Categorie approfondimento: Societario
24 Marzo 2011

Reti di imprese

Di cosa si tratta

Il contratto per le reti di imprese è stato introdotto nell’ordinamento dall’art. 3, commi da 4-ter a 4-quinquies, del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, poi modificato dalla legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122.
La legge chiama contratto questo nuovo strumento, ma ci si può chiedere se è solo un contratto; vediamone alcune parti.
Lo scopo è definito dalla norma che lo costituisce al fine di favorire più imprenditori ad accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.
Abbiamo quindi una quantità non determinata dalla norma di soggetti imprenditori, che si mettono assieme, nei limiti dagli stessi concordati, per obiettivi che servono a crescere; possono anche farlo per scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa.
Il momento dell’accordo e del mettere in comune è il più vario panorama di iniziative per coltivare le quali è possibile dotare la struttura di un fondo patrimoniale comune a questo destinato ed è necessario dotare questo contratto-ente di persone che lo gestiscano per il perseguimento di quanto individuato.
Che cosa è questo contratto-ente?
Il “contratto di rete” ci era parso che fosse un Consorzio con attività esterna; a questa conclusione ci portava non il fatto che la norma preveda che “si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615 del codice civile”, che regolano il fondo consortile e la responsabilità verso i terzi, ma la struttura organizzativa.
Cerchiamo di evidenziare, vedendone la disciplina, in che cosa si distingua dal consorzio tanto da giustificare norme apposite per la sua introduzione nell’ordinamento, esponendo i punti qualificanti della figura.
Gli adempimenti, pubblicitari indicati dall’art. 4-ter, di cui al comma 4-quater, prevedono che il contratto debba essere redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve indicare:

  1. il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale di ogni partecipante per originaria sottoscrizione del contratto o per adesione successiva;
  2. l’indicazione degli obiettivi strategici e le modalità concordate per misurare l’avanzamento verso gli obiettivi;
  3. la definizione di un programma di rete, che contenga l’enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, le modalità di realizzazione dello scopo comune e, qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune, la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti iniziali e degli eventuali contributi successivi che ciascun partecipante si obbliga a versare al fondo, nonché le regole di gestione del fondo medesimo. Se consentito dal programma, l’esecuzione del conferimento può avvenire anche mediante apporto di un fondo patrimoniale comune;
  4. la durata del contratto, le modalità di adesione di altri imprenditori e, se pattuite, le cause facoltative di recesso anticipato e le condizioni per l’esercizio del relativo diritto, ferma restando l’applicazione delle regole generali di legge in materia di scioglimento totale o parziale dei contratti plurilaterali con comunione di scopo;
  5. se il contratto ne prevede l’istituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere l’ufficio di organo comune per l’esecuzione del contratto o di una o più parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto come mandatario comune, nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto.
    Salvo che sia diversamente disposto nel contratto, l’organo comune agisce in rappresentanza degli imprenditori, anche individuali, partecipanti al contratto, nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per l’accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dall’ordinamento, nonché all’utilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualità o di cui sia adeguatamente garantita la genuinità della provenienza;
  6. le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse comune che non rientri, quando è stato istituito un organo comune, nei poteri di gestione a lui conferiti, nonché, se il contratto prevede la modificabilità a maggioranza del programma di rete, le regole relative alle modalità di assunzione delle decisioni di modifica del programma medesimo.

Con comma aggiunto dalla legge di conversione 30 luglio 2010, n. 122), è previsto che il contratto di rete sia soggetto a iscrizione nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari.
Con l’introduzione nell’ordinamento è stata poi prevista una particolare disciplina fiscale a durata limitata (si veda nel sito: “Reti di imprese: regime agevolativo fiscale”).
Tornando al quesito formulato all’inizio potremmo dire che si tratta di un modulo organizzativo nuovo a valenza particolare tanto da potere essere interlocutore, ove previsto l’organo comune, che agisce in rappresentanza degli imprenditori partecipanti al contratto: “nelle procedure di programmazione negoziata con le pubbliche amministrazioni, nelle procedure inerenti ad interventi di garanzia per l’accesso al credito e in quelle inerenti allo sviluppo del sistema imprenditoriale nei processi di internazionalizzazione e di innovazione previsti dall’ordinamento, nonché all’utilizzazione di strumenti di promozione e tutela dei prodotti e marchi di qualità o di cui sia adeguatamente garantita la genuinità della provenienza”.

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