Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
20 Dicembre 2014

FATCA: la fuga dalla cittadinanza americana

Di cosa si tratta

Gli Stati Uniti applicano un criterio di imposizione che prescinde dal territorio luogo di produzione del reddito e usano a riferimento la cittadinanza. Gli altri Paesi fanno riferimento al criterio di residenza con tutti i problemi in altre sedi illustrati di come si debba individuare tale luogo (nel sito Cfr.: “Residenza fiscale: ovvero dove pagare le tasse se si lavora all’estero”).
A tutti i bambini nati negli Stati Uniti è automaticamente accordata la cittadinanza, come anche i figli di cittadini americani od anche di un solo genitore americano. Molti cittadini americani che vivono all’estero sono nati da coppie in cui almeno uno dei genitori è americano, ma hanno trascorso la maggior parte della loro vita al di fuori degli Stati Uniti. Hanno pochi legami con il paese e poca dimestichezza con la complessità della materia fiscale degli Stati Uniti.
Nel 2010, il Congresso americano ha adottato la normativa FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) per combattere l’evasione fiscale offshore dei propri cittadini e con questa normativa, gli USA pretendono da tutti gli istituti finanziari esteri (banche, assicurazioni sulla vita, fondi d’investimento, fondazioni ecc.), compresi quelli che non operano negli Stati Uniti, nomi e dati dei loro clienti assoggettati al fisco americano.
In base alla legislazione degli Stati Uniti, sono assoggettati all’obbligo fiscale i cittadini americani o stranieri residenti negli Stati Uniti, gli americani espatriati e gli stranieri all’estero con importanti averi negli Stati Uniti. Gli istituti finanziari esteri sono tenuti a registrarsi presso l’autorità fiscale statunitense (Internal Revenue Service, IRS) e a stipulare un accordo, in cui si impegnano a identificare i clienti assoggettati al fisco americano e a comunicare nomi e dati bancari all’IRS. I “FATCA” (Foreign Account Tax Compliance Act) (nel sito: “ Accordo FATCA in materia di informazioni finanziarie: l’Italia si prepara.”) stanno producendo l’effetto di ridurre i cittadini residenti in Italia che conservano la cittadinanza americana.
Prima dell’estate una cittadina italiana con la doppia cittadinanza si era rivolta allo studio per altri temi di fiscalità internazionale emergendo quasi per caso la situazione di specie di essere con doppia cittadinanza. Il fatto non era ritenuto di rilievo ed era emerso casualmente, ma la considerazione delle implicazioni all’epoca non era agevole per compiere le scelte necessarie.
Ora il quadro è più chiaro e consideriamo gli effetti di conservare la cittadinanza americana. La disciplina in vigore da questo anno comporta che l’Italia sia tenuta alla collaborazione con l’amministrazione delle imposte americana nel comunicare i dati reddituali dei cittadini americani prodotti o esistenti in Italia.
Questi redditi per il richiamato principio territoriale sono oggetto di considerazione anche nell’altro Paese, che li fa oggetto di dichiarazione ed imposizione. A questa non è soggetta la detenzione estera in relazione agli Stati Uniti di capitali inferiori a dieci mila dollari o per dei redditi modesti, che non sono determinati in modo unitario, ma dipendono da quanto stabilito da ciascuno Stato.
Gli intermediari finanziari che abbiano relazioni commerciali con gli USA dovranno individuare i soggetti che sono tenuti all’osservanza delle norme fiscali americane e darne comunicazione all’amministrazione fiscale italiana, che a sua volta darà l’informazione finanziaria all’altro Paese.
In pratica un cittadino italo-americano residente in Italia che inconsapevolmente non avesse mai adempiuto agli obblighi dichiarativi nei confronti degli USA e che non fosse a conoscenza di questo, potrebbe scoprirsi evasore in caso di entrata in USA, scoperta che nel caso di capitali di rilievo o di redditi importanti potrebbe produrre effetti devastanti nell’economia dell’interessato, considerato peraltro che il periodo oggetto di considerazione e rilevanza fiscale è di dieci anni.
Questi cittadini in futuro saranno tenuti ad inoltrare la dichiarazione dei redditi all’IRS (Internal Revenue Service) come del resto sono tenuti i cittadini americani provvisti di altra nazionalità a comunicare nella dichiarazione annuale i redditi posseduti all’estero.
L’applicazione di questa normativa va di conseguenza a porre interessanti problemi in ordine al fatto che i redditi diventano soggetti alla doppia imposizione dei due Paesi coinvolti e dovrà essere individuata la soluzione per i vari tipi di situazioni (dividendi, interessi, investimenti mobiliari e non). In applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni sarebbe possibile far valere il credito d’imposta per le tasse versate in Italia, ma il rischio di accertamento per il passato resta.

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