Categorie approfondimento: Societario
18 Gennaio 2002

La responsabilità amministrativa della società

Di cosa si tratta

Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ha introdotto la nuova disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.
La natura giuridica di tale tipo di responsabilità non è riconducibile né alla responsabilità civile né alla responsabilità derivante da illecito amministrativo: essa si pone come “tertium genus che coniuga i tratti essenziali del sistema penale e di quello amministrativo” (v. Relazione illustrativa al decreto).
Il nuovo sistema prevede infatti che la società è responsabile per i reati commessi, nel suo interesse o a suo vantaggio, da:

  1. persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della società stessa o di una unità organizzativa autonoma;
  2. persone che esercitano, anche di fatto, la gestione o il controllo della società;
  3. persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra citati.

I reati cui è collegata la responsabilità amministrativa dell’ente sono numerosi e ricomprendono ipotesi molto significative. Tra gli altri si segnalano i reati di:

  1. malversazione a danno dello Stato
  2. indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
  3. concussione
  4. corruzione
  5. peculato, concussione, corruzione di membri e funzionari delle Comunità Europee e di Stati esteri
  6. truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
  7. frode informatica aggravata
  8. reati contro l’incolumità pubblica, tra i quali la rimozione o l’omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro
  9. omicidio colposo e lesioni personali colpose, commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
  10. reati edilizi
  11. reati relativi ad inquinamento dell’aria mediante agenti inquinanti specifici prodotti dagli impianti industriali
  12. reati connessi in relazione alla eliminazione degli oli usati
  13. reati commessi in relazione al trattamento di rifiuti, rifiuti pericolosi, imballaggi e rifiuti di imballaggi
  14. reati commessi in relazione al trattamento delle acque reflue urbane ed in relazione ad inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole
  15. reati commessi in relazione al trattamento di determinate sostanze pericolose

Le sanzioni applicabili per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono:

  • sanzione pecuniaria: è sempre applicata in caso di responsabilità; può andare da un minimo di 50 milioni ad un massimo di 3 miliardi di lire, anche se in taluni casi specifici la sanzione può essere ridotta (comunque non può mai essere inferiore a 20 milioni);
  • sanzione interdittiva: è applicata in relazione ad ipotesi specifiche; può consistere nella interdizione dall’esercizio dell’attività; nella sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni; nel divieto di contrarre con la p.a.; nella esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e nella revoca di quelli già ottenuti; nel divieto di pubblicizzare beni o servizi;
  • confisca: è sempre disposta ed ha ad oggetto il prezzo o il profitto del reato;
  • pubblicazione della sentenza: è applicata quando viene disposta una sanzione interdittiva.

La società è altresì responsabile quando l’autore del reato non è identificato o non è imputabile ed anche quando il reato si estingue per causa diversa dall’amnistia. Inoltre la società con sede in Italia può essere ritenuta responsabile anche per reati commessi all’estero, ove non proceda lo Stato nel quale il fatto è commesso.

In sintesi

La nuova responsabilità amministrativa della società prevede sanzioni molto pesanti a carico della società stessa nel caso in cui vengano commessi, nel suo interesse o a suo vantaggio, determinati reati, da parte di soggetti che rivestono, anche di fatto, cariche amministrative o dirigenziali e dai loro sottoposti.
Per non essere ritenuta responsabile, la società deve dimostrare di aver adottato ed attuato un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire i reati di cui si è detto; di aver affidato ad un organo apposito il compito di controllare il rispetto e l’aggiornamento del modello organizzativo e di gestione; che il reato che si è verificato è stato commesso attraverso l’elusione fraudolenta del modello di organizzazione.
L’onere posto a carico delle società è dunque molto gravoso e presuppone l’adozione di complesse strutture e procedure organizzative interne. Tuttavia è prevista una deroga per le società di piccole dimensioni, nelle quali i compiti di controllo e vigilanza circa il rispetto del modello organizzativo possono essere esercitati direttamente dall’organo dirigente.

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