.
Peraltro, la disposizione ammette la prestazione della consulenza da parte del promotore medesimo a condizione che la stessa sia svolta 1) per conto del soggetto abilitato per il quale il promotore opera ovvero 2) di altro soggetto appartenente al medesimo gruppo.
La norma trova giustificazione nell’attuale inserimento della consulenza nel novero dei servizi accessori e si configura come limitazione [per il promotore finanziario operante per conto di un soggetto abilitato e salve le citate possibilità contemplate dallo stesso art. 92, lett. a), del Regolamento Intermediari in vigore] al principio della libertà di svolgimento degli stessi.
La stessa norma non pare tuttavia coerente con la definizione del contesto operativo dell’agente collegato descritto dalla MIFID [art. 4, paragrafo 25), ed art. 23] e con l’inclusione – fatta dalla stessa direttiva – della consulenza nell’ambito dei servizi di investimento.
Segnatamente, nel definire la figura dell’agente collegato, la direttiva 2004/39/CE ha previsto la possibilità per quest’ultimo, quando opera per conto di un’impresa di investimento, di prestare i diversi servizi di investimento, tra i quali la consulenza, che si caratterizza quindi come attività generalmente compatibile con quella dell’agente collegato/promotore finanziario. Nondimeno questi potrà effettuarla (conformemente alla regola del “monomandato” che presiede allo svolgimento dell’attività del promotore finanziario/agente collegato) esclusivamente per conto del soggetto abilitato per il quale il promotore/agente collegato opera [ai sensi della direttiva 2004/39/CE – art. 4, paragrafo 25), ed art. 23 – l’agente collegato opera sotto la piena ed incondizionata responsabilità di una sola impresa di investimento, per conto della quale, fra l’altro, può prestare consulenza ai clienti o potenziali clienti rispetto agli strumenti e servizi finanziari proposti da tale impresa].
Ciò premesso ed avuto riguardo al citato principio di generale compatibilità contemplato dalla direttiva 2004/39/CE:
a) appare contraddittorio, sotto il profilo sistematico, includere l’attività di consulenza nell’ambito di un articolo concernente le attività incompatibili con quella di promotore finanziario;
b) è inoltre ridondante specificare in sede regolamentare che l’attività di consulenza – se prestata per conto del soggetto abilitato per il quale il promotore opera – è attività compatibile con quella di promotore finanziario. Nel caso specifico, tale compatibilità deriva direttamente dalle disposizioni primarie;
c) infine, la possibilità di svolgere la consulenza per conto di qualsiasi soggetto appartenente al gruppo a cui appartiene il soggetto abilitato per conto del quale il promotore opera è coerente con l’odierna inclusione della consulenza nel novero dei servizi accessori ma è contraria al rispetto della regola del “monomandato” stabilita sia dalle norme comunitarie [art. 4, paragrafo 25) ed art. 23 della direttiva 2004/39/CE] sia dalla legislazione nazionale in materia di offerta fuori sede di servizi d’investimento, nell’ambito dei quali la consulenza è inclusa dalla stessa direttiva.
Si ritiene quindi di dover abrogare la disposizione di cui all’art. 92, lett. a), del vigente Regolamento Intermediari.

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