Categorie approfondimento: Credito e banche
1 Dicembre 2013

Legge antiusura e categorie di rilevazione

Di cosa si tratta

La moltiplicazione della Categorie di rilevazione dell’usura e il fondamento delle differenze nei vari settori sospingono a riflettere sulle ragioni dell’autonomia delle categorie stesse. Per i Tassi Globali Medi Effettivi (TEGM),che trimestralmente rilevano per “categorie omogenee” di operazioni,i dati sono un elemento molto importante per consentire alle autorità demandate (Ministero dell’Economia e Banca d’Italia) di determinare i tassi soglia per l’usura.
Il sistema poggia su questi dati ed è stato introdotto dall’art. 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, che prevede: “1° Il Ministro del tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall’Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d’Italia ai sensi degli art.106 e 107 del D.Lgs. settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura. I valori medi derivanti da tale rilevazione, corretti in ragione delle eventuali variazioni del tasso ufficiale di sconto successive al trimestre di riferimento, sono pubblicati senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale.
2°. La classificazione delle operazioni per categorie omogenee, tenuto conto della natura, dell’oggetto, dell’importo, della durata, dei rischi e delle garanzie è effettuata annualmente con decreto del Ministro del tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi e pubblicata senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale.
3°. (omissis)
4°. Il limite previsto dal terzo comma dell’art. 644 del codice penale, oltreil quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma1relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali”.
Nel 1997, quando la legge è entrata a regime, le categorie relative ai TEGM erano 16 ed ora sono divenute 25 tanto da portare qualcuno a ritenere che la “fragmentazione eccessiva delle categorie favorisce le banche; tecnicamente è come se di ampliasse lo spread”, pur avendo ciascuna una sua storia particolare.
In relazione agli “scoperti senza affidamento”,cioè a quei sconfinamenti che si realizzano in assenza di apertura di credito, dall’agosto 2009 si è deciso di dare separataevidenza,; quindi è nata altra categoriaapposita, suddivisa in classi per valore diviseall’interno.Gli extrafido, cioè oltre l’apertura concessa, sono enucleati dalla categoria base.
I tassi degli scoperti senza affidamento hanno poi avuto un rilevante incremento arrivando all’ottobre 2013 al 16,22 contro le aperture di credito che sono al 11,38. Viene già da dire che il dato stupisce. Gli scoperti senza affidamento vengono a posizionarsi tra le operazioni più costose.
Ma il rilievo principale, se si leggono le istruzioni di natura amministrativa, è che pare che si riconduca agli scoperti senza affidamento un gruppo di casi ove vi è mancanza di quella “omogeneità” che la norma prescriverebbe; ciò si manifesterebbe di confronto all’apertura di credito dalla quale la categoria degli scoperti senza affidamento è stata scorporata.
Per gli scoperti senza affidamento (sconfinamenti) si dovrebbe pensare ad una operazione illegittima di costruzione della categoria di confronto alla legge n. 108/1996. Posto che debba muovere da “per operazioni della stessa natura”, la catalogazione dovrebbe avvenire “per categorie omogenee” e quindi i caratteri selettivi dovrebbero essere per criteri oggettivi che sono vincolanti per chi ha affidato il compito. Andrebbe cioè tenuto conto “della natura, dell’oggetto, dell’importo, della durata, dei rischi, e delle garanzie” limitandosi a questo e senza considerare altri elementi (comma 2°).
Perché la categoria introdotta possa restare, pur in presenza di discrezionalità amministrativa, deve esistere una ragione oggettiva di giustificazione. Se neppure le operazioni producono poi un carico economico diverso, questo non può comportare di dividere le categorie. Questo elemento del carico economico non è comunque tra i criteri selettivi della categoria. Se così ragionassimo, sarebbe come dire che sono gli operatori del settore, le banche, che vanno ad influenzare con la loro libertà di movimento il risultato delle categorie.Praticamente il loro giudizio sul come comportarsi sulle categorie influenza poi il risultato che ne scaturisce.
Del resto manca il fondamento normativo alla categoria. Se forma tecnica è la natura dell’operazione, gli scoperti senza affidamento sono una forma tecnica diversa dall’apertura di credito, ma non ogni forma tecnica deve necessariamente corrispondere ad una categoria nuova ed autonoma; si tratta anche di stabilire la rilevanza della distinzione tra una forma ed un’altra. Per giustificarsi dovrebbe avere rilevanti effetti di carico economico. Dare rilevanza a differenze di natura modesta porta ad attribuire a come si offre il credito la possibilità di operare sull’incidenza dei tassi medi, operazione che alla banche dovrebbe invece essere sottratta.
Se gli scoperti senza affidamento non richiedono come l’apertura di credito la necessità di tenere a disposizione il denaro, questo tasso dovrebbe essere inferiore sull’altro, mentre accade l’opposto. Questo motivo non giustificherebbe il risultato, né corona l’obiettivo la considerazione dell’elemento temporale, che non è tenuto in considerazione dalla norma.
Altra considerazione può essere quella che poggi sull’elemento del maggiore rischio; ma anche questo è elemento tralatizio. Con gli sconfinamenti maturano gli effetti delle istruttorie veloci per consentirli. Del resto nella conduzione della banca lo sconfinamento non è vietato; è consentito purché sia espressione di attenzione a ciò che ci si espone e si accetta. È una scelta della banca consentirla inmodo allargato o limitarla, senza dipendere dalla forma tecnica di gestione del credito.
In sintesi pensiamo che la distinzione delle categorie non dovrebbe allargarsi nel compiere le rilevazioni in quanto effetti esterni alle ragioni della determinazione della misura dei tassi di usura potrebbero influenzare il risultato.

(Visited 13 times, 14 visits today)