Categorie approfondimento: Estero
20 Luglio 2013

Foro delle società straniere

Di cosa si tratta

Il c.d. “Decreto Fare” del 21 giugno 2013, n. 69 è intervenuto in una materia che giudicare utile per i problemi del Paese in questo momento è almeno singolare; vedremo se la norma verrà convertita in legge. Ci riferiamo all’art. 80: Foro delle società con sede all’estero.
Per fare causa, ma poi saremo più precisi, a una società straniera non si potrà andare dal giudice che si individua con le norme ordinarie, ma si dovrà agire solamente davanti a tre fori, che diventano competenti in via esclusiva: quello di Milano, Roma e Napoli. Forse in queste città si parlano di più le lingue estere? Ma cosa direbbe Aosta per il francese e Bolzano per il tedesco?
La norma usa l’espressione: “sono inderogabilmente competenti”; il legislatore ha introdotto una norma imperativa e, anche senza eccezione di parte, lo stesso giudice potrà negare di avere la competenza e chiudere il giudizio avanti a sé rimettendo le parti al giudice competente.
Questi soli tribunali diventano competenti per tutte le cause civili nelle quali è parte una società straniera, anche nel caso di più convenuti nelle ipotesi di cumulo soggettivo, cioè quando più siano le parti in causa che siano in posti di diversa competenza territoriale. Il foro della società straniera sarà quindi prevalente ed assorbente sulle altre norme.
Per la ricorrenza di questa straordinaria competenza la società dovrà essere con sede all’estero e non avere nel territorio dello Stato sedi secondarie con rappresentanza stabile. In questi casi non si potranno più porre le infinite eccezioni per le quali, a seconda delle tematiche, si possono individuare più fori di competenza.
Se la società straniera viene chiamata in garanzia, la cognizione sia della causa principale che dell’azione in garanzia, è devoluta, sulla semplice richiesta della società stessa, con ordinanza del giudice, all’ufficio giudiziario compente a norma del medesimo comma.
Personalmente ringrazio il legislatore che, per un giudizio di accertamento tecnico preventivo, introdotto ora, ci vede chiamati avanti il tribunale di Vicenza, ma se vi sarà un seguito per la chiamata in garanzia già formulata vedrà la competenza di Milano per la causa di merito.
Le regole sulla competenza non variano invece per i giudizi relativi ai procedimenti esecutivi e fallimentari, nei casi di intervento volontario e nei giudizi di opposizione di terzo, così come non muta la competenza del foro della Pubblica amministrazione.
Ulteriori esclusioni alla deroga sono quelle previste dall’art. 409 e 442 del codice di procedura civile, delle cause per i rapporti di lavoro, di agenzia, di collaborazione coordinata e continuativa e alle cause di cui al D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, il cosiddetto foro del consumatore
L’entrata in vigore della norma è disposta a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Legge (all’incirca per metà settembre).
Un quesito che ci poniamo è se il legislatore abbia valutato in termini quantitativi gli effetti che produce il provvedimento. Sa il legislatore quante cause vedano per convenuto una società straniera senza raccordo al territorio italiano? E, se fossero tante, quali effetti si andranno a produrre sui tre tribunali con la nuova competenza
Da ultimo indichiamo quali Tribunali risentono dello spostamento:
Milano per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Genova, Milano: Torino, Trento e Bolzano (sezione distaccata), Trieste, Venezia; Roma: gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Bologna, Cagliari, Sassari (sezione distaccata), Firenze, L’Aquila, Perugia; Napoli: gli uffici giudiziari di Napoli per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d’appello di Bari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Lecce, Taranto (sezione distaccata), Messina, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Salerno.

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