Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
15 Febbraio 2008

La normativa fiscale dei trusts per le imposte indirette

Di cosa si tratta

La Finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296), come riferito in altro articolo sull’imposizione diretta (cfr.: nel sito “La normativa fiscale dei trusts per le imposte dirette”) ha dato disposizioni di natura fiscale che si attendevano. È poi intervenuta la Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 6 agosto 2007, n. 48, che ha fornito chiarimenti e da ultimo si è avuta la Circolare n. 3 in data 22 gennaio 2008, che ha trattato il tema delle successioni, donazioni, atti a titolo gratuito e costituzione di vincoli di destinazione, che ha espressamente considerato i trusts.
Oltre alle richiamate disposizioni vanno ora considerate in sede di imposizione indiretta le norme che hanno nuovamente introdotto l’imposta di successione e donazione con il D.L.262/2006, convertito in legge 286/2006, all’art. 2, commi 47-53. Infatti ora sono espressamente previsti anche gli atti di costituzione di vincoli di destinazione sui beni.
A seconda che il trust venga costituito utilizzando il veicolo del testamento, per quando il disponente avrà cessato di vivere, o che la costituzione avvenga prima con disposizione durante la vita, i beni che ne formano oggetto saranno soggetti alla relativa imposta.
Nel trusts autodichiarato (per il quale si vedano i chiarimenti all’articolo nel sito: “Riconosciuta la validità del trust autodichiarato”) si ha la particolare situazione che i beni non circolano, ma l’Agenzia ritiene che si sconti ugualmente l’imposta di donazione. Non essendovi un trasferimento di proprietà attuale non si vede come si possa ravvisare un incremento del patrimonio che costituisca presupposto del prelievo.
L’aliquota dell’imposta sulle donazioni non è un’aliquota fissa sempre uguale, ma cambia a seconda del grado di parentela con il donante, e va affrontato il tema di come si debba stabilire quale questa sia e se si abbia riguardo al trustee o al beneficiario in concreto. La risposta dell’Agenzia è a favore del beneficiario e quindi conterà questa relazione; quindi le aliquote sono 4 per cento per il coniuge e i discendenti in linea retta, 6 per cento per i fratelli e sorelle con franchigia per ciascuno di euro 100.000,00 e 6 per cento senza franchigia per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e collaterale sino al terzo grado, mentre per tutti gli altri e senza franchigia l’otto per cento.
Avendo scontato l’imposta in sede di costituzione del trust, quando si addiverrà al concreto trasferimento al destinatario non vi sarà altra imposizione a questo titolo. In pratica l’applicazione dei tributi richiamati verrebbe anticipata all’atto di disposizione e non al momento dell’attribuzione al beneficiario.
Nel caso si tratti di trusts di scopo, che nel sito non abbiamo ancora considerato, l’aliquota sarà sempre dell’otto per cento.
In forza della Finanziaria 2007 i trasferimenti di aziende, loro rami e partecipazioni sociali non scontano l’imposta di donazione se la devoluzione avviene a favore di un discendente e analogamente è previsto a favore del coniuge dalla Finanziaria 2008; per le partecipazioni la misura di questa dovrà consentire il controllo, come definito dall’art. 2359, 1° comma, n. 1 cod. civ. e si dovrà avere la prosecuzione dell’attività per almeno cinque anni.
Per l’imposta di registro la Circolare si riferisce al solo trust che non comporti trasferimento attuale dei beni e in questa ipotesi prevede l’assoggettamento all’imposta in misura fissa dell’atto costitutivo che abbia la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata.
Per le imposte ipotecarie e catastali, contrariamente all’imposta sulle donazioni, essendo imposta d’atto, sia l’atto istitutivo di trust che il successivo passaggio al destinatario scontano l’imposta; quindi come momento avremo all’atto della costituzione del trust, durante la vita del trust se i beni immobili o i diritti reali sono fatti oggetto di trasferimento da parte del trustee ovvero al trasferimento del bene con lo scioglimento del vincolo che deriva dal trust.
Se quanto esposto è conforme alla richiamata Circolare n. 3 del 2008, va aggiunto che l’operazione dell’Agenzia delle Entrate postula quanto la stessa afferma alla premessa del paragrafo 5 e cioè che “il vincolo di destinazione si realizza, ad esempio.. nella costituzione di un trust”.
Non è affatto vero che il vincolo di destinazione si realizza in un trust come viene usato dalla circolare, in quanto i due istituti sono cose ben diverse.
Pur essendo tali, la Circolare le tratta allo stesso modo ed applica il regime tributario che è dato in modo espresso invece per il vincolo di destinazione.
Salvo nuove disposizioni legislative, vi è da attendersi che la giurisprudenza faccia giustizia di questa erronea operazione compiuta dall’Agenzia escludendo quindi dalla tassazione l’attribuzione al trust, che permane per le imposte ipotecarie e catastali, e passando ad una tassazione in misura fissa.

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