Categorie approfondimento: Credito e banche
12 Marzo 2014

Fondo di garanzia per le PMI e la nuova Sabatini

Di cosa si tratta

Il Decreto Legge n. 69/2013, così come convertito in Legge il 9 agosto 2013 contiene disposizioni in materia di agevolazioni per nuovi investimenti: il Fondo di garanzia per le PMI ed il contributo per i nuovi investimenti.
Il rafforzamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese era stato introdotto dall’art. 2, comma 100 della legge n. 662/1996. Il fondo ha come obiettivo quello di fornire una garanzia ai finanziamenti erogati dal sistema bancario alle piccole e medie imprese per agevolare ed incrementare il loro accesso al credito.
I finanziamenti garantiti dal fondo sono operazioni con un rischio molto basso per gli istituti di credito in quanto, in caso di default dell’impresa finanziata, la banca viene risarcita dal fondo ed in caso di incapienza del fondo la garanzia viene accollata dallo Stato; il sistema creditizio dovrebbe essere incentivato ad erogare finanziamenti alle imprese produttive con il risultato di consentire alle imprese di accedere al credito bancario e di poterne usufruire a condizioni più favorevoli, disponendo di un merito di credito superiore a quello che si vedrebbero altrimenti riconoscere.
L’operatività dell’istituto del Fondo di Garanzia viene rafforzata dal Decreto ampliando i soggetti che hanno titolo ad accedere alle garanzie erogate mediante l’aggiornamento dei criteri con cui vengono valutate le imprese richiedenti al fine di tenere conto dell’attuale congiuntura economica e semplificando le procedure previste per la richiesta dell’accesso all’agevolazione attraverso la telematizzazione della domanda.
Si tratta delle operazioni, effettuate su tutto il territorio nazionale, di anticipazione del credito, senza che si abbia cessione dello stesso, a favore delle imprese che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione e di operazioni finanziarie di durata almeno pari a 36 mesi.
L’anticipazione del credito vantato nei confronti della Pubblica Amministrazione consente alle imprese creditrici di ottenere l’accredito di liquidità sul proprio conto corrente consegnando al debitore ed alla banca copia delle disposizione irrevocabile di versare il rimborso su di un apposito conto intestato all’impresa ed acceso presso l’istituto che ha concesso l’anticipazione. Normalmente le anticipazioni sono concesse per un ammontare pari all’80%-90% del credito rimborsabile. Al fine di incentivare l’utilizzo dell’istituto dell’anticipazione è prevista la possibilità per l’impresa creditrice di ottenere in via telematica la certificazione del credito. Il Decreto n. 69/2013 prevede anche la possibilità di ottenere dal Fondo una garanzia pari all’80% dell’ammontare della somma richiesta ed anticipata dalla banca.
Il Decreto prevede che lo strumento potrà essere utilizzato per garantire operazioni finanziarie di nuova concessione ed erogazione e non per coprire operazioni già in essere, salvo che si tratti di garantire finanziamenti già concessi, ma che subordinavano la concessione del capitale all’ottenimento della garanzia dal Fondo stesso. Le modalità di attuazione verranno stabilite da un apposito decreto attuativo che dovrà essere emanato da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
Vengono abrogati l’articolo 11, comma 3 del DL n. 185/2008 sugli interventi di controgaranzia del Fondo a favore dei Confidi e le norme del DL n. 201/2011che prevedevano una riserva del Fondo pari all’80% della sua consistenza finalizzata all’erogazione di finanziamenti di consistenza unitaria non superiore a 500 mila euro; viene soppressa la norma in base alla quale veniva estesa alle grandi imprese la possibilità di beneficiare delle garanzie del Fondo PMI per i finanziamento erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti in base a quanto disposto dall’articolo 39, comma 4, del DL 201/2011.
Torna poi una specie di nuova “Sabatini” del 1965 che è stata sempre accolta con favore e ha riscosso successo. Come era nella versione originaria della legge l’articolo 2 del Decreto n. 69/2013 prevede l’erogazione da parte dello Stato di un contributo a fondo perduto a parziale copertura degli interessi che le imprese devono corrispondere sui finanziamenti accesi per l’acquisto di macchinari produttivi.
Il nuovo incentivo all’acquisto di macchinari produttivi è destinato alle piccole e medie imprese così come sono individuate dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea del 6 maggio 2003. Si tratta delle imprese il cui organico sia inferiore alle 250 unità ed il cui fatturato non superi i 50 milioni di euro od il cui totale di bilancio annuale non ecceda i 43 milioni di euro (medie imprese), il cui organico non superi le 50 persone ed il fatturato o il totale di bilancio annuo non superi i 10 milioni di euro (piccole imprese), il cui personale sia inferiore alle dieci unità ed il cui fatturato o il totale di bilancio non superi i 2 milioni di euro (microimprese); il Decreto attuativo potrebbe escludere dall’operatività della norma alcuni settori.
La Cassa Depositi e Prestiti fornirà agli istituti di credito interessati la provvista per l’erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato impiegando i fondi della gestione separata nei limiti di 2,5 miliardi di euro. L’ammontare della provvista potrà essere incrementato. I finanziamenti dovranno essere erogati dagli istituti di credito entro il 31 dicembre 2016 ed avranno una durata massima di 5 anni a partire dalla data di stipula del relativo contratto. L’ammontare massimo del finanziamento viene previsto in 2 milioni di euro per ogni impresa beneficiaria, eventualmente suddivisibili in più finanziamenti. Ogni finanziamento potrà riguardare anche il 100% del costo del bene da acquisire.
La Cassa Depositi e Prestiti e l’ABI provvederanno a stipulare una o più convenzioni al fine di disciplinare l’ammontare del plafond attribuito a ciascun istituto, i contratti-tipo del finanziamento e della cessione del credito posto a garanzia, le attività finalizzate all’esercizio del controllo e del monitoraggio che dovranno essere svolte dalle banche al fine di assicurare la trasparenza nella misura e nella gestione del finanziamento.

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