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8 Febbraio 2017

Le misure per il lavoro nella legge di stabilità

La legge di stabilità per il 2017 dà alcune disposizioni in relazione all’occupazione e prevede il riconoscimento di uno sgravio contributivo per l’assunzione a tempo indeterminato di studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro o periodi di apprendistato. Il beneficio, consistente nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (esclusi i premi INAIL), viene riconosciuto entro il limite massimo di €. 3.250,00 su base annua per un periodo massimo di 36 mesi, e spetta per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio.
Il provvedimento interviene inoltre sulla detassazione dei premi di produttività (imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali pari al 10%) e vengono innalzati i limiti dell’imponibile ammesso al beneficio (da €. 2.000,00 a €. 3.000,00) e la soglia di reddito entro la quale esso è riconosciuto (da €. 50.000,00 a €. 80.000,00 annui).
Si prevede che non concorrano a formare il reddito da lavoro dipendente e sono esclusi da ogni forma di imposizione, i contributi alle forme pensionistiche complementari e i contributi di assistenza sanitaria (anche se versati in eccesso rispetto ai relativi limiti di deducibilità), nonché il valore di azioni offerte alla generalità dei dipendenti, anche se ricevute per un importo complessivo superiore a quello escluso dal reddito da lavoro dipendente ai fini IRPEF.
Diventa strutturale l’esenzione dal versamento del contributo di licenziamento a carico del datore di lavoro in caso di licenziamenti effettuati in conseguenza dei cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali.
Per i call center, al fine di contenere il fenomeno della localizzazione all’estero e assicurare un maggiore sostegno al reddito dei lavoratori, vengono introdotti una serie di obblighi di comunicazione, la cui violazione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. Viene esclusa l’erogazione di benefici anche fiscali o previdenziali a operatori economici che delocalizzano l’attività di call center in un Paese che non è membro dell’Unione europea.
Al fine di garantire la continuità del sostegno alla promozione e allo sviluppo di nuove imprese e la conseguente crescita dei livelli di occupazione, vengono assegnati al Fondo per la crescita sostenibile, 5 milioni di euro annui per il 2017 e il 2018, destinati all’erogazione di finanziamenti agevolati a società cooperative costituite da lavoratori di aziende in crisi, di cooperative sociali e di cooperative che gestiscono aziende confiscate alla criminalità, nonché allo sviluppo e al consolidamento di società cooperative ubicate nelle regioni del Mezzogiorno.
Viene prorogato per il 2017 e il 2018 il congedo obbligatorio per il padre dipendente, previsto in via sperimentale per gli anni 2013-2016. Il congedo deve essere goduto, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio e la sua durata è elevata da 1 a 2 giorni per il 2017 e a quattro giorni per il 2018 (elevabili a 5 giorni in sostituzione della madre in relazione al periodo di astensione obbligatoria che le spetta). Viene disposta la proroga per il 2017 e il 2018 della facoltà riconosciuta alla madre lavoratrice, anche autonoma, di richiedere un contributo economico (c.d. voucher asili nido o baby-sitting) in sostituzione, anche parziale, del congedo parentale.
Il provvedimento riserva ancora 15 milioni di euro annui per il finanziamento della misura di cui all’art. 6, co. 4-bis, del D.L. n. 510 del 1996, consistente in sconti contributivi per i datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà.
Si riconosce, nella misura massima di tre mesi, anche alle lavoratrici autonome il diritto all’astensione dal lavoro per le donne vittime di violenza di genere, già riconosciuto alle lavoratrici dipendenti dall’art. 24, co. 1, del D.lgs. n. 80/2015, e a percepire un’indennità giornaliera pari all’80% del salario minimo.

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