Categorie approfondimento: Estero
29 Settembre 2014

Esportare vetture in Svizzera a seguito di un trasloco

Di cosa si tratta

Torniamo a trattare il tema delle autovetture di proprietà di cittadini italiani usate dagli stessi sul territorio della confederazione elvetica. Nell’articolo “Autovetture svizzere usate da italiani” affrontammo l’argomento per evidenziare quali fossero le principali criticità in materia doganale; nel presente articolo, di taglio prevalentemente pratico, tratteremo invece la specifica ipotesi in cui il cittadino italiano, che abbia ottenuto (o stia per ottenere) il permesso per trasferire la residenza in Svizzera, intenda portare con sé l’automobile conseguentemente immettendola nella Confederazione.
Occorre anzitutto rilevare che i veicoli appartenenti a soggetti che migrano in Svizzera sono considerati alla stregua degli altri beni oggetto del trasloco (c.d. masserizie di trasloco) esclusivamente qualora siano stati utilizzati all’estero, per uso personale o per l’esercizio dell’attività lavorativa, per un periodo di almeno sei mesi e siano destinati, successivamente al trasloco, all’ulteriore utilizzazione personale nel territorio doganale svizzero.
In questo caso il soggetto potrà procedere all’importazione del veicolo dandone comunicazione all’Ufficio Doganale confezionando il modulo relativo a tutte le altre “masserizie di trasloco”, da consegnare in occasione del trasloco stesso, e allegando alcuni documenti fra cui il libretto di circolazione e il permesso di soggiorno svizzero. L’immissione di tali veicoli nel territorio elvetico sarà esente da tributi (c.d. franchigia di tributi).
Una volta trasferito correttamente in Svizzera il veicolo dovrà poi essere immatricolato entro il termine di 12 mesi e nel frattempo potrà circolare con documentazione e assicurazione italiana.
Qualora invece non si rientri nell’ipotesi poc’anzi trattata, quindi nel caso in cui il veicolo sia posseduto dal soggetto migrante da un periodo inferiore a sei mesi, la situazione muta radicalmente e non si potrà godere della franchigia. La vettura sarà infatti considerata come nuova.
Più precisamente, se il soggetto non ha utilizzato il veicolo nel territorio estero per almeno sei mesi, è esclusa l’imposizione in franchigia di tributi come masserizia di trasloco. Tuttavia, con apposita autorizzazione e per un periodo di due anni a partire dalla data della prima entrata del veicolo, il soggetto ha il diritto di utilizzare in franchigia di tributi il veicolo stesso finché questo è destinato all’ulteriore utilizzazione personale nel territorio doganale svizzero. In tal caso, tuttavia, bisognerà prestare attenzione ad osservare tutte le cautele già illustrate nell’articolo “Autovetture svizzere usate da italiani” in quanto il paese di immatricolazione del veicolo non sarebbe lo stesso del paese di residenza del proprietario e ciò potrebbe presentare problemi in caso di attraversamento della dogana.
Prima della scadenza dell’autorizzazione, il veicolo dovrà essere definitivamente regolarizzato in Svizzera (c.d. immissione in libera pratica).
Ebbene, nel caso in esame, l’importazione di un autoveicolo da turismo soggiace all’imposta sugli autoveicoli e l’aliquota corrisponde al 4 per cento del valore del veicolo stesso.
Inoltre dovrà essere assolta l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) che ammonta all’8 per cento.

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