Categorie approfondimento: Energia
21 Settembre 2006

L’incentivazione di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: i certificati verdi (CV) e i RECS

Di cosa si tratta

L’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili, in luogo dei combustibili fossili, per la produzione dell’energia elettrica si pone come una delle modalità più efficaci attraverso le quali perseguire obiettivi di tutela dell’ambiente, in ottemperanza agli obblighi internazionalmente assunti dall’Italia e conseguenti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ratificato con legge 1 giugno 2002 n. 120 (c.d. protocollo di Kyoto) e il d.lgs. n. 79/1999 introduce in proposito misure incentivanti la realizzazione di misure eco-compatibili, superando il vecchio sistema di incentivazione tariffaria, chiamato CP6.
Attualmente l’incentivazione per le fonti di energia rinnovabili avviene secondo tre meccanismi fondamentali:

  • certificati verdi, conseguibili con produzioni superiori ai 25 MWh/anno;
    contributi comunitari, nazionali e regionali, emessi prevalentemente a favore di applicazioni innovative e con varie modalità;
  • RECS e marchi di qualità, ossia certificazioni volontarie che nel nostro paese sono in fase di avvio.

Il Decreto Bersani, come aggiornato dalla legge 239/04 e dal d.lgs. 387/03, ha imposto l’obbligo agli operatori che immettono in rete più di 100 GWh/anno che almeno il 2% dell’elettricità provenga da impianti da fonti rinnovabili. Tale obbligo viene incrementato dello 0,35% dal 2004 al 2006. Gli incrementi della quota minima d’obbligo per il triennio 2007-2009 e 2010-2012 verranno stabiliti con decreti emanati dal Ministero delle Attività Produttive.
Alla produzione degli impianti alimentati da fonte rinnovabile, che abbiano ottenuto la qualifica IAFR, viene associato un certificato verde (CV) ogni 50 MWh/anno prodotti (con il criterio dell’arrotondamento commerciale sul totale dell’energia prodotta). I certificati creati in questo modo hanno validità annuale e vengono emessi per 12 anni (in base al d.lgs. 152/06) ai fini dei riconoscimenti previsti dal Decreto Bersani, e possono essere contrattati direttamente fra i proprietari degli impianti stessi e gli operatori interessati, oppure servendosi dell’apposito mercato creato dal Gestore del Mercato Elettrico (GME).
La finalità, che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha inteso perseguire con la delibera n. 8 del 2004, va a vantaggio non solo dei consumatori finali ma di tutto il sistema produttivo nazionale, poiché esso dipenderà in misura minore da combustibili fossili, i cui costi sono in continuo aumento, ed assicurerà minori emissioni inquinanti.
Inoltre alla realizzazione di nuovi impianti la legge prevede la possibilità di acquistare certificati rappresentativi della produzione da fonti rinnovabili.
Tra questi vi sono i certificati emessi dal Gestore della Rete di trasmissione nazionale, a fronte della produzione ex art. 3 comma 7 della legge n. 481/1995.
L’acquisto dei certificati GRTN rappresenta la modalità di ultima istanza e la più onerosa a cui ricorrere finché che non siano stati realizzati impianti eco-compatibili. In altri termini è possibile affermare che l’acquisto di certificato GRTN rappresenta una sorta di alternativa di “second best” rispetto alla modalità di adempimento dell’obbligo di incremento dell’uso di fonti rinnovabili, rappresentata dalla creazione di impianti eco-compatibili (IAFR), che è l’unica, tra quelle possibili, a realizzare compiutamente gli obiettivi di riduzione della dipendenza da combustibili fossili e di abbassamento delle emissioni inquinanti.
Ai sensi dell’articolo 2, comma 1 del d.lgs. n. 387 del 29 dicembre 2003, per fonti rinnovabili si intendono «le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani».
Alla luce di quanto precede discende che gli oneri associati all’acquisto di certificati GRTN (proprio perché sostenuti in luogo della creazione di nuovi impianti eco-compatibili, di cui beneficiano sia i produttori sia i consumatori) dovrebbero essere sostenuti equamente sia dai produttori sia dai clienti finali.
Quanto illustrato si fonda sull’art. 1 della legge 14 novembre 1995 n. 481, recante “Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. L’istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità” delinea una prospettiva ordinamentale nella quale gli obiettivi economico-finanziari degli operatori devono essere armonizzati con la tutela del consumatore (il cliente del mercato vincolato), nonché con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse.
Va da sé che l’incremento delle fonti rinnovabili è uno dei modi più efficaci per rispettare gli obblighi internazionali assunti dall’Italia con il protocollo di Kyoto ovvero imposti dalla normativa di diritto interno (cfr. art. 36 della legge 24 aprile 1998 n. 128, che delegava il governo ad emanare norme di attuazione della direttiva 96/92 in materia di mercato interno dell’energia elettrica poi – come è noto attuata con il d.lgs. n. 79/1999).
L’art. 11 del d.lgs. n. 79/1999, recependo i criteri direttivi dettati dal legislatore delegante, ha sancito l’obbligo, in capo ai produttori ed importatori da fonti non rinnovabili, di immettere nel sistema una quantità di energia prodotta da nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili, in misura pari al 2 per cento dell’energia elettrica prodotta ed importata da fonti non rinnovabili nell’anno solare precedente.
Lo scopo perseguito dal legislatore è quello di incrementare l’utilizzo, a monte della filiera di produzione-distribuzione dell’energia, di fonti rinnovabili, perché tale incremento concorre a determinare un miglioramento delle condizioni ambientali, attraverso la riduzione delle emissioni inquinanti dovute all’impiego dei combustibili fossili.
L’obbligo può essere rispettato sia in via diretta, immettendo nel sistema una certa quota di energia prodotta da nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili (impianti qualificati IAFR realizzati direttamente da produttori ed importatori soggetti all’obbligo), sia in via indiretta, acquistando in tutto o in parte l’equivalente quota o i relativi diritti da altri produttori, purché immettano energia da fonti rinnovabili. Pertanto, in aggiunta alla produzione da nuovi impianti, la legge prevede la possibilità di acquistare i c.d. certificati verdi.
I certificati verdi possono essere acquistati da altri produttori di fonti rinnovabili (certificati IAFR) con riferimento alla loro produzione da impianti qualificati come IAFR dal GRTN (sono gli impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio a seguito di nuova realizzazione, riattivazione, potenziamento o rifacimento in data successiva al 1 aprile 1999) oppure dallo stesso GRTN (certificati GRTN) con riferimento alla produzione ex art. 3 comma 7 della legge n. 481/1995, che, peraltro è stata promossa da normative preesistenti (sono impianti CIP n. 6/92 alimentati da fonti rinnovabili la cui realizzazione era stata già promossa).
Il sistema normativo indicato individua nella creazione dei nuovi impianti eco-compatibili (IAFR) la modalità preferibile di adempimento dell’obbligo perché è l’unica che consente di ridurre la dipendenza da combustibili fossili, di abbassare effettivamente le emissioni inquinanti, di contenere oneri per utenti e consumatori, poiché l’acquisto dei certificati verdi è oneroso. Per ottenere i certificati verdi gli impianti di produzione devono essere preventivamente qualificati come Alimentati da Fonti Rinnovabili (Qualifica IAFR).
Solo con la creazione di nuovi impianti si realizza effettivamente un incremento della capacità produttiva da fonti rinnovabili, risolvendosi le altre modalità di adempimento in sistemi di sostegno alle imprese eco-compatibili preesistenti.
La norma tende all’incremento della capacità produttiva da fonti rinnovabili, quindi, le diverse modalità di adempimento all’obbligo di immissione di energia pulita nella rete non sono perfettamente equivalenti.
Quando gli operatori tenuti all’obbligo di cui all’art. 11 operano nel mercato vincolato, ove non sono configurabili prezzi liberi, gli oneri dell’adempimento dell’obbligo avvengono nell’ambito del riconoscimento delle tariffe amministrate.
Il CV è emesso dal Gestore del Sistema Elettrico S.p.A. – GRTN su comunicazione del produttore e riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dell’anno precedente o la producibilità attesa nell’anno in corso o nell’anno successivo.
Il GME organizza e gestisce il mercato dei CV e possono partecipare al mercato dei CV, come acquirenti o venditori, il GRTN, i produttori nazionali ed esteri, gli importatori di energia elettrica, i clienti grossisti e le formazioni associative (associazioni di consumatori e utenti, ambientaliste, sindacati), previa domanda al GME e ottenimento della qualifica di operatore di mercato.
Il GRTN rilascia inoltre altre forme di certificazione dell’energia da fonti rinnovabili basate sulla Garanzia di Origine (GO) e sui certificati RECS.
I certificati RECS (Renewable Energy Certificate System) sono titoli che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per una taglia minima pari a 1 MWh, e favoriscono la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile dagli impianti che altrimenti non avrebbero le condizioni economiche per continuare a produrre energia “verde”.
I certificati RECS sono distinti dall’erogazione fisica dell’elettricità e la loro emissione consente la commercializzazione dei certificati stessi anche separatamente dall’energia elettrica cui fanno riferimento. Mediante il loro consumo, l’acquirente finanzia l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili testimoniando il suo impegno a favore dell’ambiente.
Rispetto alla normativa italiana dei Certificati Verdi, i RECS risultano essere complementari in quanto rappresentano una forma alternativa di incentivazione per quegli impianti a fonte rinnovabile esclusi dal sistema dei certificati verdi, introdotto dal decreto legislativo 79/99.
Il progetto RECS è nato in ambito europeo per favorire lo sviluppo, sulla base di una certificazione standard, di un mercato volontario e internazionale di Green Certificate. Attualmente il sistema RECS coinvolge più di 100 membri tra produttori, traders e società di certificazione del settore elettrico distribuiti in 17 paesi.
In Italia, il Gestore del sistema elettrico – GRTN è membro del RECS insieme ad Acea Electrabel Trading , AEM, AGSM Verona, ASM Brescia, APER, Assoelettrica, CVA, Dalmine Energie, Dynameeting, Edison Trading, EGL Italia, Electra Italia, Endesa Italia, Enel Trade, Federpern, La220, Multiutility, Trenta.
Il GRTN, in qualità di organismo di emissione dei certificati, partecipa all’AIB (Association of Issuing Bodies) che ha presieduto per due anni e di cui, da settembre 2005, è membro del Board.

(Visited 7 times, 9 visits today)