Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
29 Gennaio 2007

La normativa fiscale dei trusts per le imposte dirette

Di cosa si tratta

La Finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296) si è occupata dei Trusts per dare loro un regime giuridico fiscale che si attendeva da tempo. Nel settore era atteso che si desse una risposta normativa precisa ai numerosi quesiti che l’istituto poneva nel diritto interno sul piano fiscale.
Il legislatore è intervenuto con tre disposizioni (i commi 74, 75 e 76 dell’articolo unico), modificando il Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR) in due sedi e il Dpr 600/1972.
Il regime impositivo da applicare ai trusts era in precedenza risolto con il ricorso all’art. 19 della Convenzione dell’Aja, ratificata con legge n. 364/1989, in vigore dal 1 gennaio 1990, che ha riconosciuto nel nostro ordinamento l’istituto. In forza di questa Convenzione non era pregiudicata la competenza degli Stati in materia fiscale.
Con la prima disposizione della Finanziaria sono stati ricompresi i trusts tra i soggetti passivi Ires e, in considerazione dell’attività in concreto esercitata e del luogo di residenza del trusts, si avrà un’assimilazione agli enti commerciali e non o ai soggetti non residenti.
Gli elementi di collegamento al territorio nazionale, come la localizzazione dei beni, la sede dell’amministrazione, la residenza del trustee o dei beneficiari, assumono rilevanza per l’applicabilità delle disposizioni.
Si considereranno residenti nel territorio italiano i trusts residenti nei territori individuati dal D.M. 4 settembre 1996, con i quali esiste la possibilità di scambio di informazioni in base alle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, nel rispetto di due condizioni: che il disponente sia un residente italiano e che almeno uno dei beneficiari sia residente nel territorio italiano.
Si estende poi la presunzione di residenza se un soggetto residente attribuisce al trusts beni immobili, diritti reali immobiliari o vincoli di destinazione sugli immobili dopo la costituzione del trusts.
La seconda disposizione della Finanziaria dispone che i redditi in capo al trusts vengano imputati ai beneficiari in ragione della loro partecipazione al trusts e, in mancanza di disposizioni in proposito, in quota pari a quella degli altri beneficiari. Restano invece in capo al trusts qualora i beneficiari non vi siano ancora in quanto per la destinazione questi soggetti sono ancora futuri e da individuare.
Questi redditi sono da ricomprendere tra i redditi da capitale per i beneficiari, sia per il trusts residente che per quello non residente.
La terza disposizione introduce l’obbligo della tenuta delle scritture contabili obbligatorie che saranno quelle previste dall’art. 14 del Dpr 600/1973 se l’attività sarà di tipo commerciale e, se l’attività non sarà esclusivamente commerciale, saranno obbligatorie le scritture di cui all’art. 20 del Dpr 600/1972.

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