Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
7 Settembre 2014

IVA per le prestazioni a favore di soggetto comunitario

Di cosa si tratta

Ci limitiamo ad alcune indicazioni e principali implicazioni di carattere fiscale, con riguardo all’Imposta sul valore aggiunto delle operazioni con l’estero. La disciplina è alquanto complessa e difficilmente sintetizzabile pertanto ci limitiamo a richiamare i concetti principali.
Una distinzione principale è quella va fatta per le operazioni intracomunitarie e quelle extra-UE.
Per cessioni intracomunitarie si intendono cessioni di beni a titolo oneroso e prestazioni di servizi tra soggetti passivi d’imposta nei rispettivi Stati che vengono fisicamente trasportati da uno Stato membro in un altro Stato membro della UE (art. 41, D.L. n. 331/1993). In linea di principio sono operazioni non imponibili.
Per le cessioni e gli acquisti intracomunitari di beni si applicano, per la loro particolare natura (“intracomunitaria”), specifiche deroghe al principio della territorialità stabilito, in linea generale, dagli artt. da 7 a 7-septies del D.Pr. n. 633/1972.
Per poter effettuare operazioni intracomunitarie tutti i soggetti che esercitano attività di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato o vi istituiscono una stabile organizzazione e che intendono effettuare operazioni intracomunitarie, devono essere inclusi nell’archivio Vies (VAT information exchange system). L’iscrizione va fatta all’avvio dell’attività o successivamente e comunque prima di porre in essere operazioni comunitarie.
Per gli altri adempimenti IVA la fattura, che deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (art. 46 D.L. 331/93), deve, tra le altre cose, indicare, in luogo dell’ammontare dell’imposta, che si tratta di operazione non imponibile e l’eventuale specificazione della relativa norma comunitaria o nazionale.
La fattura, oltre ai dati previsti dall’art. 21, D.Pr. n. 633/1972, deve inoltre contenere:
– l’indicazione del numero di identificazione attribuito, agli effetti dell’IVA, al cessionario dallo Stato membro di appartenenza (non applicabile nel caso di vendite in base a cataloghi e simili);
– il riferimento al cessionario del primo cessionario qualora la consegna sia effettuata in uno Stato diverso;
– per la cessione di beni, spediti o trasportati da uno Stato membro in altro Stato membro, acquistati senza pagamento dell’imposta (art. 40 D.L. n. 331/1993), il numero di identificazione attribuito al cessionario dallo Stato membro di destinazione dei beni e la designazione dello stesso quale debitore dell’imposta;
– se trattasi di beni spediti o trasportati dal soggetto passivo o per suo conto nel territorio di altro Stato membro, l’indicazione del numero di identificazione allo stesso attribuito da tale Stato;
– in caso di mezzi di trasporto nuovi devono essere indicati i dati di identificazione degli stessi.
Per quanto riguarda gli acquisti intracomunitari la fattura ricevuta, preventivamente integrata, deve essere registrata distintamente entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione, e con riferimento al mese precedente, nel registro delle vendite e nel registro degli acquisti in modo da poter esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta (artt. 46 e 47, D.L. n. 331/1993).
Gli adempimenti fiscali per le operazioni con imprese extra-UE sono disciplinate dal D.P.R. 633/1972. I beni trasportati o spediti fuori del territorio comunitario si considerano esportati (art. 8, D.Pr. n. 633/1972). L’esportazione deve essere provata con gli opportuni visti al fine di giustificare l’emissione della fattura senza applicazione dell’imposta.
La norma IVA prevede per queste operazioni la non imponibilità in Italia che presuppone il soddisfacimento di due requisiti, che i beni devono essere spediti o trasportati dal cedente al di fuori del territorio doganale comunitario ed è richiesto il trasferimento del diritto di proprietà (o di un diritto reale di godimento) dei beni esportati. L’onerosità dell’operazione non costituisce, invece, un elemento qualificante delle esportazioni ai fini IVA.
Le cessioni all’esportazione possono essere distinte in: – esportazioni dirette, quando la consegna è effettuata dal fornitore italiano al cessionario extracomunitario (sono le operazioni disciplinate dalle lett. a) e b) del co. 1 dell’art. 8); – esportazioni indirette, quando la consegna è effettuata in Italia ad un “esportatore abituale” (sono le operazioni disciplinate dalla lett. c) del co. 1 dell’art. 8).
Rientrano nella categoria delle cessioni all’esportazione, non imponibili IVA, a prescindere dal soggetto che fornisce i materiali, le consegne all’estero di beni anche in dipendenza di contratto di appalto, limitatamente al corrispettivo dei beni esportati.
La prova dell’esportazione è costituita dal “visto uscire” apposto dall’Ufficio Doganale sull’esemplare n. 3 del documento amministrativo unico (DAU); il “visto uscire”, apposto solo se richiesto dall’operatore interessato, è un timbro recante l’indicazione del nome dell’ufficio e della data a conferma dell’avvenuta esportazione.
Il cedente italiano non può avvalersi della fatturazione differita in quanto il compimento dell’operazione di esportazione richiede la presentazione in Dogana della fattura di vendita; solo in caso di esportazioni dirette tramite commissionario e di esportazioni in triangolazione è ammessa la fatturazione differita.
Per le esportazioni tramite commissionario, la prova dell’esportazione è costituita: a) per il committente, dalla copia (o fotocopia) dell’esemplare n. 3 del DAU, munito del visto apposto dall’ufficio doganale; b) per il commissionario, dal documento doganale (DAU), munito del visto apposto dall’ufficio doganale.
I soggetti residenti in altro Stato membro o in un Paese “terzo” con il quale esistano strumenti giuridici che disciplinano la reciproca assistenza in materia di imposizione indiretta, se effettuano operazioni rilevanti ai fini IVA in Italia, possono operare senza la necessità di nominare un rappresentante fiscale in Italia, indicando nella casella 2 del modello DAU il numero di partita IVA attribuito a norma dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972.

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