Categorie approfondimento: Societario
17 Maggio 2010

Gruppo societario: direzione e coordinamento comuni. I dati contabili e il bilancio consolidato

Di cosa si tratta

Affrontiamo il tema, nell’ipotesi di soggezione all’altrui direzione e coordinamento di una società, di quali dati contabili vadano riportati quando la situazione sia del tipo di controllo indiretto e in quali casi invece ricorrano i presupposti per la redazione del bilancio consolidato.
Salvo quanto riportato nell’articolo in questo sito: “Gruppo societario: direzione e coordinamento comuni. Adempimenti e regime dei finanziamenti.”, l’art. 2381, comma V c.c. prevede che l’amministratore delegato della “controllante” riferisca periodicamente al Consiglio e al Collegio sindacale sulle operazioni di maggiore rilievo effettuate dalle controllate e l’art. 2403 bis dà potere ai sindaci di richiedere agli amministratori notizie su determinati affari o su operazioni sociali delle controllate, nonché di scambiare informazioni con gli organi delle controllate.
Inoltre, le decisioni assunte dall’assemblea oppure dagli amministratori delle società controllate, derivanti da un interesse di gruppo, devono essere debitamente motivate per permettere la valutazione degli eventuali danni che esse possono arrecare alla società sottoposta a direzione e coordinamento.
L’art. 2497 bis prevede che la società debba esporre, in apposita sezione della nota integrativa, un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio della società che esercita su di essa la direzione e il coordinamento.
La norma non fornisce indicazioni sufficienti circa la natura delle informazioni che debbono essere riportate in detto prospetto; essa richiama la formula contenuta nell’art. 2429, comma III c.c., relativo alle informazioni sul bilancio delle società collegate da fornire nell’ambito dei bilanci consolidati, con la significativa differenza che il prospetto riepilogativo previsto dall’art. 2497-bis, comma IV c.c. è parte integrante del bilancio e quindi eventuali vizi del medesimo potrebbero riflettersi sulla validità del bilancio stesso.
Quanto al contenuto del prospetto riepilogativo, in assenza di specifiche previsioni, si può ritenere che l’indicazione dei “dati essenziali” dell’ultimo bilancio della società che esercita l’attività di direzione e coordinamento sia soddisfatta dalla menzione dei medesimi dati individuati dalla dottrina con riferimento all’art. 2429, comma III c.c..
Non si può, tuttavia, escludere che, per ragioni di prudenza, gli amministratori della società obbligata alla redazione del prospetto riepilogativo scelgano di allegare alla nota integrativa l’intero bilancio della società che esercita l’attività di direzione e coordinamento. Fuori dalle ipotesi di bilancio consolidato, i dati da considerare non sono quelli del soggetto che ha il controllo di diritto, ma del soggetto deputato alla direzione e al coordinamento.
La necessità di motivare le decisioni da parte della società sottoposte alla direzione e al coordinamento di altra società, si proietta sugli effetti, che si sostanziano in responsabilità.
Dispone, infatti, l’art. 2497 cod. civ. che:

  1. Le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società agiscono nell’interesse imprenditoriale proprio o altrui in violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale delle società medesime, sono direttamente responsabili nei confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditività ed al valore della partecipazione sociale, nonché nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio della società. Non vi è responsabilità quando il danno risulta mancante alla luce del risultato complessivo dell’attività di direzione e coordinamento ovvero integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ciò dirette.
  2. Risponde in solido chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo e, nei limiti del vantaggio conseguito, chi ne abbia consapevolmente tratto beneficio.
  3. Il socio e il creditore sociale possono agire contro la società o l’ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento, solo se non sono stati soddisfatti dalla società soggetta alla attività di direzione e coordinamento.
  4. Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria di società soggetta ad altrui direzione e coordinamento, l’azione spettante ai creditori di questa è esercitata dal curatore o dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario.

Sotto diverso profilo, la circostanza di essere soggetti alla comune direzione e coordinamento da parte di altra società, non comporta automaticamente di essere tenuti al bilancio consolidato perché, come illustriamo, i presupposti sono diversi.
I presupposti necessari per la redazione del bilancio consolidato di gruppo sono stati introdotti dal D. Lgs n. 127/1991, che all’art. 25. individua le imprese obbligate a redigere il bilancio consolidato.
Al primo comma si dice che “le società per azioni, in accomandita per azioni, e a responsabilità limitata che controllano un’impresa debbono redigere il bilancio consolidato secondo i criteri stabiliti dalle disposizioni degli articoli seguenti”. Questo comma individua per qualità il soggetto tenuto che è di tre tipi: SPA, SRL e SAPA.
L’obbligo esiste anche quando siano enti pubblici, società cooperative e mutue assicuratrici che controllano una società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, e non invece le persone fisiche e gli enti morali.
All’art. 26 è introdotto normativamente il concetto di “imprese controllate” e ci soffermiamo su questo per le ipotesi nelle quali sia una SRL a essere in rapporto con altra sottoposta.
Il richiamo è alle “imprese controllate” come indicate nei numeri 1) e 2) del primo comma dell’art. 2359 del codice civile. Sono quindi controllate:

  1. le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
  2. le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria.

Agli stessi effetti sono in ogni caso considerate controllate:

  1. le imprese su cui un’altra ha il diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, di esercitare un’influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali contratti o clausole (regole statutarie o contratto che attribuisca un potere gestorio);
  2. le imprese in cui un’altra, in base ad accordi con altri soci, controlla da sola la maggioranza dei diritti di voto.

Ai fini dell’applicazione del comma precedente si considerano anche i diritti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persone interposte; non si considerano quelli spettanti per conto di terzi.
Per completare il quadro, l’art. 27 prevede i casi di esonero dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato. “Non sono soggette all’obbligo indicato nell’art. 25 le imprese controllanti che, unitamente alle imprese controllate, non abbiano superato, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:

  1. dieci miliardi di lire nel totale degli attivi degli stati patrimoniali;
  2. venti miliardi di lire nel totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni;
  3. 250 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

L’esonero non si applica però se l’impresa controllante o una delle imprese controllate abbia emesso titoli quotati in borsa.
Non sono inoltre soggette all’obbligo indicato nell’art. 25 le imprese a loro volta controllate quando la controllante sia titolare di oltre il novantacinque per cento delle azioni o quote dell’impresa controllata ovvero, in difetto di tale condizione, quando la redazione del bilancio consolidato non sia richiesta almeno sei mesi prima della fine dell’esercizio da tanti soci che rappresentino almeno il 5% del capitale.
L’esonero previsto dal comma precedente è subordinato alle seguenti condizioni:

  1. che l’impresa controllante, soggetta al diritto di uno Stato membro delle Comunità europee, rediga e sottoponga a controllo il bilancio consolidato secondo il presente decreto ovvero secondo il diritto di altro Stato membro delle Comunità europee;
  2. che l’impresa controllata non abbia emesso titoli quotati in borsa.

Le ragioni dell’esonero devono essere indicate nella nota integrativa al bilancio di esercizio della società che esercita il controllo. L’art. 28 del D. Lgs n. 127/1991 individua poi ulteriori casi specifici di esclusione dall’obbligo di consolidamento.
In ordine alla redazione del bilancio consolidato, l’art. 29 prevede che esso sia redatto dagli amministratori dell’impresa controllante e deve rappresentare, in modo veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico del complesso delle imprese costituito dalla controllante e dalle controllate.
Per quanto illustrato nelle individuazione dei soggetti (SPA, SRL, SAPA, ecc.), le situazioni di controllo in capo ad ente morale o persona fisica escludono la ricorrenza dell’obbligo.
Passando invece alle situazioni ove il controllo è realizzato da altra società intermedia tra la capo gruppo e la società controllata finale deve essere compiuta la verifica della ricorrenza dei presupposti positivi (es.: dimensionali) e negativi (se si versi nei casi di esclusione dall’obbligo).

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