Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
15 Luglio 2010

Fumetto: una legge?

Non è la prima volta che viene promossa l’iniziativa di regolare normativamente il settore “fumetto”. Agli Atti Parlamentari 4 della Camera dei Deputati è stata presentata in maggio 2010 una Proposta di legge, la N.ro 2427, che prevede:
art. 1. 1. All’articolo 44 della legge 22 aprile 1941, n. 633, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In caso di opere cinematografiche di cartoni animati si considera coautore anche l’autore dei disegni». All’art. 2. 1. Dopo la sezione VII del capo IV del titolo I della legge 22 aprile 1941, n. 633, è aggiunta la seguente: « SEZIONE VII-bis OPERE D’ARTE DEL DISEGNO A FUMETTI: ART. 64-septies.:
1. Nelle opere d’arte del disegno a fumetti la parte letteraria e la parte grafica sono inscindibili ed essenziali nell’azione creativa della narrazione e il contributo dell’autore letterario e di quello grafico si considerano equivalenti, anche ai fini dell’utilizzazione economica dell’opera. L’esercizio dei diritti di utilizzazione economica, in percentuale alla vendita o nelle varie forme di sfruttamento, spetta all’autore o ai coautori in parti uguali. Nella fase produttiva dell’opera stessa, tenuto conto della disparità di tempo necessario alle due parti creative per la sua realizzazione, il compenso, a pagina o a percentuale, è ripartito tra le parti in maniera proporzionale. Le tavole originali sono di proprietà degli autori.
2. Qualora l’autore letterario ovvero quello grafico abbiano contribuito in via esclusiva alla caratterizzazione dei personaggi delle opere di cui al comma 1, i diritti sui personaggi stessi competono a tale singolo autore.
3. Nelle opere a fumetti di produzione seriale che necessitano dell’apporto di collaboratori, si considerano autori o coautori titolari della serie, con diritto di supervisione sul prodotto, lo scrittore e il disegnatore ideatori e iniziatori della serie stessa. I collaboratori delle opere a fumetti di produzione seriale sono autori solo della propria produzione e proprietari in percentuale dei diritti per quanto attiene alle ristampe o alle riedizioni, alle vendite all’estero o a qualsiasi altro sfruttamento della stessa produzione. La libera contrattazione tra le parti stabilisce la percentuale dei diritti spettanti ai collaboratori ».
La domanda che ci poniamo è, se questo testo diventasse legge, sarebbero risolti i temi che si dibattono intorno al cartone animato?
Il legislatore penserebbe di integrare l’art. 44 nella sezione delle “Opere cinematografiche” facendo un’operazione sistematica; quando il cartone animato è un’opera cinematografica, in questo caso “si considera coautore anche l’autore dei disegni”.
Come non identifica l’opera cinematografica, così il legislatore non definisce neppure il cartone animato (chiamato “disegno a fumetti”), che si può dire figlio del fumetto, fatto di singoli disegni.
La legge di sistema è sempre la n. 633/1941 che nel Capo IV denominato “Norme particolari ai diritti di utilizzazione economica di talune categorie di opere”, dà appunto norme particolari a tanti tipi (Opere drammatico-musicali, composizioni musicali con parole, opere coreografiche e pantomimiche; opere collettive, riviste e giornali; le cinematografiche che consideriamo e prosegue con le opere radiodiffuse, opere registrate su supporti, i programmi per elaboratore, le banche di dati). I programmi per elaboratore sono stati introdotti con il D.Lgs. 29/12/1992, che avevano aggiunti gli artt. 64-bis, ter e quater, mentre le banche dati sono state aggiunte con il D.Lgs. 6/5/1999, n. 169, che ha introdotto gli artt. 64-quinquies e sexies.
Ora si introdurrebbe l’art. 64-septies, rubricandolo “Opere d’arte del disegno a fumetti”.
L’opera cinematografica è un esempio di opera complessa, frutto della collaborazione creativa di più soggetti. In particolare è contemporaneamente: un’opera composta, nella quale si riconoscono quattro elementi: soggetto, sceneggiatura, musica e regia ed è anche un’opera collettiva, dove qualcuno (il produttore) ha ruolo di coordinamento dei vari contributi.
Se possiamo usare questa definizione strumentale, forse vi ricade anche il cartone animato e questa allocazione andrebbe bene, ma se l’art. 64 è il riconoscimento, le regole sono nell’art. 67-septies. In che rapporto si porrebbero queste con l’art. 78-ter ed in particolare con le “sequenze di immagini in movimento”? Possono essere queste sequenze un cartone animato?
Al fumetto si attribuisce il regime dato dal diritto d’autore e la relativa tutela; con il cartone animato cartaceo ci avviciniamo per alcune regolamentazioni al contratto di edizione; al fumetto in versione cinematografica si darebbe il riconoscimento e si attribuiscono dei diritti che si regolano, ma come si coordinano con il mezzo che ne rappresenta l’impiego, che non è solo cinematografico, ma ha anche altre forme e canali attuali di diffusione?
L’iniziativa legislativa vorrebbe colmare, come dice il presentatore, il “ritardo in parte ascrivibile anche alla mancanza di organizzazione e coordinamento degli stessi operatori del settore che, solo oggi, cominciano a definire le prime forme di collegamento tra loro, per la tutela della categoria e per la valorizzazione del proprio lavoro artistico. Nelle precedenti legislature, come è noto, sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica sono stati presentati progetti di legge analoghi alla presente iniziativa legislativa, e su di essi è stato riscontrato un consenso larghissimo di parlamentari appartenenti a tutti gli schieramenti politici che li hanno convintamente sottoscritti. Anche in questo caso il consenso sarà ampio e trasversale. Ma oggi, dopo tanti, troppi anni di discussione condivisa, dobbiamo concretizzare il risultato e riconoscere per legge un diritto da troppo tempo negato e che non rende giustizia a un settore di artisti e di comunicatori spesso conosciuti e riconosciuti più all’estero che nel nostro Paese. Anche il sostegno del mondo della cultura, dell’arte e dell’intellettualità alla presente proposta di legge, …e di tutti gli autori ed esponenti dell’editoria del fumetto italiano, è un segnale che ci viene dalla società civile che dobbiamo saper ascoltare e al quale dobbiamo rispondere con un apposito atto legislativo in tempi rapidi”.
Risponde a questo bisogno il testo proposto?
Aggiungiamo altra considerazione non nostra; se è vero che “continua la morìa dei siti che per anni hanno offerto al mondo la possibilità di leggere gratis fumetti in linea (o di scaricarseli, altrettanto gratis). Uno dopo l’altro chiudono o vengono “filtrati” dai motori che si occupano di download e l’ignaro fumettomane digitale si trova davanti a un messaggio che dice, in sostanza, “guarda che questo fumetto è ancora coperto da copyright e quindi non te lo puoi prelevare gratis: ti mandiamo su un sito dove puoi comprarti qualcosa”. Comprensibile, visto che l’editoria mondiale si sta, lentamente, spostando dalla carta al digitale e proprio con quest’ultimo dovrà, d’ora in poi, procurarsi di che vivere e di che pagare gli autori. Altrettanto vero è che si dovrà (e diventa sempre più urgente) rivedere le relative normative sul diritto di autore (e sul copyright): non ha senso (nemmeno rispetto ai criteri che ispirarono i legislatori originari) che il copyright diventi assurdamente quasi eterno, svuotando di fatto il pubblico dominio di quel deposito indispensabile alla evoluzione della cultura mondiale”.
“Contestualmente si deve anche garantire la sopravvivenza di chi la produce, questa cultura, e anche garantire la diffusione della stessa senza che diventi un lusso riservato a pochi eletti. Un bel pacchettone di problemi da risolvere e di complessi equilibri da trovare, una notevole sfida per legislatori intelligenti e saggi. In attesa di trovare legislatori intelligenti e saggi, gli editori, nel mondo, stanno cercando quel difficile punto di equilibrio a modo loro: offrono gratis un discreto numero di pagine od anche albi completi, in modo che i lettori possano farsi un’idea e procedere poi a un eventuale acquisto consapevole, magari a costi contenuti. Non è la soluzione globale al problema (giacché resta da risolvere l’eventuale eccessiva durata del diritto di autore e la sua equa ripartizione, per non parlare della necessità di rendere comunque sempre reperibile ciò che non viene più pubblicato in alcun modo)”.
Risponde a questo bisogno il testo proposto?
Ci pare di no; limitarsi ora a meramente riconoscere un fenomeno ormai diffuso e a questo dare la sola disciplina del rapporto tra autore letterario e quello grafico e tra questi e i collaboratori ci pare decisamente poco senza entrare più da vicino a capire quale sia il mercato e i suoi bisogni.

(Visited 9 times, 2 visits today)