Categorie approfondimento: Fallimentare
16 Gennaio 2006

Il nuovo concordato preventivo

La materia fallimentare ha visto nel 2005 ben tre significativi interventi, ai quali dedichiamo attenzione; uno di questi è stata la modifica della disciplina del concordato preventivo, cioé quello al quale ricorrere prima che sia dichiarato il fallimento, operata con la legge n. 80/2005 che ha convertito e modificato il decreto-legge 14 marzo 2005 n. 35; con la stessa legge il legislatore ha posto mano agli accordi stragiudiziali e alla disciplina dell’azione revocatoria fallimentare.
Prima della riforma il beneficio del concordato veniva concesso solo se: non erano state riportate condanne penali, se vi era regolarità nella tenuta dei libri contabili e se l’operatore economico veniva riconosciuto meritevole della procedura concorsuale. Ora sono state eliminate le condizioni personali, viene previsto un piano per la soluzione della crisi, vi sono nuove forme di concordato senza la necessità di rispettare una percentuale minima per i chirografi, che in precedenza era del 40 per cento dei crediti, ed è prevista la possibilità di distinguere i creditori in classi; per l’approvazione ora è sufficiente la maggioranza dei creditori, nel giudizio di omologazione il tribunale non deve più valutare la convenienza, né la meritevolezza del debitore, ma solo il controllo dell’ottenimento della maggioranza.
I fini del nuovo concordato possono individuarsi nella conservazione del complesso aziendale e si assiste ad una privatizzazione della procedura dando più spazio ai creditori e al debitore, riducendo i poteri del tribunale; la riforma dovrebbe inoltre comportare una maggiore celerità della procedura in quanto è previsto che l’omologazione intervenga entro sei mesi dalla presentazione del ricorso, prorogabile di altri sessanta giorni.
Il piano che va proposto potrà prevedere la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori in ogni forma, anche per cessione dei beni, per accollo o altre operazioni straordinarie, come l’attribuzione di quote, azioni, obbligazioni o altri strumenti di debito. Potranno essere cedute le attività ad un assuntore, che potrà essere anche il ceto creditorio.
La divisione dei creditori, che può avvenire in base a classi, comporta anche la possibilità che si possa riconoscere trattamenti differenziali. Questa possibilità comporta inoltre che sul piano del voto, ove è necessaria per l’approvazione del concordato la maggioranza dei creditori ammessi, quando esista la divisione in classi, il concordato sia approvato quando riporti il voto favorevole dei creditori che rappresentino la maggioranza dei creditori ammessi al voto nella classe medesima. Si chiarisce in altro comma che la maggioranza delle classi dovrà avere approvato il concordato. Il concordato quindi può essere approvato nonostante il dissenso di una o più classi di creditori, ma in quanto la maggioranza delle classi abbia approvato la proposta e gli appartenenti ad una classe possano riportare dall’esecuzione del concordato un risultato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.
La domanda andrà presentata al tribunale ove l’azienda ha la sede principale e l’eventuale trasferimento in altra sede nell’ultimo anno non sposta la competenza, impedendo così di aggiustarsi la sede che si ritiene più adatta.
Col ricorso dovrà essere presentata una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa con uno stato analitico ed estimativo delle attività con l’elenco nominativo dei creditori, indicazione della misura dei crediti e della loro natura, delle cause di prelazione, dei titolari di diritti reali o personali sui beni e separatamente il valore dei beni e i creditori particolari dei soci illimitatamente responsabili: indispensabile è una relazione di un apposito professionista che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano.
Il termine per il deposito della somma che si ritiene necessaria per le spese dell’intera procedura è stabilito entro 15 giorni dal tribunale quando dichiara aperta la procedura e si deve ritenere che ora il mancato deposito non comporti l’automatismo della dichiarazione di fallimento.
L’effetto del concordato sarà remissorio perché il pagamento o il soddisfacimento dei creditori comportano l’estinzione dei debiti.

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