Categorie approfondimento: Estero
24 Marzo 2003

Gli incentivi agli investimenti in Slovacchia: agevolazioni fiscali e finanziamenti per l’occupazione

Di cosa si tratta

Il testo normativo di riferimento in tema di incentivi agli investimenti nella Repubblica Slovacca è rappresentato dalla legge 565 del 4/12/01. La legge definisce il quadro generale delle forme di incentivo e finanziamento, da un lato, emendando o derogando alle norme dettate in tema di imposte e di occupazione, dall’altro, adeguandosi alle norme slovacche e, in primo luogo, comunitarie in tema di aiuti di Stato.
Con riferimento a quest’ultimo punto, il principio fondamentale che informa la legge 565 è quello dettato dalla Comunità Europea, secondo il quale gli aiuti di Stato possono essere concessi solo se intesi a sostenere lo sviluppo di regioni depresse economicamente; gli aiuti di Stato sono invece vietati quando alterano la concorrenza, essendo destinati a finanziare determinati settori di impresa, prodotti specifici o singole società.
Secondo la legge (art. 1, § 2), gli incentivi consistono in aiuti di Stato per gli investimenti iniziali e per i nuovi posti di lavoro creati medianti tali investimenti; in particolare, sono finanziati gli acquisti di beni materiali ed immateriali necessari per l’avvio della produzione di beni o la fornitura di servizi, per l’espansione di attività già esistenti o per l’acquisizione di una società, sotto forma di:
  • agevolazione sull’imposta sui redditi delle persone giuridiche;
  • contributo per i nuovi posti di lavoro;
  • contributo per la riqualificazione di lavoratori assunti nei nuovi posti di lavoro.
Le condizioni per ottenere gli incentivi agli investimenti sono:
  • stabilimento di una nuova unità operativa; espansione o ristrutturazione di unità già esistente allo scopo di introdurre una nuova attività manifatturiera o nuovi servizi; espansione, ristrutturazione o modificazione del processo produttivo di attività manifatturiera o di servizi già esistente; acquisizione di società in difficoltà (o parte di essa);
  • investimento minimo di 400 milioni di corone (9,5 milioni di euro) per l’acquisto di beni materiali o immateriali, di cui 200 milioni di corone almeno devono provenire direttamente dal soggetto beneficiario degli incentivi;
  • almeno l’80% dei ricavi deve provenire dalle attività oggetto di finanziamento;
  • l’acquisto dei beni e l’inizio dell’attività deve avvenire entro tre anni dall’approvazione dell’erogazione degli incentivi da parte delle Autorità competenti.
Il limite minimo di investimento (400 milioni di corone) è dimezzato qualora l’attività oggetto dell’incentivo è stabilita in una regione dove il tasso di disoccupazione è superiore al 10%.

Gli incentivi previsti dalla legge 565/01 sono:

  • riduzione delle imposte per un periodo di dieci anni, a partire dalla prima dichiarazione dei redditi derivanti dalle attività oggetto di finanziamento, nei limiti individuati dalla legge con riferimento ai diversi tipi di attività. La riduzione si applica anche alle attività già esistenti alla data del 1° dicembre 2001, che siano oggetto di incentivi per la riqualificazione e l’ammodernamento: in questo caso, però, cambia il meccanismo di calcolo dei limiti entro i quali può essere fatta valere l’agevolazione.
  • contributo per la riqualificazione di lavoratori assunti nei nuovi posti di lavoro; il contributo ammonta a 100 mila corone (2.400 euro) per ogni lavoratore riqualificato e assunto, dopo il periodo di formazione, per almeno un anno. Il contributo è erogato dall’Ufficio Distrettuale del Lavoro sulla base di un accordo stipulato con il datore di lavoro.
  • contributo per la creazione di nuovi posti di lavoro; il contributo è erogato mensilmente, trascorsi dodici mesi dalla comunicazione all’Ufficio Distrettuale del Lavoro dell’avvenuta creazione di nuovi posti di lavoro. L’ammontare del contributo dipende dal tasso di disoccupazione della regione nella quale sono creati i nuovi posti di lavoro: può andare da 30 mila corone, per le zone con disoccupazione fino al 10%, a 160 mila corone, per le zone con disoccupazione superiore al 30%.
La legge prevede un sistema di controlli piuttosto severo, al fine di garantire che le diverse condizioni previste per ottenere i finanziamenti siano mantenute per tutto il periodo dell’erogazione.

In sintesi

La legge 565/01 sugli incentivi agli investimenti nella Repubblica Slovacca propone una serie di strumenti interessanti per le imprese che intendono avviare una nuova attività nel Paese o rilevare un’impresa già esistente, attuando un programma di ammodernamento delle strutture o di riqualificazione della forza lavoro.
Con l’approssimarsi dell’ingresso nell’Unione Europea, previsto per maggio 2004, l’interesse della giovane Repubblica volto ad attrarre nuovo capitale e ad alimentare il proprio piano di sviluppo deve oggi fare i conti con la normativa comunitaria che impone limiti molto stringenti alla possibilità di erogare i c.d. aiuti di Stato. Gli incentivi previsti, tuttavia, mantengono ancora un buon margine di ‘appetibilità’ per gli investitori stranieri, posto che, essendo il parametro di individuazione delle aree depresse rappresentato dal tasso di disoccupazione (ancora alto in molte zone del Paese), i livelli di contributo sono in media elevati.
Resta da valutare il grado di difficoltà che occorre affrontare per poter accedere agli incentivi statali: la legge prevede infatti un iter abbastanza complesso per la valutazione delle richieste e la approvazione delle agevolazioni, che si attua mediante la consultazione di diversi organismi amministrativi (Ministero, Uffici del Lavoro, Governo), i quali esprimono pareri più o meno vincolanti sulle richieste. Da questo punto di vista, comunque, si possono confermare i progressi registrati dal Paese nel processo di informatizzazione e semplificazione amministrativa.
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