Categorie approfondimento: Credito e banche
10 Giugno 2014

I limiti della responsabilità dell’intermediario per l’illecito del promotore

Di cosa si tratta

Le ricorrenti affermazioni sulla responsabilità solidale dell’intermediario finanziario per l’attività svolta dal promotore portano a far credere che sussista sempre. Non è così e lo ha confermato una pronuncia della Cassazione (sez. 3°, 4 marzo 2014, n. 5020), che si è data carico di stabilire quale sia il confine di questa responsabilità.
Il caso in concreto era dato da un cliente del promotore che gli aveva affidato i codici personali di accesso al servizio e il promotore li aveva utilizzati per disporre bonifici a favore di parenti.
La Cassazione ha confermato la pronuncia della corte d’appello che aveva ritenuto di respingere la pretesa risarcitoria nei confronti dell’intermediario sulla base della considerazione dell’assoluta estraneità della banca al fatto del promotore e sullo specifico rilievo che il fatto illecito del promotore fosse stato reso possibile dall’incauta iniziativa dell’investitore di comunicare al promotore i codici di accesso al conto corrente, segnatamente evidenziando sia il distacco temporale tra la consegna dei codici e le indebite operazioni di bonifico, sia il rapporto personale tra il cliente e il promotore, ma soprattutto in quanto l’operazione era avvenuta al di fuori di uno specifico rapporto di investimento.
Il fatto illecito non era in alcun modo collegabile con le mansioni o le incombenze affidate dalla preponente al promotore nel senso che queste avessero agevolato il comportamento del promotore.
Non si trattava di scaricare dall’intermediario all’investitore le conseguenze della violazione delle regole di comportamento gravanti sul promotore, non essendo neppure consentito di profilare la responsabilità solidale dell’intermediario in concorso con la colpa dell’investitore per l’incauto comportamento tenuto; questo in quanto la consegna dei codici personali di accesso al servizio di home banking non era assolutamente riconducibile al compimento di operazioni finanziarie.
Questo interrompe il nesso di “causalità necessaria”, che è da escludere come presente, che è l’elemento che riconduce alla sussistenza di una responsabilità indiretta dell’intermediario, in solido con quella del promotore.

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