9 Maggio 2018

L’agente ha diritto alle indennità per il periodo di prova

La Corte europea (Quarta Sezione) 19 aprile 2018 nella causa C 645/16, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 17 della direttiva 86/653/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1986, relativa al coordinamento dei diritti degli Stati membri concernenti gli agenti commerciali indipendenti (GU 1986, L 382, pag. 17), ha affermato il principio secondo cui l’articolo 17 della citata, dev’essere interpretato nel senso che la disciplina dell’indennità e del risarcimento ivi prevista, rispettivamente ai paragrafi 2 e 3, è applicabile nel caso in cui la cessazione del contratto di agenzia commerciale abbia luogo nel corso del periodo di prova pattuito nel contratto stesso.
Il riconoscimento è stato compiuto ad un’indennità di compensazione del pregiudizio risultante dalla cessazione del contratto d’agenzia commerciale stipulato e del risarcimento del danno derivante dalla pretesa illegittima risoluzione del contratto medesimo. Ritenere che nessuna indennità o nessun risarcimento siano dovuti qualora la cessazione dei rapporti contrattuali abbia luogo nel corso del periodo di prova si risolverebbe proprio nell’ammettere un motivo di decadenza non previsto dall’articolo 18 della direttiva.
L’articolo 17 dev’essere interpretato nel senso che la disciplina dell’indennità e del risarcimento ivi prevista, rispettivamente ai paragrafi 2 e 3, è applicabile nel caso in cui la cessazione del contratto di agenzia commerciale abbia luogo nel corso del periodo di prova pattuito nel contratto stesso.
Il secondo e il terzo considerando della direttiva 86/653 così recitano: «considerando che le differenze tra le legislazioni nazionali in materia di rappresentanza commerciale influenzano sensibilmente all’interno del[l’Unione europea] le condizioni di concorrenza e l’esercizio della professione e possono pregiudicare il livello di protezione degli agenti commerciali nelle loro relazioni con il loro preponente, nonché la sicurezza delle operazioni commerciali; che d’altro canto, tali differenze sono di natura tale da ostacolare sensibilmente la stesura ed il funzionamento dei contratti di rappresentanza commerciale tra un preponente ed un agente commerciale, stabiliti in Stati membri diversi; considerando che gli scambi di merci tra Stati membri devono effettuarsi in condizioni analoghe [a] quelle di un mercato unico, il che impone il ravvicinamento dei sistemi giuridici degli Stati membri nella misura necessaria al buon funzionamento di tale mercato comune; che, a questo proposito, le norme in materia di conflitti di leggi, anche se unificate, non eliminano nel campo della rappresentanza commerciale gli inconvenienti denunciati sopra e non dispensano di conseguenza dall’armonizzazione proposta».
Sono principi pacifici affermati dalla Corte che già abbiamo illustrato nel sito come “Agenzia. Indennità cessazione rapporto: criteri UE” e “Giurisprudenza comunitaria in materia di agenzia: cumulabilità del risarcimento del danno effettivo alla indennità di clientela“.
Il pregiudizio “deriva in particolare dalla estinzione del contratto avvenuta in condizioni che privino l’agente commerciale delle provvigioni che avrebbe ottenuto con la normale esecuzione del contratto, procurando al tempo stesso al preponente vantaggi sostanziali in connessione con l’attività dell’agente commerciale e/o che non abbiano consentito all’agente commerciale di ammortizzare gli oneri e le spese sostenuti per l’esecuzione del contratto dietro raccomandazione del preponente”.
Nel caso deciso il contratto prevedeva un periodo di prova di dodici mesi, al termine del quale esso sarebbe stato considerato a tempo indeterminato, con facoltà per entrambe le parti di risolverlo durante tale periodo di prova mediante un preavviso di quindici giorni entro il primo mese e poi di un mese una volta decorso il primo mese. Il contratto di agenzia commerciale fissava come obiettivo la realizzazione di 25 vendite l’anno.
La decisione del giudice del rinvio era motivata dal mancato conseguimento dell’obiettivo contrattualmente fissato, avendo l’agente realizzato una sola vendita in cinque mesi.
L’agente chiedeva la corresponsione di un’indennità compensativa per il pregiudizio risultante dalla cessazione del contratto d’agenzia commerciale oltre al risarcimento del danno per illegittima risoluzione del contratto.
Per la Cour de cassation (Corte di cassazione francese) il diritto all’indennità prevede un’eccezione qualora il contratto di agenzia commerciale sia risolto durante il periodo di prova e osserva che nella direttiva 86/653 non vi è riferimento ad un eventuale periodo di prova, il quale, conseguentemente, sembra poter essere pattuito dalle parti di un contratto di agenzia commerciale, senza che ciò costituisca violazione del diritto dell’Unione. Infine la Corte rammenta, richiamandosi alla sua giurisprudenza, che la direttiva 86/653 è volta a tutelare l’agente commerciale nei propri rapporti con il preponente e che l’articolo 17, paragrafo 2 di detta direttiva dev’essere interpretato in un senso che contribuisca a tale tutela.
La Corte decideva di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
«Se l’articolo 17 della direttiva [86/653] trovi applicazione nel caso in cui l’estinzione del contratto di agenzia commerciale intervenga durante il periodo di prova ivi pattuito».
Sulla questione pregiudiziale il giudice del rinvio chiede se l’articolo 17 della direttiva 86/653 debba essere interpretato nel senso che la disciplina dell’indennità e del risarcimento ivi prevista, rispettivamente, ai paragrafi 2 e 3, in caso di cessazione del contratto di agenzia commerciale trovino applicazione laddove la cessazione si verifichi nel corso del periodo di prova contrattualmente pattuito.
Occorre esaminare la questione se la direttiva 86/653 osti alla pattuizione di un periodo di prova in un contratto di agenzia commerciale. La direttiva non contiene alcun riferimento alla nozione di «periodo di prova». Considerato che nessuna disposizione della direttiva disciplina la pattuizione di un periodo di prova, si deve ritenere che una pattuizione del genere, che ricade nella libertà contrattuale delle parti, non è, di per sé, vietata dalla direttiva.
È alla luce delle suesposte considerazioni che dev’essere esaminata la questione se la pattuizione di un periodo di prova in un contratto d’agenzia commerciale osti all’applicazione della disciplina dell’indennità e del risarcimento prevista, rispettivamente ai paragrafi 2 e 3 dell’articolo 17 della direttiva 86/653 in caso di cessazione del contratto nel corso del periodo di prova.
La giurisprudenza della Cour de cassation secondo cui l’agente commerciale non gode di alcuna indennità qualora la risoluzione del contratto d’agenzia commerciale avvenga durante il periodo di prova, si fonda sul rilievo secondo cui, nel corso di tale periodo, il contratto d’agenzia non è ancora definitivamente concluso, ma questa interpretazione non trova alcun fondamento nella direttiva 86/653. Al contrario i rapporti tra agente commerciale e preponente sussistono, ai sensi dell’articolo 1 della direttiva 86/653, a decorrere dal momento della conclusione del contratto avente ad oggetto vuoi di trattare la vendita o l’acquisto di merci vuoi di trattare e concludere tali operazioni in nome e per conto del preponente, a prescindere dalla questione se il contratto preveda o meno un periodo di prova. Ne consegue che le disposizioni della direttiva trovano applicazione dal momento della conclusione di un contratto del genere tra preponente e agente commerciale, anche laddove il contratto preveda un periodo di prova.

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