Categorie approfondimento: Societario
25 Giugno 2003

Le nuove norme sul processo

Di cosa si tratta

La Riforma delle società che, salvo proroghe, entrerà a regime il 1° gennaio 2004 interviene in due ambiti normativi distinti ma complementari: da un lato, modifica la disciplina c.d. sostanziale, ovvero le norme del Codice Civile che regolano la vita delle S.p.A., delle s.r.l. e delle cooperative (d. lgs 6/03); dall’altro (d. lgs. 5/03), riscrive la disciplina c.d. processuale, ovvero il tipo di processo che si applica alle controversie in materia societaria, sia con riguardo al procedimento avanti l’autorità giudiziaria ordinaria (Tribunale), sia con riguardo al procedimento arbitrale, oggetto di altro tema (Riforma delle società: il nuovo modello di arbitrato).
Ci occuperemo qui delle regole speciali dettate dal legislatore per quanto concerne il processo avanti l’autorità giudiziaria ordinaria (Tribunale) in materia societaria e in particolare con riguardo:

  • ai rapporti sociali;
  • alle azioni di responsabilità, da chiunque promosse;
  • ai trasferimenti e a ogni altro negozio riguardante le partecipazioni sociali;
  • ai patti parasociali e agli accordi di collaborazione.

Senza entrare nel dettaglio delle questioni puramente giuridiche, cerchiamo di delineare come si configura il nuovo strumento processuale nell’interesse di coloro i quali vivono dall’interno la realtà societaria (soci, amministratori, sindaci, liquidatori).
Il sistema processuale delineato dalla riforma si caratterizza per una struttura bifasica: una prima fase “autogestita” dalle parti e una seconda sotto la direzione del Giudice.
Nella fase “autogestita”, le parti (a mezzo dei propri legali) conducono autonomamente il corso del processo, scambiandosi gli atti tra di loro e assegnandosi i termini secondo quanto stabilito dalle norme, senza la supervisione del Giudice. Il difetto di questa fase è che può protrarsi anche a lungo, non essendo stabilita una durata tassativa; è da dire però che il Giudice può prendere in considerazione solo le eccezioni, le allegazioni, e le istanze istruttorie che siano proposte nonché i documenti che siano allegati fino alla seconda memoria, e pertanto le memorie successive alla seconda hanno un valore relativo, il ché dovrebbe indurre i legali a rinunciarvi. Si noti che se chi viene chiamato in giudizio, non replica con un proprio atto, o fa ciò tardivamente (cioè oltre i termini dettati dalla legge), i fatti indicati dall’attore (cioè da chi ha fatto partire il giudizio) si intendono non contestati, e quindi ammessi. Notevole infine la semplificazione delle forme operata, in particolare laddove si è stabilito che i difensori devono indicare nei propri atti il proprio numero di telefax o l’indirizzo di posta elettronica, ove poi verranno ricevute le comunicazioni e le notificazioni nel corso del procedimento.
Dopo gli atti introduttivi e le relative memorie di replica, in qualsiasi momento le parti possono chiedere al Tribunale che venga fissata l’udienza avanti il Giudice, udienza che resta tendenzialmente unica salvo che si debba espletare una istruttoria (audizione di testimoni, relazione peritale da parte di un tecnico designato del Giudice, ecc.).
Anche per il processo societario è stata prevista la possibilità di provvedimenti cautelari, cioè a dire di provvedimenti adottati in via d’urgenza, in seguito a un giudizio “concentrato” e sommario, e idonei ad anticipare gli effetti della decisione definitiva. Da notare che: a) laddove, in seguito al provvedimento cautelare, il giudizio di merito vero e proprio non venga iniziato, resta definitivo il provvedimento cautelare adottato; b) laddove nel procedimento cautelare vi siano prove sufficienti per decidere in via definitiva (cioè a dire senza bisogno di un successivo giudizio di merito), il Giudice può emettere direttamente la sentenza definitiva (c.d. giudizio abbreviato).
Interessante è infine la novità del c.d procedimento sommario, che può essere utilizzato laddove la controversia abbia ad oggetto il pagamento di una somma di denaro (anche se non sia già del tutto determinata nel suo ammontare), ovvero la consegna di una cosa mobile determinata, e purché non si tratti di una azione di responsabilità. Siamo di fronte a un procedimento molto semplificato e snello, ove il Giudice, se esistono prove sufficienti, pronuncia un’ordinanza immediatamente esecutiva subito dopo lo scambio degli atti introduttivi. Se invece le difese del convenuto appaiono fondate (o se la somma richiesta non è “di facile liquidazione”, cioè a dire se è necessaria una istruzione probatoria pesante), il risultato del procedimento non è comunque il rigetto della domanda, ma la conversione del procedimento in un giudizio vero e proprio con tutti i suoi termini e le sue fasi.

In sintesi

La Riforma del processo societario, sebbene riguardi una materia, quale è il processo, intrinsecamente riservata agli operatori del diritto, offre alcuni spunti di considerazione anche per coloro i quali vivono dall’interno la realtà societaria:

  • i tempi per far valere giudizialmente un diritto dovrebbero risultare più rapidi, essendo le forme e le procedure più snelle e meno macchinose rispetto al processo ordinario;
  • quando si riceva un atto di citazione, non si ometta di rivolgersi a un avvocato, in quanto vige la regola, come sopra illustrato, che la mancata o tardiva costituzione nel giudizio implica l’ammissione dei fatti narrati nell’atto di citazione: il pericolo di incorrere in una tale omissione è particolarmente evidenziato dal fatto che la riforma non impone che l’atto di citazione contenga l’avvertimento che la mancata o tardiva costituzione nel giudizio implica la non contestazione dei fatti affermati dall’attore;
  • laddove si abbia diritto, sempre ovviamente in ambito societario, al pagamento di una somma di denaro, anche se non liquida, ovvero alla consegna di una cosa mobile determinata, è possibile ottenere dall’autorità giudiziaria un provvedimento in via pressoché immediata.
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