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17 Marzo 2020

Intestazione fiduciaria: i mezzi di tutela

Ponendosi il tema dell’inadempimento del fiduciario che,
richiesto di effettuare l’intestazione al fiduciante di quote sociali, rifiuti di
eseguirla senza che esista documentazione tra le due parti del rapporto
fiduciario esistente, il problema principale diventa che il fiduciario intesti le
quote possedute a terzi rendendo difficile ottenere il risultato in tempi brevi
da impedire che il fiduciante si trovi nella situazione di fatto già realizzata.
In questi casi si pone il quesito di quale mezzo si possa
utilizzare per impedire questo comportamento. A tale fine primo pensiero
diventa l’introdurre un sequestro giudiziario.

Intrapresa questa strada si pongono due difficoltà: la prima è di
ottenere il provvedimento senza documentazione idonea e la seconda sono i
tempi necessari per presentare il ricorso, ottenere il provvedimento e quasi
sicuramente intervenire all’udienza che varrà fissata per l’adozione quando
non sia stato accordato alla presentazione dell’istanza, cioè senza che il
fiduciante abbia un tempo per presentare una difesa.

La soluzione alla quale abbiamo pensato è quella di predisporre
la citazione per l’accertamento del trasferimento delle quote sociali in capo
al fiduciante, notificarla al fiduciario ed effettuare il deposito al Registro delle
Imprese.

Nel diverso caso di cessione di quote dove l’acquirente non
aveva ottenuto la volturazione e l’iscrizione al Registro della proprietà delle
quote a seguito dell’esercizio della prelazione, l’attore aveva agito perché il
Conservatore del Registro delle Imprese che fosse iscritto l’atto di citazione
con il quale aveva convenuto davanti al Tribunale la società per sentire
dichiarare che aveva acquistato la titolarità di tutte le quote del capitale
sociale, ma il Conservatore aveva rifiutato l’iscrizione e il Giudice del
Registro competente- adito ai sensi dell’art. 2189 c.c.- aveva respinto il
ricorso avverso il diniego del conservatore.

Il Tribunale (Alessandria ordinanza 27 gennaio 2010) ha poi
ordinato che il Conservatore del Registro provvedesse ad iscrivere l’atto di
citazione.

È stato riconosciuto il c.d. principio prenotativo, anche in deroga
alla tassatività degli atti elencati per l’iscrizione come anche per altri beni
mobili per i quali la legge prescrive la trascrizione di determinati atti. Così
l’art. 2696 cod. civ. consente tra l’altro l’applicazione dell’art. 2690 cod. civ. il
quale impone anche per i beni mobili la trascrizione della domanda
giudiziale diretta ad ottenere l’accertamento e il trasferimento della titolarità
delle quote sociali.

Inserite le quote nella categoria dei beni mobili il Tribunale ha
ritenuto che si debbano applicare i suoi caratteristici effetti prenotativi per la
domanda intesa ad ottenere l’accertamento dell’avvenuto acquisto della titolarità delle quote sociali.

“Il rapporto che caratterizza l’intestazione fiduciaria di
partecipazioni societarie è qualificabile come mandato senza
rappresentanza e regola i rapporti interni tra fiduciario e fiduciante, con la
conseguenza che tale rapporto non rileva nei confronti della società e degli
altri soci per i quali il soggetto cui imputare diritti e obblighi societari deve
essere esclusivamente il mandante” (Tribunale di Verona 18 aprile 2012).
Le prerogative scaturenti dalla partecipazione e qualunque
qualificazione giuridica possa eventualmente attribuirsi al rapporto
contrattuale, deve convenirsi che pare rispondente alle finalità proprie del
negozio fiduciario, nel quale si combinano due fattispecie negoziali
collegate, l’una rappresentata dal negozio reale traslativo, avente carattere
esterno, realmente voluto ed avente efficacia verso i terzi, e l’altra avente
carattere interno ed effetti meramente obbligatori (Tribunale Milano 5
novembre 2012).

La domanda giudiziale volta all’accertamento della simulazione
assoluta di un atto di trasferimento di quote di una s.r.l. può essere iscritta
nel R.I. per il principio di completezza della pubblicità commerciale.
L’iscrizione della domanda, infatti, pur senza generare “efficacia prenotativa”
(come si dice in questo provvedimento) a favore del richiedente, rende
pubblica un’informazione rilevante ai fini dell’esclusione della buona fede del
terzo che dovesse acquistare la partecipazione a dispetto della conoscibilità
delle contestazioni relative alla titolarità della quota.

Se non accompagnata da domanda restitutoria, non è iscrivibile,
al contrario, la domanda giudiziale preordinata alla revocatoria dell’atto di
trasferimento ex art. 2901 e art. 66 l.f., trattandosi di iniziativa processuale
inadatta ad incidere sulla validità della cessione. Questo il principio è
affermato dal Giudice del Registro delle Imprese di Napoli con decreto del
23 aprile 2015. La pronuncia va ad aggiungersi ai precedenti della
giurisprudenza in tema di iscrivibilità delle domande giudiziali nel Registro
delle Imprese. Il creditore interessato, a fronte di un’operazione distrattiva
posta in essere dal debitore ed avente ad oggetto quote di una società a
responsabilità limitata, può dunque iscrivere nel registro delle imprese le
domande giudiziali preordinate alla pronuncia di decisioni attinenti la titolarità
o il trasferimento delle quote di partecipazione al capitale sociale di una
s.r.l.. Con la pubblicità della domanda giudiziale, il soggetto interessato alla
caducazione dell’atto di trasferimento, una volta ottenuta la pronuncia
favorevole, è messo al riparo da eventuali e successivi atti di cessione della
quota sociale.

Nel caso di specie il Giudice veniva adito con ricorso ex art.
2189, comma 3, c.c., dalla curatela di un fallimento di una s.r.l. per riformare
un precedente rifiuto di iscrizione del Conservatore del R.I. di Napoli avente
ad oggetto domande giudiziali relative ad alcuni procedimenti instaurati dalla
stessa curatela (simulazione assoluta di un atto di cessione di una quota
s.r.l. di titolarità della società fallita e, in subordine, azione revocatoria ex art.
2901 c.c. e art. 66 l.f.). Anche per questo Giudice, nonostante il principio di
tipicità degli atti da iscrivere nel Registro delle Imprese (desumibile dal
combinato disposto dell’art. 7, co. 2, lett. B, D.P.R. n. 581/1995 e dell’art. 2188 c.c.), andrebbe estensivamente interpretata la norma di cui all’art. 2470, comma 3, c.c. (riferita ai soli “trasferimenti” di quote di una s.r.l.), “non
essendo immaginabile che il Legislatore possa aver negato pubblicità erga
omnes ad eventi che comunque investono atti e/o fatti per i quali è prevista
l’iscrizione obbligatoria, posto che una simile scelta finirebbe per inficiare la
qualità stessa dell’iscrizione tipica“.

Secondo il provvedimento, dunque, al principio di tipicità
andrebbe accostato il principio di completezza dell’informazione
commerciale, dovendosi ritenere iscrivibili non solo gli atti di trasferimento
ma anche quelli destinati ad incidere comunque sulla titolarità delle quote.
La ricostruzione operata con il decreto, in linea con la
giurisprudenza del registro maggioritaria (ex multis Trib. Milano 28 marzo
2000; Trib. Milano, 4 aprile 2001; Trib. Ferrara, 9 maggio 2005; Trib. Milano,
28 giugno 2011; Trib. Pavia 16 luglio 2012), ha condotto a soluzioni
applicative alternative.

Per il Giudice partenopeo, l’iscrivibilità di una domanda volta alla
declaratoria di inefficacia di un trasferimento di quota di società a
responsabilità limitata ritorna possibile quando alla domanda principale si
accompagni quella connessa di natura restitutoria. In questo caso, pertanto,
servirà invocare nell’atto di citazione, quale effetto dell’accoglimento
dell’actio pauliana, anche la condanna alla restituzione del bene. Con
provvedimento del 10 dicembre 2018, emesso dal Giudice del Registro delle
Imprese presso il Tribunale di Milano, il Giudice ha confermato la legittimità
dell’iscrizione della domanda giudiziale avente ad oggetto la domanda di
pronuncia, ex art. 2932 c.c., di trasferimento di quote di una società a
responsabilità limitata (Tribunale di Milano, decreto del 10 dicembre 2018).

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