Categorie approfondimento: Ricerca e innovazione
21 Novembre 2012

Invenzione industriale: l’ulteriore novità

Di cosa si tratta

Un cliente, che ha individuato un’ulteriore evoluzione di un prodotto già brevettato da oltre trenta anni dal padre, ha rilevato la necessità, essendo in un settore di nicchia, di adeguare anche esteticamente il prodotto.
Il primo timore è rappresentato dal fatto di illustrare l’ “idea” a un professionista al quale intendeva rivolgersi per verificare tecnicamente se e in che misura fosse possibile fare un salto di qualità e comunque non rischiare di danneggiare quanto già esistente.
Non potendo giudicare la qualità dell’evoluzione e quale sia l’idea e il suo rapporto con il prodotto già brevettato, in via prudenziale i consigli sono stati due: il primo quello di non temere l’evoluzione della mera idea originaria nel senso della forma o dei materiali che verranno impiegati.
Anche una recente pronuncia conferma l’indirizzo che, senza salto di qualità, non vi è brevetto o modello di utilità nuovi, ma si resta nell’ambito del precedente, già esistente e protetto.
In tale senso si è espressa al Cass. civ., Sez. I, 13 novembre 2012, n. 19715, che in tema di invenzioni industriali, modelli di utilità, modelli e disegni ornamentali, ha pronunciato: “L’invenzione industriale è tale quando, riproducendo in una macchina una legge di natura, supera un problema che al momento la tecnica non aveva ancora risolto. Orbene, la novità intrinseca, che pure deve caratterizzare i modelli di utilità, opera sul piano dell’efficacia e dell’applicazione di un principio già a suo tempo risolutore di un problema tecnico. Il regime di protezione, dunque, si estende a siffatta diversa, ed in un certo senso “minore” novità, per il fatto che comunque migliorando l’attuazione del “già noto”, conferisce un’utilità, in certa misura, nuova ed ulteriore”.
Questo fuga anche le paure di una concorrenza del professionista, incaricato di rendere concreta l’ “idea”.
Il secondo consiglio è quindi stato quello di ricorrere per avere protezione a un Non-disclosure agreement (NDA) (Sul punto nel sito: “ Non-disclosure agreement ”).
Nel rivolgersi ad un operatore professionale, qualificato e di settore, la proposta di sottoscrizione del documento appartiene già al bagaglio culturale del professionista che lo offre.

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