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20 Febbraio 2002

INCOTERMS 2000: illustrazioni per l’uso

Di cosa si tratta

Intenational Commercial Terms (INCOTERM) è uno strumento della ricerca di un modo di comunicare comune nei rapporti economici commerciali per facilitare le operazioni tra soggetti appartenenti a paesi diversi.
Questi termini sono stati codificati dalal Camera di Commercio Intenazionale e vengono comunemente usati, pur essendo facoltativi, per fissare alcune delle condizioni che regolano un rapporto (passaggio dei rischi, riparto delle spese di trasporto, termini di resa della merce, modalità di cosegna).
Queste abbreviazioni aiutano gli oeratori nelle compravendite internazionali, rendendo inequivoco il contenuto degli accordi raggiunti, evitando le diverse interpretazioni che possono essere date dai vari paesi.
La recente revisione (da cui deriva la precisazione “2000”) si è resa necessaria per lo sviluppo mondiale dell’economia e l’espansione delle zone di libero scambio, nonché per la diffusione del commercio elettronica.
Per la velocità di conclusione degli affari a livello internazionale spesso le parti non redigono un vero e proprio contratto. In presenza di rapporti commerciali frequenti e di valore modesto, si fa ricorso all’ordine ed alla conferma d’ordine, che costituiscono insieme un contratto perfetto.
Negli ordini i termini di consegna, gli obblighi delle parti per il ritiro della merce, le modalità di trasporto o le coperture assicurative e le responsabilità per la perdita della merce non sempre sono descritte in modo dettagliato e comprensibile per entrambi i contraenti. INCOTERMS consente di esprimere con chiarezza attraverso sigle internazionalmente accettate le più importanti clausole contrattuali.
Ora gli INCOTERMS sono 13, suddivisi in quattro categorie omogenee distinte dalla lettera alfabetica iniziale (E – F – C – D).

GRUPPO E
EXW (Ex Works)

La sigla EXW (ex works) significa “franco fabbrica” o “franco deposito del venditore”; il venditore consegna la merce (imballata o alla rinfusa) nei suoi locali o nel cortile della sua fabbrica e non è tenuto né a caricare la merce sul mezzo di trasporto (procurato dal compratore), né a sostenere alcuna altra spesa. Il venditore, quindi, potrà determinare il prezzo di vendita senza aggravio di altri costi, mentre il compratore dovrà valutare la convenienza dell’acquisto considerando tutti gli altri costi accessori a suo carico.

GRUPPO F

Il gruppo comprende tre sigle, che prevedono la consegna della merce ad un vettore secondo le istruzioni del compratore; il venditore deve sostenere solo il costo per la consegna al vettore. Il contratto di trasporto ed il costo di questo per la consegna a destinazione della merce sono a carico del compratore.

FCA (Free Carrier)

FCA significa “franco vettore nel luogo convenuto”. Il venditore adempie all’obbligo della consegna quando mette la merce a disposizione dell’acquirente presso il vettore (o persona che agisce per conto del vettore) dallo stesso prescelto.
– Se la consegna viene effettuata nei locali del venditore, questi è responsabile del caricamento;
– Se la consegna viene effettuata in altro luogo, il venditore non è responsabile dello scaricamento.
– Sono a carico del venditore le spese ed i rischi (comprese le spese ed i rischi relativi alle formalità doganali di esportazione) fino al punto in cui il vettore, come convenuto, deve prendere in consegna la merce.
– Sono a carico del compratore le spese ed i rischi dal momento in cui il vettore riceve la merce in poi.
– Se non è stato determinato il luogo in cui il vettore deve prendere in carico la merce, il venditore è libero di scegliere in base alla sua convenienza.
Questa clausola può essere utilizzata per tutti i tipi di trasporto.

FAS (Free Alongside Ship)

FAS significa “franco lungo il bordo della neve”, ed è clausola può solo essere utilizzata per trasporti marittimi o fluviali.
– La sigla FAS deve essere sempre seguita dall’indicazione del porto di imbarco convenuto.
– Il venditore adempie all’obbligo della consegna quando mette la merce a disposizione dell’acquirente sottobordo della nave, lungo la banchina o su mezzi galleggianti nel porto convenuto di imbarco.
– I rischi e le spese (comprese quelle relative al compimento delle operazioni doganali di esportazione sono a carico del venditore fino a quel punto.

FOB (Free On Board)

FOB significa “franco a bordo” e deve essere seguito dall’indicazione del porto di imbarco convenuto.
– Il venditore assume l’obbligo di mettere la merce a disposizione compratore presso il vettore da questi designato, nel porto di imbarco convenuto ed oltre la murata della nave.
– I rischi e le spese fino al momento in cui le merci oltrepassano la murata della neve, dopo avere completato l’assolvimento delle operazioni doganali di esportazioni con l’apposizione del timbro “visto uscire” sulla bolla doganale, sono a carico del venditore.

La clausola fraziona il trasporto in due fasi: una, fino al passaggio della murata della nave, che prevede l’impegno del venditore, l’altra per tutto il viaggio e fino a destinazione, che prevede l’impegno del compratore.

GRUPPO C

Con questo gruppo è il venditore a sostenere le spese per il trasporto principale, senza che siano a suo carico i rischi inerenti il trasporto stesso.

CFR (Cost and Freight)

CFR significa “costo e nolo”; è clausola, seguita dall’indicazione del porto di destinazione, per la quale il venditore deve sopportare tutte le spese necessarie a trasportare la merce fino al porto di destinazione-convenuto, comprese quelle relative alle formalità doganali per l’esportazione. La consegna, tuttavia, avviene quando la merce supera la murata della nave nel porto d’imbarco.
– L’obbligo di stipulare il contratto di trasporto e pagare le spese fino al porto di destino (che saranno comprese nel prezzo della merce) non estende, tuttavia, fino alla destinazione gli obblighi del venditore relativi alla consegna.
– I rischi di perdita o di avaria alle merci, così come ogni altra spesa, determinata da eventi successivi al momento in cui le merci passano la murata della nave al porto di partenza, vengono trasferiti all’acquirente.
Con questa clausola, quindi, i costi ed i rischi non sono distribuiti allo stesso modo tra le parti del contratto.
Trasporto e spese fino al porto di destino =>carico venditore
Rischi dall’imbarco al porto di partenza =>carico compratore

CIF (Cost Insurance and Freight)

CIF significa “costo, assicurazione e nolo” ed è seguita dall’indicazione del porto di destinazione. Il venditore assume l’obbligo di sopportare tutte le spese necessarie per il trasporto della merce fino al porto di destinazione convenuto, comprese quelle relative alle formalità doganali di esportazione, provvedendo inoltre, a sua cura e spese, ad assicurare la merce contro il rischio di perdite o avarie durante il trasporto a favore del compratore, poiché la consegna avviene quando la merce supera la murata della nave al porto di partenza.
– Le condizioni di copertura relative alla stipulazione della polizza assicurativa disposta dal venditore devono essere, salvo diverso accordo tra i due soggetti del contratto, conformi alla copertura minima delle Institute Cargo Clauses o similari.
– Per il valore assicurabile è previsto un valore minimo rappresentato dal prezzo contrattuale maggiorato del 10% a titolo di utile sperabile.
– La ripartizione dei rischi tra le parti avviene esattamente nello stesso punto previsto per le clausole FOB e CFR, cioè al superamento della murata della nave nel porto d’imbarco.
– L’eventuale estensione della copertura assicurativa dipenderà dai numerosi fattori tra i quali ricordiamo: la natura della merce ed il suo valore, le manomissioni, manipolazioni o custodia inadeguata ecc.

CPT (Carriage Paid to…)

CPT significa “trasporto pagato fino a… e segue l’indicazione del luogo di destinazione; il venditore assume l’obbligo di sopportare tutte le spese per trasportare le merci fino al luogo di destinazione convenuto, comprese anche quelle relative alle formalità doganali per l’esportazione.
– I rischi di perdita o di avaria alle merci e ogni spesa addizionale inerente la merce viaggiante, determinate da eventi verificatisi successivamente alla consegna al vettore, vengono trasferiti dal venditore all’acquirente al momento in cui le merci vengono consegnate al vettore.
– La clausola può essere usata con qualsiasi modalità di trasporto, compreso quello multimodale.
– Il termine vettore indica il soggetto che si impegna ad eseguire o far eseguire il trasporto. La consegna della merce avviene di solito al terminal di partenza del vettore o sul veicolo inviato, dal vettore, per ritirare la merce.

CIP (Carriage and Insurance Paid to…)

CIP significa “trasporto ed assicurazione pagati fino a… ed è seguita dal luogo di destinazione stabilito; significa che il venditore assume le obbligazioni previste per la clausola CPT, ma inoltre deve provvedere, a sue spese, alla copertura assicurativa contro i rischi di perdita ed il valore assicurabile, prevedendo gli stessi minimi giù esaminati nella clausola CIF.
– I rischi di perdita o di avaria alla merce e le spese (escluso il costo del trasporto pagato al vettore) vengono trasferiti dal venditore al compratore a partire dal momento in cui le merci vengono consegnate al vettore.
– Nella polizza di assicurazione dovrà essere indicato quale beneficiario dell’indennizzo il compratore.

GRUPPO D

Il gruppo rappresenta il massimo livello di responsabilità per il venditore; il luogo di consegna è all’arrivo ed il venditore deve sostenere tutti i costi: trasporto, assicurazione, e sopportarne tutti i rischi.

DAF (Delivered at Frontier…)

DAF significa “reso frontiera…”seguito di solito dall’indicazione del luogo. Il venditore adempie le obbligazioni relative alla consegna, e ne sopporta i relativi rischi e costi, quando le merci vengono messe a disposizione dell’acquirente, dopo l’assolvimento delle formalità doganali di esportazione, nel luogo convenuto alla frontiera, ma prima del passaggio della frontiera doganale di importazione.
– Il termine è di solito usato per trasporti a mezzo autocarro o ferrovia, ma può essere utilizzato anche per altri mezzi di trasporto.
– Se vi è il passaggio di più frontiere, il punto indicato dopo la clausola è quello fino al quale si estendono gli obblighi del venditore.
– Se nel contratto di vendita non è stato concordato il punto di consegna alla frontiera, e, se questo non è determinato dagli usi, il venditore ha diritto di scegliere il punto, nel luogo di consegna, che più gli aggrada.
– Se il trasporto continua, senza soste, fino a destinazione, si parla impropriamente di reso frontiera.

La clausola DAF, che colloca la suddivisione dei rischi tra venditore e compratore alla frontiera, è conveniente tutte le volte che alla frontiera è prevista una rottura del carico (interruzione del viaggio e trasbordo del carico da un mezzo all’altro).

DES (delivered Ex Ship)

DES significa “reso ex ship”, seguito dal nome del porto di destinazione convenuto.
In questo caso il venditore adempie al suo obbligo di consegna quando la merce viene messa a disposizione dell’acquirente a bordo della nave nel porto di destinazione convenuto, ma senza l’onere delle operazioni doganali d’importazione e le spese di sbarco.
– Le spese ed i rischi connessi alla consegna della merce a bordo della nave nel porto di destinazione sono a carico del venditore, mentre da tale momento sono a carico dell’acquirente.
– La clausola si usa unicamente nei trasporti via mare o fluviali.

DEQ (Delivered Ex Quay…)

DEQ significa “reso banchina… non sdoganato”
Il venditore adempie all’obbligazione di consegna nel momento in cui pone la merce a disposizione dell’acquirente sulla banchina del porto di destinazione, senza l’obbligo, per il venditore, di adempiere alle formalità doganali di esportazione.
– Lo sdoganamento della merce all’importazione o il pagamento delle formalità, diritti, tasse e altri oneri, cui possa essere soggetta la merce per il fatto dell’importazione, sono a carico del compratore.
– La clausola deve essere utilizzata solo per trasporti via mare o fluviali.

DDU (Delivered Duty Unpaid…)

DDU significa “reso non sdoganato…”, seguito dal nome del luogo di destinazione.
Il venditore adempie all’obbligo della consegna quando la merce viene posta a disposizione dell’acquirente nel luogo convenuto del paese di destinazione, senza che egli debba curarne le formalità doganali di importazione, e lo scarico.
– I rischi e le spese connesse all’adempimento della consegna con tale clausola, escluse appunto le formalità doganali, gli oneri per l’importazione e lo scarico, sono a carico del venditore.

DDP (Delivered Duty Paid…)

DDP significa “reso sdoganato…”, seguito dall’indicazione del luogo di destinazione.
Il venditore adempie all’obbligo della consegna quando mette la merce a disposizione dell’acquirente nella località specificatamente indicata nel Paese di destinazione, debitamente sdoganata per l’importazione e non scaricata dal mezzo con cui è stata trasportata.
– Il venditore sopporta, quindi, i rischi e le spese (inclusi i dazi, le imposte e gli altri oneri necessari per l’importazione delle merci) connesse all’obbligo di consegna.
– L’uso di questa clausola presuppone che il venditore conosca esattamente l’ammontare di questi costi, per comprenderli nel prezzo, evitando spiacevoli sorprese.

In sintesi

Gruppo E
(merce consegnata alla partenza)
EXW franco fabbrica Ex Works
Gruppo F
(trasporto principale non pagato dal venditore)
FCA franco vettore Free Carrier
FAS franco lungo bordo Free Alongside Ship
FOB franco a bordo Free on Board
Gruppo C
(trasporto principale pagato dal venditore)
CFR costo e nolo Cost and Freight
CIF costo, assicurazione, nolo Cost, insurance and Freight
CPT trasporto pagato fino a… Carriage Paid To…
CIP trasporto ed assicurazione Carriage and Insurance Paid
pagati fino a … To …
Gruppo D
(merce consegnata all’arrivo)
DAF reso frontiera Delivered At Frontier
DES reso ex ship Delivered Ex Ship
DEQ reso banchina Delivered Ex Quay
DDU reso non sdoganato Delivered Duty Unpaid
DDP reso sdoganato Delivered Duty Paid

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