Categorie approfondimento: Energia
3 Ottobre 2006

IAFR: impianti alimentati da fonti rinnovabili

Di cosa si tratta

La qualifica Impianti Alimentati da Fonti rinnovabili (IAFR) deriva dalla riforma del sistema elettrico che ha introdotto tra l’altro il meccanismo della promozione dell’utilizzo delle fonti rinnovabili e che prevede altresì l’introduzione dell’obbligo per i produttori e gli importatori di energia elettrica di immettere nella rete di trasmissione energia “verde”, prodotta da Impianti Alimentati da Fonti Rinnovabili.
La normativa attuale ha assegnato al Gestore del Mercato Elettrico (GSE) il compito di qualificare gli impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili, una volta accertato il possesso dei requisiti previsti in base al decreto D.M.Industria 11/11/1999, al decreto D.M.Attività Produttive 18/3/2002 ed al decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003, che fornisce precisazioni per la regolamentazione della produzione da fonti rinnovabili e del relativo sistema di promozione ed incentivazione con Certificati Verdi.
In particolare, possono ottenere la qualificazione IAFR gli impianti entrati in esercizio successivamente al 1° aprile 1999 a seguito di nuova costruzione, potenziamento, rifacimento totale o parziale, riattivazione e gli impianti che operano in co-combustione entrati in esercizio prima del 1° aprile 1999.
Il Decreto Bersani, come aggiornato dalla Legge 239/04 e dal d.lgs. 387/03, ha imposto l’obbligo agli operatori che immettono in rete più di 100 GWh/anno che almeno il 2% dell’elettricità provenga da impianti da fonti rinnovabili. Tale obbligo viene incrementato dello 0,35% dal 2004 al 2006; per fonti energetiche rinnovabili si intende: sole, vento, risorse idriche, risorse geotermiche, maree, moto ondoso, la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici ed inorganici.
Alla produzione degli impianti alimentati da fonte rinnovabile, che abbiano ottenuto la qualifica IAFR, viene associato un certificato verde (CV) ogni 50 MWh/anno prodotti (con il criterio dell’arrotondamento commerciale sul totale dell’energia prodotta). I certificati creati in questo modo hanno validità annuale e vengono emessi per 12 anni (in base al d.lgs. 152/06) ai fini dei riconoscimenti previsti dal Decreto Bersani, e possono essere contrattati direttamente fra i proprietari degli impianti e gli operatori interessati, oppure servendosi dell’apposito mercato creato dal Gestore del Mercato Elettrico (GME).
Sulla base dei requisiti previsti dalla normativa richiamata, il Gestore dei Servizi Elettrici ha sviluppato una Procedura tecnica per la qualificazione IAFR, nella quale sono previste le modalità di presentazione delle domande e dei principali allegati tecnici. Successivamente una apposita Commissione di Qualificazione provvede all’esame della domanda e quindi al riconoscimento della qualifica IAFR. L’elenco degli impianti qualificati, sia in esercizio che in costruzione, è pubblicato annualmente dal GSE, ed è disponibile nel Bollettino Impianti Qualificati.
La qualificazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili è necessaria per poter riconoscere successivamente al produttore, a determinate condizioni, una quota di Certificati Verdi proporzionale all’energia prodotta. Ogni Certificato Verde – in base alla Legge n. 239 del 23 agosto 2004 (Legge Marzano) – corrisponde oggi a 50 MWh.
Nonostante la parziale somiglianza la certificazione IAFR nettamente si distingue dalla certificazione RECS per il fatto di operare su una dimensione territoriale diversa (nazionale, internazionale), ed infine per il fatto di rappresentare un obbligo l’una e una libera determinazione contrattuale l’altra.

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