Categorie approfondimento: Estero
20 Maggio 2010

Italiano residente in Svizzera

Di cosa si tratta

Tra le richieste più frequenti si pone la domanda di come deve fare un italiano per potere risiedere in Svizzera. Con notevole frequenza la motivazione è quella di fare studiare i figli in quel paese, oltre all’aspetto sicurezza, ordine e chiarezza di rapporti anche con la Pubblica amministrazione.
Questo invero contiene sull’ultimo punto una contraddizione proprio perché questi aspetti non si riescono facilmente a chiarire in modo definitivo. Su questo punto a nessuno sfuggirà che, se anche cerchiamo di illustrare e schematizzare, l’Amministrazione ha sempre una discrezionalità di scelta e di questo si deve tenere conto.
Per affrontare il tema è necessario muovere dalla relazione che si ha o si vorrebbe avere con il territorio e dalla distinzione tra residenza e domicilio.
Per quanto riguarda gli italiani, cioè cittadini che sono stranieri per tale paese, i termini residenza e soggiorno hanno un significato in relazione al tipo di permesso del quale dispongono. Per i permessi rinviamo al nostro articolo nel sito: “Il domicilio, la residenza e la cittadinanza in Svizzera”.
Posto che si disponga o si chieda un tipo di permesso, la cui scelta dipende dai motivi per i quali viene chiesto, si può instaurare con il territorio elvetico una relazione che può essere di domicilio principale, che si ha quando si abita in un Comune in cui si risiede con l’intenzione di starvi stabilmente e che diventa il centro di riferimento dei propri interessi e della famiglia, se il nucleo è composto, e che tale risulti anche per i terzi nel mondo di relazione, oppure si ha una relazione con il Comune limitata ad un determinato scopo e che abbia una durata di almeno tre mesi consecutivi o per tre mesi nell’arco di un anno, senza che esista l’intenzione di diventare una stabile relazione di vita. Questi domicili secondari si possono avere anche in più luoghi, mentre la residenza è unica.
Questa relazione, che può portare alla residenza elvetica, passa da un meccanismo chiamato delle notificazioni e aggiungiamo che per gli stranieri il domicilio principale corrisponde al Comune per il quale è stato rilasciato il permesso di dimora (categoria di stranieri B) o il permesso di domicilio (categoria di stranieri C) e gli stranieri possono avere un domicilio secondario unicamente in determinati casi. Avere o conservare un domicilio all’estero non è rilevante ai fini dei registri degli abitanti.
Muovendo dall’esigenza di disporre di informazioni attuali, l’Ufficio federale di statistica (UST) ha modernizzato le modalità di rilevazione dei dati con l’obiettivo di sfruttare i dati sulle persone contenuti nei registri amministrativi per diminuire l’onere dei Comuni e delle persone interpellate e mettere a disposizione elaborazioni demografiche rapidamente. In questo modo i dati demografici di tutte le persone residenti in Svizzera alla base di tali elaborazioni (sesso, data di nascita, ecc.) figurano nei registri degli abitanti cantonali e comunali (RdA).
I registri sono gestiti sulla base delle disposizioni cantonali corrispondenti e possono variare da un Cantone all’altro. Per l’utilizzo a fini statistici, i registri degli abitanti devono essere armonizzati, in altre parole devono essere gestiti in maniera unitaria. L’armonizzazione rende possibile lo scambio elettronico dei dati tra i registri interessati dall’armonizzazione e consentirà che elettronicamente si possa procedere ai servizi di controllo degli abitanti, che importeranno automaticamente i dati nei registri.
La legge sull’armonizzazione dei registri (LArRa) è entrata in vigore il 1° gennaio 2008 e disciplina a livello nazionale una serie minima di caratteristiche da gestire in maniera unitaria nei registri degli abitanti cantonali e comunali, indicando quali siano i requisiti dei registri; la legge prescrive l’obbligo di iscrivere in tutti i registri di persone contemplati dalla legge il nuovo numero d’assicurato AVS, che dal 2009 sostituisce il vecchio numero AVS, quale identificatore personale univoco e dispone l’attribuzione alle persone contenute nei registri degli abitanti dell’identificatore federale degli edifici (EGID) e dell’identificatore federale delle abitazioni (EWID) figuranti nel registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA federale).
Il sistema realizzato consente di avere una conoscenza della parte “reale” del paese e va ad incasellare in questo mosaico la collocazione delle persone.
In questo contesto funziona poi tutto il meccanismo da seguire con il dettaglio cantonale e comunale, che dispone in ordine a quali punti specifici siano da seguire per ottenere la conoscenza del territorio e delle persone.
Esiste quindi una modulistica specifica da seguire, che prevede la data di arrivo (data di arrivo nel Comune di notifica deve essere il giorno successivo alla data di partenza registrata nel Comune di provenienza), il luogo di provenienza (luogo dal quale la persona arriva nel Comune di notifica). Se il luogo di provenienza è in Svizzera, è indicato il Comune di provenienza.
Se la persona viene dall’estero, è indicato lo Stato di provenienza e facoltativamente la regione, la provincia o l’ultimo luogo di residenza), la data di partenza (data in cui è avvenuta la partenza effettiva dal Comune di notifica (la data di partenza non deve necessariamente coincidere con la data d’iscrizione della partenza), il luogo di destinazione (luogo, compreso l’indirizzo, in cui si trasferisce la persona dopo la partenza dal Comune di notifica).
Se il luogo di destinazione è in Svizzera, è indicato il Comune di destinazione. Se la persona parte all’estero, è indicato lo Stato di destinazione e facoltativamente la regione, la provincia, il luogo di residenza e/o l’indirizzo futuro, i comuni di domicilio secondario e quello principale, il recapito, la data di trasloco, l’identificatore dell’edificio, l’identificatore dell’abitazione, il genere di economia domestica (che indica se la persona abita in un’economia domestica, in una collettività o in un’economia domestica amministrativa). Le economie domestiche amministrative sono economie domestiche fittizie costituite per motivi statistici. Comprendono le persone annunciate solo formalmente nel Comune di notifica, senza risiedervi (ad esempio le persone che vivono in una casa per anziani situata in un altro Comune) e le persone senza fissa dimora (ad esempio i senzatetto) e via a proseguire con i dettagli.
Tutto questo è nato sulla base della legge federale del 5 giugno 2000, per procedere all’applicazione della quale una serie di enti hanno dovuto procedere a profonde riorganizzazioni per arrivare all’efficienza vera.
Il lavoro principale viene svolto dai Comuni e questi hanno coinvolto tutti i servizi interessati (controllo degli abitanti, ufficio tecnico dell’edilizia, servizio informatico, ecc.), lasciando a livello federale, la pianificazione e il coordinamento.
Quello illustrato è un quadro che nasce da fini statistici ma consente di realizzare l’ordine del sistema e il controllo di quanto illustriamo ed abbiamo già esaminato in altre sedi nel sito.
Tutto quanto illustrato, che non ha pretesa di completezza serve ad indicare come sia necessario procedere con adeguata attenzione ad organizzare l’ipotesi di trasferimento in questo paese.

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