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1 Ottobre 2018

Le condizioni per invalidare la polizza a garanzia del mutuo

L’Arbitro Bancario e finanziario di Torino con provvedimento del 27 Febbraio 2018. Est. Marina Santarelli ha affermato che nel caso in cui il mutuatario contesti la difformità tra il TAEG indicato nel contratto e quello effettivo si debba aprire la disamina circa la presenza di un contratto di finanziamento nel quale le parti hanno indicato come facoltativa la polizza assicurativa abbinata; in questi casi spetta al mutuatario dimostrare che la polizza sia stata invece obbligatoria, nel senso che la conclusione del contratto di assicurazione abbia costituito un requisito necessario per ottenere il credito alle condizioni concretamente offerte.
In questi casi è consentito al ricorrente assolvere all’onere della prova attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti desumibili dal concorso delle seguenti circostanze: 1. la polizza abbia funzione di copertura del credito; 2. vi sia connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione, nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente e abbiano pari durata; 3. l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo.
Per contrastare il valore probatorio delle presunzioni il mutuante è tenuto a fornire elementi di prova di segno contrario attinenti la fase di formazione del contratto, in particolare documentando, in via alternativa: 1. di aver proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e del TAEG) da cui risulti l’offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza; 2. ovvero di avere offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio; 3. ovvero che sia stato concesso al ricorrente il diritto di recesso dalla polizza, senza costi e senza riflessi sul costo del credito, per tutto il corso del finanziamento.
Qualora, a fronte della prova dell’obbligatorietà della polizza offerta al ricorrente, non risultino integrate le condizioni di segno contrario descritte, si deve ritenere nulla la disposizione afferente il TAEG con conseguente sostituzione automatica del tasso contrattuale con il tasso nominale minimo dei Buoni del Tesoro emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.
Inoltre l’intermediario è tenuto a rimborsare un importo pari alla differenza tra il totale degli interessi già corrisposti e quelli che si assumono maturati sulla base del nuovo piano di ammortamento effettuato sulla base del tasso sostitutivo.

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