Categorie approfondimento: Credito e banche
24 Gennaio 2002

La cessione del credito

Di cosa si tratta

La cessione del credito è disciplinata dagli artt. 1260 e segg. cod. civ. e consiste in un contratto in forza del quale il creditore originario, chiamato cedente, pattuisce con un terzo, chiamato cessionario, il trasferimento a quest’ultimo del suo diritto verso il debitore ceduto. Il terzo cessionario subentra così nei diritti che il cedente vantava nei confronti del debitore. La cessione del credito ha un effetto limitato ed è circoscritta al diritto di credito, derivato al cedente da un precedente contratto, contrariamente alla cessione del contratto, che opera il trasferimento dal cedente al cessionario dell’intera posizione contrattuale, con diritti ed obblighi inerenti.
Sono esclusi dalla cedibilità quei crediti che abbiano natura personale a norma dell’art. 1260 cod. civ., cioè quelli alimentari, o quelli per i quali la legge stabilisca dei divieti.
Non sono necessarie forme particolari per effettuare la cessione che si perfeziona con il consenso, prestato dal cedente e dal cessionario, mentre non è richiesto il consenso del contraente ceduto ai fini dell’efficacia.
L’efficacia della cessione del credito nei confronti del debitore è subordinata alla sua accettazione o alla notificazione del trasferimento del credito. Se dopo l’avvenuta notificazione o successivamente alla sua accettazione il debitore ceduto paga al cedente, non può ritenersi liberato ed il cessionario è legittimato ad agire nei suoi confronti per ottenere la prestazione.
Se un credito fosse ceduto a più soggetti, prevale la cessione che sia stata notificata per prima al debitore o quella che sia stata accettata per prima con atto di data certa.
La cessione del credito può avvenire a titolo gratuito o a titolo oneroso, in questa ipotesi il cedente è tenuto a garantire l’esistenza del credito al nuovo creditore cessionario, mentre non è responsabile dell’inadempimento del debitore ceduto, salvo che non ne abbia espressamente assunto la garanzia, come accade nella cessione pro solvendo.
Con la cessione del credito, viene trasferito al cessionario il titolo con tutti gli accessori, gli eventuali privilegi e le garanzie reali e personali. Se il credito ceduto è garantito da pegno, è vietato al cedente trasferire il possesso della cosa ricevuta in pegno senza il consenso del costituente il pegno; qualora il pegno abbia ad oggetto azioni al creditore cessionario spetta il diritto di voto, già spettante al cedente, come viene comunemente interpretato.
Nel caso di garanzia ipotecaria, l’art. 2843 cod.civ. impone che il trasferimento debba essere annotato in margine all’iscrizione dell’ipoteca e deve essere consegnata copia del titolo al conservatore; data la natura costitutiva dell’iscrizione, questa non produce effetti sino a quando non sia effettuata l’annotazione. La cancellazione potrà avvenire unicamente con il consenso dei titolari dei diritti indicati nella annotazione. Se la cessione del credito ipotecario non sia stata annotata, occorrerà anche il consenso del cedente per la cancellazione, che è tenuto a prestarlo dopo aver ottenuto l’assenso del creditore cessionario.

In sintesi

La cessione dei crediti è istituto molto diffuso tra gli imprenditori, ed è volto a procurare liquidità immediatamente spendibile.
Il regime illustrato deve essere conosciuto soprattutto per essere in grado di individuare il momento in cui si perfeziona la cessione e per stabilire quali siano gli effetti dei pagamenti successivi.
Sarà utile tenere presenti queste note per i vari tipi di cessione che si porrano in essere o per le cessioni che si dovessero subire.

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