Categorie approfondimento: Societario
16 Maggio 2010

Gruppo societario: direzione e coordinamento comuni. Adempimenti e regime dei finanziamenti

Di cosa si tratta

In varie occasioni ci è stato richiesto quali siano gli adempimenti che devono essere compiuti in caso di direzione e coordinamento comuni tra società.
In quanto la società versi nella condizione di essere sottoposta alla direzione ed al coordinamento di altra società, è tenuta al fatto che gli amministratori delle società che sono sottoposte alla direzione e il coordinamento devono esporre (art. 2497 bis cod. civ.):

  • in apposita sezione della nota integrativa, un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio della società o dell’ente che esercita su di essa attività di direzione e coordinamento;
  • nella relazione sulla gestione, i rapporti intercorsi con chi esercita attività di direzione e coordinamento e con le altre società che vi sono soggette, nonché l’effetto che tale attività ha avuto sull’esercizio dell’impresa sociale e sui suoi risultati.

Questo è quanto va fatto se non entra in gioco il tema del bilancio consolidato, magari limitatamente al perimetro individuato del consolidamento (sul punto di veda l’articolo “Gruppo societario: direzione e coordinamento comuni. I dati contabili e il bilancio consolidato”).
Nell’ipotesi di società controllante italiana, che esercita attività di direzione e coordinamento, deve iscriversi in un’apposita sezione del REA affinché risulti la sua funzione di società capogruppo. Sul piano operativo ancora va segnalata la diligenza che devono apprestare i sindaci, perché è responsabilità dei sindaci della controllata, soggetta ad altrui attività di direzione e coordinamento, la verifica degli adempimenti pubblicitari sopra citati e dell’adeguatezza dell’informativa fornita in merito alle operazioni di gruppo. L’attenzione maggiore in termini operativi va prestata per i finanziamenti infragruppo (art. 2497 quinquies c.c.).
Infatti, se ai finanziamenti della capogruppo alle controllate si applica la disciplina prevista per i finanziamenti dei soci (postergazione del loro rimborso ai creditori sociali), ancor più rilevante, dal punto di vista pratico, potrebbe risultare la disposizione introdotta, in tema di finanziamenti infragruppo, dall’art. 2497-quinquies c.c., che rende applicabile la disciplina dettata dal precedente art. 2467, in tema di società a responsabilità limitata, a qualsiasi finanziamento operato in favore di una società dall’ente capogruppo o da altra società del medesimo gruppo.
Vale la pena di ricordare che i finanziamenti di cui si tratta sono essenzialmente quelli che, a dispetto della loro formale qualifica (ed, anzi, “in qualsiasi forma effettuati”: art. cit., c. 2°), siano destinati a sopperire a un bisogno di mezzi propri della società finanziata; e ciò sia a causa di un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto, sia in qualsivoglia altra situazione nella quale la situazione finanziaria della società avrebbe reso ragionevole (non già un finanziamento a credito, bensì) il conferimento di altro capitale di rischio, situazione, quest’ultima, il cui accertamento in concreto si presterà a valutazioni spesso oggettivamente ed inevitabilmente opinabili.
I finanziamenti che si possano comunque far ricadere in tale ambito, se la società finanziata è compresa in un gruppo ed il finanziamento proviene dall’ente capogruppo o da un’altra società del gruppo stesso, sono trattati dal legislatore alla stregua di conferimenti di capitale e il loro rimborso è postergato rispetto alla soddisfazione dei creditori sociali. Ciò significa che, nella più parte dei casi, la restituzione di tali finanziamenti non sarà esigibile se non nell’ambito del procedimento di liquidazione della società, secondo le regole della restituzione dei conferimenti ai soci, anche nell’eventualità, ben possibile, nell’accezione di direzione e coordinamento adoperata dal legislatore, che il finanziatore non sia socio della società finanziata.
Si noti che la condizione del finanziatore (se ricadente nella previsione del citato art. 2476) risulta deteriore rispetto a quella del socio che abbia conferito anche formalmente capitale di rischio, perché, per quest’ultimo, il principio di postergazione rispetto alle ragioni dei creditori non è assoluto, potendosi dare situazioni (riduzione del capitale e casi di recesso) nelle quali, pur con certe garanzie per i creditori sociali, il socio è in grado di conseguire, in tutto o in parte, la restituzione anticipata del conferimento; possibilità che, invece, nei casi considerati dalla norma non sembra sussistere in favore del finanziatore, il quale potrebbe vedersi restituito il finanziamento durante la vita della società finanziata solo in un momento in cui questa abbia totalmente estinto ogni proprio ulteriore debito verso i terzi.
La regola non cessa di operare neppure nel caso di successivo venir meno del rapporto di direzione e coordinamento, perché la sua applicazione è comunque collegata all’esistenza di tale rapporto al momento del finanziamento e non anche, necessariamente, a quello della restituzione.
Tutta questa parte dei finanziamenti entra particolarmente in gioco nelle ipotesi nelle quali si dovesse pensare ad organizzazioni tematiche, che chiamiamo orizzontali, come per esempio il lavorare assieme tra società del gruppo su un medesimo progetto che veda partecipanti con forza economica diversa.
Tornando al quesito se occorrano anche altre formalità, crediamo che per scrupolo, effettuata la scelta del momento attuativo della comunicazione di attuazione dell’incarico all’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento e ipotizzandolo con decorrenza l’inizio di un nuovo anno, dal momento che l’eventuale ritardo non è formalmente sanzionato, potremmo ipotizzare che si tenga un’assemblea della società che viene sottoposta alla nuova direzione ed al coordinamento di un soggetto diverso da quello che di diritto ne sarebbe il demandato.
La scelta pare opportuna anche perché va a integrare il momento dal quale l’organo sindacale è deputato a effettuare i controlli che sono di sua competenza. Questa è una delle ragioni implicite, ma non vi sono commentatori che trattino il tema se non nell’ambito del gruppo, che è tenuto a maggiori obblighi.

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