Categorie approfondimento: Lavoro
3 Gennaio 2013

Lavoratori a partita IVA in edilizia

Di cosa si tratta

Con la Circolare n. 37 del 4 luglio 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha cercato di dare indicazioni operative agli ispettori in funzione di operare la revisione delle posizioni lavorative dei soggetti operanti nei cantieri che sono qualificati come lavoratori autonomi ai sensi dell’art. 2222 cod. civ..
La Circolare non ha particolare importanza innovativa nella materia; muove dal prendere atto di quanto sia diffuso il ricorso a figure professionali piuttosto che all’assunzione dei dipendenti dell’impresa appaltatrice dei lavori.
Da subito la Circolare adombra la sua reale preoccupazione che è l’osservanza delle disposizioni sulla sicurezza nei cantieri che, con la presenza di maestranze diverse da quelle governate direttamente, rischia lacune su questo fronte.
Nel fornire le indicazioni operative, che vorrebbero essere unitarie a livello nazionale, il testo si autodefinisce “istruzioni di carattere tecnico”, che però intende introdurre un sistema di “presunzioni operative”, per uniformare comportamenti e valutazioni. Su questo ci sfugge l’esatto significato; affermare l’introduzione di presunzioni perché si realizzi un trattamento uniforme non ci pare coerente con la funzione stessa. Ci sembra piuttosto che il Ministero voglia dare indicazioni unitarie al rilievo dell’esistenza di precise situazioni materiali e nel contempo introdurre presunzioni che vanno a dispiegare i loro effetti sui terzi investigati.
Ripresa la definizione di lavoratore autonomo dalla sede della sicurezza sul lavoro (art. 89, 1° co. lett. D) D.Lgs. n. 81/2008), già il richiamo della pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite n. 3240/2010 va ad indicare come l’imprenditore artigiano possa svolgere attività di natura subordinata nella misura in cui tale attività non finisca per essere prevalente rispetto a quella di tipo autonomo.
Un primo criterio fondamentale per la distinzione è dato dal fatto che il professionista sia provvisto di mezzi di adeguata importanza per lo svolgimento dell’attività. Macchine ed attrezzature sarebbero elementi indicatori di piena ed autonoma capacità organizzativa e realizzativa delle intere opere da eseguire. La presenza quindi di beni strumentali e di una adeguata contabilità che tenga conto del loro ammortamento sarebbero indice di autonomia. L’esatto opposto conferma la natura dipendente quando i mezzi siano di scarsa importanza (cariole, funi, secchi) o addirittura appartengano al committente, anche se dati al lavoratore a titolo oneroso.
Altro elemento sintomatico di un rapporto di lavoro subordinato è dato dall’eventuale monocommittenza o prevalenza del lavoro a favore di una sola impresa.
Visto dal punto di partenza dei cicli produttivi è più facile che abbiano natura autonoma quei soggetti che si pongono ad eseguire attività di finitura o di impiantistica, mentre opposta è la conclusione per le attività che consistono nella realizzazione di opere strutturali del manufatto, come lo sbancamento, le fondazioni, le opere di cemento armato.
Le mansioni svolte nell’ambito dell’ultimo tipo sono d’abitudine inquadrate in un “cronoprogramma” che da un lato pianifica le fasi di esecuzione dell’opera e dall’altro realizza quel necessario coordinamento per il compimento dell’attività per dare attuazione unitaria, poco compatibile con la natura autonoma del lavoro.
Proprio la realizzazione delle opere strutturali di base richiedono simultanea presenza di vari lavoratori di competenza diversa che poco si conciliano con forme di autonomia organizzativa che apparterrebbero al lavoro autonomo.
In sintesi la Circolare afferma che sul piano delle presunzioni il ricorso di una organizzazione aziendale effettiva in cantiere da parte di soggetti che non abbiano compiuto investimenti per la loro attività in attrezzature e dotazioni strumentali e con carenza di pluricommittenza da parte delle imprese servite porti ad affermare la natura subordinata del rapporto.
Esemplificando per il Ministero vanno ricondotti nell’ambito della subordinazione nei confronti del reale beneficiario le prestazioni dei lavoratori autonomi iscritti nel Registro delle Imprese o Albo delle imprese artigiane che siano adibiti a manovalanza, muratura, carpenteria, rimozione amianto, posizionamento di ferro e ponti, addetti a macchine edili fornite dall’impresa committente o appaltatore.
La Circolare conclude con le misure sanzionatorie invitando a ricondurre le posizioni a prestazioni di natura subordinata con contestazione delle infrazioni contributive e degli illeciti riscontrabili in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in materia di sorveglianza sanitaria e di mancata formazione ed informazione dei lavoratori, adottando apposito provvedimento di prescrizione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. n. 758/1994.

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