Categorie approfondimento: Societario, Approfondimenti Homepage
23 Febbraio 2017

Identificazione nel verbale di assemblea dei soci presenti

La Corte di Cassazione con la sentenza del 12 gennaio 2017, n. 603 è tornata sul tema della necessità di una puntuale identificazione nel verbale di assemblea dei soci presenti in proprio o per delega alle operazioni assembleari.
Sul piano delle formalità avevamo già considerato i verbali delle assemblee e riteniamo di completare il quadro di queste operazioni e gli effetti (nel sito cfr.: “Sottoscrizione dei verbali societari nella s.r.l.“).
L’art. 2371 cod. civ. recita: “Le deliberazioni dell’assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o dal notaio. Il verbale deve indicare la data dell’assemblea e, anche in allegato, l’identità dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno; deve altresì indicare le modalità e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, l’identificazione dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti. Nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le loro dichiarazioni pertinenti all’ordine del giorno”.
Il caso deciso trattava l’impugnazione per l’annullamento di due delibere assembleari assunte nel 2007 e aventi ad oggetto la nomina dell’amministratore unico e l’approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2006 in quanto nei verbali di entrambe le assemblee non era stato indicato il nominativo dei soci partecipanti e a sostegno della correttezza delle operazioni si affermava che era sta operata la sottoscrizione dei fogli di presenza allegati ai verbali delle due assemblee.
Il Tribunale accoglieva la domanda e annullava le delibere impugnate e la Corte di appello respingeva i due gravami. Per la società impugnante, invece, era fatto corretto e normale che in occasione di ogni assemblea venisse redatto un foglio presenze con indicazione dei singoli soci e che tale documento fosse sottoscritto dall’interessato, dai membri del consiglio di amministrazione e da quelli del collegio sindacale. Secondo la società ricorrente la Corte di merito avrebbe erroneamente ritenuto che il foglio presenze, non menzionato nel verbale, non potesse considerarsi un allegato di questo.
La norma nel contenuto attuale dopo la Riforma del D.Lgs. n. 2/2003 rappresenta il superamento del precedente discutere che aveva ad oggetto il contenuto del verbale delle deliberazioni dell’assemblea della società per azioni, nato per la lacunosità della norma anteriore che aveva autorizzato altre conclusioni con riferimento alla questione sull’analiticità o sinteticità della verbalizzazione.
La norma attuale richiede che l’identità dei partecipanti all’assemblea risulti dal verbale o da un suo allegato. La previsione è diretta ad assicurare la concreta e immediata conoscenza di quanto avvenuto in assemblea per il socio assente ed è lo strumento attraverso il quale l’assente è in condizione di apprezzare se ricorrano le condizioni per impugnare la delibera.
L’art. 2377, 4° co., n. 3 cod. civ. stabilisce che la deliberazione non possa essere annullata per l’incompletezza o inesattezza del verbale, salvo che le mancanze impediscano l’accertamento del contenuto, degli effetti e della validità della delibera. Si impone quindi di documentare le carenze della verbalizzazione prive di influenza, ai fini dell’annullabilità della delibera, e queste sono solamente quelle che non pregiudicano la verifica circa il contenuto, gli effetti e la validità di essa.
L’indicazione dei partecipanti e dei votanti consente di capire il contesto del deliberato e le sue ragioni e accertare la validità delle scelte compiute nel deliberare, e la mancanza della documentazione giustifica l’annullamento della delibera.
In particolare, l’identificazione nominativa dei soci consente di verificare se i voti siano stati validamente espressi dai soggetti che erano legittimati quali soci o delegati. È importante avere contezza nella verbalizzazione dell’identificazione dei partecipanti all’assemblea e dei soci favorevoli, astenuti o dissenzienti.
La Corte di Cassazione ha condiviso che il foglio possa essere separato e conservato presso la società, a disposizione dei soci e il documento faccia corpo col verbale, costituendone parte integrante: il foglio di presenze dovrà essere espressamente richiamato nel verbale, o materialmente unito allo stesso.
Altra opinione non è condivisibile perché contrastante col significato letterale del termine usato, né congruente col senso dell’intervento normativo, che è in linea di discontinuità con quell’orientamento di giurisprudenza che ammetteva che l’elenco dei soci potesse non essere allegato al verbale, purché fosse formato dagli organi della società e conservato ai suoi atti.
La mancata indicazione nel verbale o nel foglio separato dell’identità dei partecipanti all’assemblea, integrerà l’annullabilità della delibera.

(Visited 1 times, 51 visits today)