Categorie approfondimento: Estero
4 Marzo 2007

L’imposizione fiscale in generale in Svizzera

Di cosa si tratta

Una imposizione fiscale gravosa è elemento che può pregiudicare iniziative imprenditoriali minando in certi momenti la liquidità e la possibilità di investimenti o anche di sviluppo. È centrale conoscere gli interventi volti a contenere al più basso livello il carico fiscale della propria attività.
In Svizzera le imposte sono dovute alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni; mentre il costo delle imposte federali è uguale in tutto il Paese, le imposte cantonali e comunali variano da Cantone a Cantone e da Comune a Comune, dove fa stato il moltiplicatore d’imposta. I moltiplicatori d’imposta comunale operano in base alle classificazioni per l’imposta cantonale del medesimo anno e l’imposta è calcolata applicando il moltiplicatore comunale all’imposta cantonale base; è facile reperire i moltiplicatori. La definizione di moltiplicatore comunale e le modalità di calcolo del medesimo sono stabilite dall’art. 162 della legge organica comunale (Art. 276 Legge tributaria).
La scelta del domicilio fiscale o del domicilio privato possono influenzare il carico fiscale di un’azienda o del titolare, soprattutto se si tratta di una ditta individuale. Se questo vale per le imposte sul reddito, il patrimonio, l’utile o il capitale, anche tutta una serie di altre tasse risentono dell’allocazione (come quelle di circolazione o di smaltimento rifiuti) che possono variare in modo importante da Cantone a Cantone.
Per questa ragione, quando è possibile insediare e domiciliare l’azienda in un Comune in cui si ha un moltiplicatore di imposta basso si possono avere vantaggi economici di rilievo.
Dal punto di vista fiscale, l’Autorità permette di avere un domicilio in un Comune ed un’attività indipendente in un altro. Il calcolo dell’imposta comunale verrà eseguito dai due Comuni e senza coinvolgere direttamente l’imprenditore.
Anche la scelta della forma giuridica ha influenze rilevanti sul carico fiscale dell’imprenditore. Occorre conoscere nei dettagli vantaggi e svantaggi di questa scelta per ottimizzare il proprio carico fiscale.
I vantaggi fiscali della ditta individuale e delle società di persone consistono nell’assenza della doppia imposizione fiscale; al contrario delle persone giuridiche, i benefici vengono tassati una sola volta in capo al proprietario della ditta individuale o dei soci di una società di persone.
Altro effetto per i residenti è la flessibilità nella previdenza per la vecchiaia; infatti i lavoratori autonomi possono dedurre i versamenti ad una forma riconosciuta di previdenza fino al 20% del loro reddito (massimo CHF 30.960 all’anno nel 2006) se non sono affiliati ad un altro pilastro previdenziale.
La trasformazione dell’attività in una persona giuridica è esente da imposta, a condizione che la trasformazione avvenga al valore contabile e che i rapporti di partecipazione rimangano invariati.
Le perdite sostenute nell’ambito di una ditta individuale o di una società di persone possono essere compensate in ogni momento con i redditi del contribuente.
Gli svantaggi fiscali della ditta individuale e delle società di persone consistono nel fatto che i benefici vengono tassati e vanno a riferirsi in capo al proprietario della ditta individuale e ai membri della società nel caso di una vendita o di una liquidazione. La mancanza di una chiara separazione fra beni aziendali e beni privati può comportare che, in caso di vendita o di liquidazione, l’Amministrazione fiscale imputi un bene all’attività aziendale con conseguenze fiscali negative per il contribuente e questo può succedere soprattutto nel caso degli immobili. E’ perciò importante fare in modo che i beni, non strettamente legati all’attività aziendale, rimangano nella sfera del patrimonio privato.
I contributi vari hanno un carattere d’imposta nel senso che essi sono calcolati sui benefici globali del proprietario e rispettivamente dei soci.
L’imposizione fiscale delle persone fisiche si realizza attraverso la tassazione delle ditte individuali e delle società di persone, che colpisce il reddito (a livello federale, cantonale e comunale) e il patrimonio (solo a livello cantonale e comunale). Siccome le ditte individuali e le società di persone non sono persone giuridiche e non sono distinte dal proprietario, ai fini dell’imposizione fiscale i redditi e il patrimonio aziendale vengono sommati con il reddito e il patrimonio privato. Non esiste perciò una separazione fra redditi e patrimonio aziendale, da una parte, e reddito e patrimonio privato dall’altra.
L’importo da versare al fisco viene calcolato in base ad una scala progressiva. Questa imposizione è calcolata anno per anno sui redditi effettivi dell’anno per il quale è dovuta l’imposta.
Per quanto riguarda le persone giuridiche l’imposizione fiscale colpisce:
– l’utile netto
– a livello federale con un’aliquota dell’8,5%,

– a livello cantonale con un’aliquota del 9%,

– il capitale sociale
– a livello federale non è più prevista un’imposta,

– a livello cantonale l’1,5 per mille del capitale imponibile,

– l’imposta immobiliare
– a livello cantonale un’aliquota del 2 per mille
,
– a livello comunale un’aliquota dell’1 per mille.
Le persone giuridiche hanno una personalità propria e sono considerate dal fisco entità separate rispetto al reddito ed al patrimonio privato dei soci. L’imposizione fiscale delle persone giuridiche avviene ogni anno e l’attività dell’anno in corso viene tassata durante il medesimo anno; la dichiarazione fiscale viene inviata da completare nella primavera dell’anno seguente.
Ottimizzare il carico fiscale è un’operazione da compiere con oculatezza e chi inizia un’attività indipendente con la convinzione di potere caricare tutte le spese private sui conti dell’azienda per poter avere un vantaggio fiscale, deve sapere che non è possibile: il “Promemoria N1/2001” ha previsto la differenziazione delle spese aziendali (deducibili) da quelle private (non deducibili). Analogo discorso vale per le persone giuridiche (concetto della distribuzione dissimulata).
Per ottimizzare il carico fiscale si deve dividere il patrimonio aziendale dal patrimonio privato. I beni da attribuire al patrimonio privato vanno ridotti allo stretto necessario. Se il problema non riguarda molto le società di capitale, si presenta nel caso di una ditta individuale o di una società di persone. Se il Codice delle Obbligazioni non fa differenza fra patrimonio privato e patrimonio aziendale, la differenza va fatta a livello di dichiarazione fiscale.
Le autorità fiscali distinguono il patrimonio aziendale dal patrimonio privato per poter calcolare gli ammortamenti e gli accantonamenti, che possono essere calcolati unicamente sul patrimonio aziendale. La stessa differenza vige nel caso di vendita dei beni aziendali: l’eventuale guadagno fatto sulla vendita di un bene aziendale viene tassato sia a livello federale che a livello cantonale e comunale. Al contrario il guadagno fatto dalla vendita di un bene privato non viene di regola colpito da imposta.
La netta separazione fra patrimonio aziendale e patrimonio privato è importante nel caso di immobili: in molti casi i proprietari di ditte individuali (i soci di società di capitali) svolgono la propria attività nell’immobile di loro proprietà; nel caso in cui l’uso aziendale è preponderante rispetto all’uso privato e il proprietario vende l’immobile con un guadagno, dovrà pagare un’imposta maggiore rispetto a chi vende il proprio immobile ad uso privato. Il problema può essere risolto creando una proprietà per piani, oppure intestando l’immobile ad altri, anche il coniuge.
È opportuno predisporre all’inizio dell’attività un inventario iniziale ed un bilancio, che sono obbligatori per chi è iscritto al Registro di commercio.
Altro elemento da considerare è rappresentato dalla riduzione del carico fiscale attraverso metodi contabili legali. Per il primo anno d’esercizio occorrerà fare in modo di presentare un utile imponibile basso, dal momento che sarà preso in considerazione come base di calcolo per l’imposizione di più periodi di tassazione; la riduzione del carico fiscale può essere fatta costituendo delle riserve o applicando talune regole contabili.
Il sistema fiscale svizzero è stato «armonizzato», ma forti differenze fra i cantoni non sono però state cancellate. Trasferirsi in un cantone con tassi fiscali favorevoli è ancora una delle modalità migliori per risparmiare sulle imposte. Almeno per i redditi alti.
L’onere fiscale è aumentato durante gli anni novanta, ma la crescita è rallentata. La c.d. quota fiscale, che comprende anche le imposte indirette e i premi assicurativi, è al 32%. La Svizzera rimane il paese con le quote fiscali più basse rispetto ai paesi dell’UE.
Ognuno viene tassato in base alle sue prestazioni finanziarie; i redditi alti sono tassati in misura superiore; il principio della progressione fiscale vale per ogni reddito, anche se negli ultimi tempi per i redditi alti il monolitico sistema fiscale ha subito alcune screpolature.
Il diritto fiscale colpisce anche i salari bassi. Il reddito imponibile è costituito dalla differenza tra tutte le trattenute e il reddito globale, che al netto rimanente fa parte dell’imponibile fiscale. Una fascia di esenzione fiscale non esiste in Svizzera.
Le differenze regionali sono ancora enormi e la Confederazione e cantoni hanno fatto il primo passo «armonizzando» nel 2001 la legge fiscale, ma si è rivelata un’azione formale in quanto continua a sussistere una concorrenza fiscale fra i cantoni e i comuni che ha assunto proporzioni di rilievo (sulla quale si veda l’articolo nel sito : “L’imposizione fiscale dei cantoni svizzeri e la posizione della Comunità Europea”).

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