Categorie approfondimento: Estero
27 Aprile 2002

Le garanzie bancarie internazionali per opere e servizi

Di cosa si tratta

Nel commercio internazionale vi è l’esigenza di garanzie che abbiano la caratteristica dell’astrattezza, garanzie cioè idonee a conferire la certezza che i pagamenti avvengano in modo indipendente dal comportamento delle parti.
Quando dalla teoria si passa alla pratica, occorre individuare strumenti che rappresentino delle garanzie contrattuali per liberare colui che è in attesa della convenuta prestazione di denaro dall’obbligo di provare la mancata esecuzione dell’obbligazione principale, posta in capo alla controparte.
Le garanzie contrattuali (dette bonds) sono il passaggio necessario per sostituire dei rapporti contrattuali, soprattutto per l’estero.
Per soddisfare l’esigenza di certezza e celerità delle relazioni giuridico-economiche internazionali, sono sempre più diffuse le c.d. garanzie on demand, cioè a prima richiesta, con le quali un cliente straniero, nell’ipotesi di inadempimento dell’altra parte, ha la certezza che un terzo, di solito una banca, provvederà a pagare, a semplice richiesta o previa presentazione dei documenti indicati in garanzia, una somma predeterminata.
Queste obbligazioni, assunte da una banca in relazione ad un credito di firma (c.d. “impegni di firma”), possono assumere varie forme contrattuali (fideiussioni, garanzie autonome, crediti documentari, depositi cauzionali, accettazioni bancarie, aperture di credito di sportello).
Per quanto riguarda le garanzie autonome, che assistono un contratto internazionale, tutelando una parte dall’inadempimento dell’altra, molto spesso ci troviamo di fronte a situazioni articolate di intrecci di garanzie: il compratore tende a garantirsi dal rischio che il venditore non adempia all’obbligo di eseguire la fornitura e il venditore vuole assicurarsi di ottenere il prezzo pattuito.
Il “contratto autonomo di garanzia” rappresenta l’impegno di una banca di pagare un dato importo al destinatario, al fine di garantire la prestazione di un terzo, rinunciando ad eccezioni con la sola esclusione di quella di dolo.
Se il venditore non ha difficoltà a fornire una garanzia bancaria, avrà più facilità ad essere l’aggiudicatario di un contratto di confronto ad altri che si siano proposti per concluderlo, proprio per il vantaggio di rendere certo ed immediato il pagamento grazie alla sua astrattezza, sollevando il creditore dall’onere di provare la fondatezza delle richieste.
Le garanzie autonome più diffuse nella contrattualistica internazionale sono:

  1. bid bond;
  2. advanced payment bond;
  3. performance bond;
  4. retention money bond;
  5. mantainance bond;
  6. costums bond.

In sintesi

BID BOND: garanzia d’offerta, rappresenta la garanzia richiesta da un ente che bandisce una gara internazionale d’appalto, e che corrispondentemente, chi aderisce al bando di gara, presentando un’offerta, s’impegna a sottoscrivere in caso di aggiudicazione del contratto.
Il bid bond si concreta in sostanza nell’obbligo di pagare una certa somma, qualora l’appaltatore “ordinante” (in quanto “ordina” alla banca, che funge da garante di effettuare il pagamento, dedotto in garanzia nei confronti dell’ente, che ha indetto la gara d’appalto) non adempia le condizioni d’asta.
Il bid bond costituisce pertanto un deterrente inteso a limitare la partecipazione alle gare d’appalto (c.d. bid) alle sole imprese realmente interessate; esso accompagna di norma i documenti di gara, generalmente non supera il 3-4 % del prezzo dell’opera, ed ha una durata che varia dai 2 ai 6 mesi.
ADVANCED PAYMENT BOND: garantisce invece al committente la restituzione delle somme, da questi anticipate all’appaltatore, per le spese d’impianto del cantiere o per l’approntamento delle forniture, laddove quest’ultimo non porti a compimento i lavori; è pari al 100% dell’importo pagato.
Viene di norma recuperato mediante una deduzione sullo stato d’avanzamento dei lavori.
PERFORMANCE BOND: garantisce il committente della buona esecuzione dell’opera: esso può avere ad oggetto una somma di denaro che potrà variare dal 5 al 10% del valore del contratto, a titolo d’indennizzo, o piuttosto l’obbligo di completare l’opera.
Tale tipo di garanzia dura fino all’esecuzione totale del contratto e non è passibile di riduzioni d’importo.
RETENTION MONEY BOND: a ciascuno stato di avanzamento dei lavori il committente trattiene di solito una parte degli importi (circa il 10%) da corrispondere all’appaltatore, cautelandosi in tal modo da spese impreviste e relative a difetti occulti di costruzione; tali importi vengono poi corrisposti “a collaudo avvenuto”.
Laddove tuttavia queste somme vengano corrisposte nel corso dell’esecuzione del contratto, il committente dovrà garantirsi dell’eventuale restituzione delle medesime; questo è lo scopo precipuo del retention money bond.
MANTAINANCE BOND risponde all’esigenza di garantire il committente per i difetti “non apparenti”, emersi solo dopo la chiusura del cantiere.
Non supera di norma il 7-10% dell’importo dell’opera, e dura circa 1 anno, vale a dire l’intero periodo di manutenzione dell’opera.
COSTUMS BOND: garantisce il pagamento di eventuali dazi doganali per macchine temporaneamente importate per l’esecuzione dell’opera, nell’ipotesi in cui le stesse non vengano riesportate.
Naturalmente la durata del bond in tal caso è speculare all’esecuzione dei lavori: bisogna tuttavia prestare attenzione a macchine con durata fisica limitata nel tempo ed inferiore a quella di esecuzione del contratto principale.

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