Categorie approfondimento: Estero
20 Marzo 2007

IVA in Svizzera

Di cosa si tratta

Per l’art. 130 della Costituzione svizzera: 1. la Confederazione può riscuotere un’imposta sul valore aggiunto, con un’aliquota normale massima del 6,5 per cento e un’aliquota ridotta non inferiore al 2,0 per cento, sulle forniture di beni e sulle prestazioni di servizi, compreso il consumo proprio, nonché sulle importazioni. Per l’imposizione delle prestazioni del settore alberghiero la legge può stabilire un’aliquota superiore a quella ridotta e inferiore a quella normale. 2. Se, a causa dell’evolversi della piramide delle età, il finanziamento dell’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità non fosse più garantito, l’aliquota normale può essere maggiorata di 1 punto percentuale al massimo e l’aliquota ridotta di 0,3 punti percentuali al massimo mediante legge federale. 3. Il 5 per cento del gettito d’imposta la cui destinazione non è vincolata è impiegato per la riduzione dei premi dell’assicurazione malattie a favore delle classi di reddito inferiori, per quanto non si stabilisca per legge un’altra utilizzazione volta a sgravare queste classi di reddito. Questi sono i principi costituzionali inseriti all’epoca dell’introduzione del tributo, avvenuta con la Legge federale del 2 settembre 1999 (LIVA).
L’imposta sul valore aggiunto (IVA) è un’imposta generale sul consumo, che è riscossa esclusivamente dalla Confederazione: su tutte le fasi della produzione e della distribuzione, sulle imprese di prestazione di servizi svizzere; sull’importazione di merci e sui beneficiari di servizi forniti da imprese con sede all’estero.
I tassi IVA ammontano:
– al 7,6% del fatturato in casi normali;
– al 3,6% per gli esercizi alberghieri;
– al 2,4% per alimentari e bevande non alcoliche, libri, giornali e riviste, medicinali nonché sport e cultura (beni di consumo quotidiani).
Nel caso di beni e servizi che vanno direttamente ai consumatori, l’IVA va indicata e deve essere compresa nel prezzo finale; nei rapporti commerciali i prezzi sono netti più IVA.
Ha un ruolo importante la deduzione dell’imposta precedente: se un prodotto, nel percorso del valore aggiunto dalla materia prima al prodotto finito attraversa diverse fasi, ciascuna delle fasi interessate può dedurre l’importo d’IVA pagato nella fase precedente. È soggetto all’IVA solo il margine lordo. Se l’imposta precedente è superiore all’importo dovuto, l’Ufficio restituisce la parte eccedente.
Tutte le imprese sono soggette al pagamento dell’IVA indipendentemente dalla loro forma giuridica ed esiste un limite di fatturato di CHF 75.000 all’anno al di sotto del quale i fatturati non sottostanno all’obbligo di versamento dell’IVA e quindi non si può far valere alcuna imposta precedente. L’apertura della posizione all’Ufficio va fatta entro un mese dopo l’avvio dell’attività e viene attribuito un numero IVA che va indicato su tutte le fatture affinché siano conformi alla Legge IVA.
Fino a un fatturato annuo di CHF 250.000 sono esonerate dall’obbligo di pagare l’IVA le ditte che verserebbero al netto dell’imposta precedente meno di CHF 4.000 di IVA.
Le imprese con un fatturato annuo minimo di CHF 40.000 possono assoggettarsi volontariamente all’IVA. Chi opta per l’assoggettamento volontario deve mantenerlo per almeno 5 anni. Solo se il fatturato annuo dovesse scendere al di sotto dei CHF 40.000, si può disdire l’iscrizione presso l’Amministrazione federale delle contribuzioni.
Non pagano l’IVA:
– gestori di superfici agricole e forestali, nonché giardinieri per prodotti di produzione propria,
– allevatori per i fatturati del bestiame,
– centri di raccolta del latte per i fatturati di latte ai distributori di latte,
– associazioni sportive non orientate all’utile e onorarie, nonché istituzioni di utilità pubblica. Per entrambi il limite del fatturato annuo è fissato a CHF 150.000.
Sono esonerati dal pagamento dell’IVA anche settore sanitario e sociale, lezioni, cultura, traffico monetario e traffico del capitale (non consulenza patrimoniale e incasso), assicurazione, locazione di appartamenti, commercio di immobili ed esportazione di merci e servizi a condizione che sia fornito la richiesta certificazione.
L’esonero dall’IVA è un vantaggio dal punto di vista amministrativo, ma può risultare svantaggioso poiché la deduzione dell’imposta precedente viene meno (ad eccezione delle esportazioni). Inoltre, molti committenti richiedono rendiconti sui quali possano far valere l’imposta precedente.
Si ha il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto quando i destinatari siano con domicilio o sede sociale all’estero (art. 90 cpv. 2 lett. b LIVA). Le imprese estere, che sostengono spese aziendali in Svizzera per l’acquisto di prestazioni di servizi o beni fatturati conformemente alle prescrizioni da prestatori contribuenti “svizzeri”, possono farsi rimborsare l’imposta in virtù dell’articolo 90 capoverso 2 lettera b LIVA. L’importo deve ammontare almeno a 500 franchi per anno civile. L’impresa estera non può fornire beni o eseguire prestazioni di servizi sul territorio svizzero. Un rimborso dell’IVA pagata è inoltre possibile soltanto se il Paese dell’impresa avente diritto garantisce la completa reciprocità.
Può essere rimborsata unicamente l’imposta sulle prestazioni fatturate conformemente alle prescrizioni da contribuenti “svizzeri” o l’imposta all’importazione riscossa dall’Amministrazione federale delle dogane. Gli aventi diritto devono avere domicilio o sede sociale all’estero e non sono legittimati a fornire beni o eseguire prestazioni di servizi sul territorio svizzero. Inoltre, devono comprovare la loro caratteristica di imprenditori nel loro Paese di domicilio o di sede sociale. La richiesta di rimborso dell’IVA può essere inoltrata non prima della fine dell’anno civile in cui è avvenuto l’acquisto con una fattura legittimante il diritto al rimborso. Il termine per la presentazione della richiesta scade il 30 giugno dell’anno successivo. L’importo minimo d’imposta rifondibile deve raggiungere almeno i 500 franchi per anno.
Se vengono ottenute prestazioni sia in Svizzera (incl. importazione) sia nel Liechtenstein, la richiesta di rimborso deve essere inoltrata allo Stato in cui è stato pagato l’ammontare d’imposta più elevato. Pertanto per il territorio IVA comprendente Liechtenstein e Svizzera deve essere inoltrata una sola richiesta di rimborso. Il rappresentante va tuttavia designato nello Stato nel quale è inoltrata la richiesta di rimborso.
La divisione principale dell’ufficio dell’imposta sul valore aggiunto è competente unicamente per il rimborso dell’imposta sull’IVA svizzera a ditte estere. Le ditte svizzere che desiderano chiedere il rimborso dell’IVA estera devono inoltrare domanda alle autorità fiscali del corrispondente Paese all’estero.
L’imposta sull’importazione viene riscossa sul valore dei beni fino al loro primo luogo di destinazione nella Svizzera. Nel traffico viaggiatori e di confine esistono limiti di valori liberi da imposizione.
Il destinatario in territorio svizzero è tenuto a sottoporre ad imposizione (autotassazione) determinate prestazioni di servizi che ottiene dai prestatori domiciliati all’estero; nella misura in cui egli non è già contribuente per le sue operazioni in Svizzera, il suo assoggettamento per l’ottenimento di prestazioni di servizi dall’estero scatta non appena il loro valore supera i 10.000 franchi annui.

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