Categorie approfondimento: Estero
10 Settembre 2007

L’esonero da ritenuta sui dividendi corrisposti da società italiana a società elvetica

Di cosa si tratta

Autorevoli interpretazioni confortano la tesi che i dividendi di una società italiana attribuiti al socio, società svizzera, non sono soggetti a ritenuta nello stato italiano. In tale senso si è pronunciata l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 93 del 10 maggio 2007, purché sussistano certe condizioni.
La trattazione del tema fa seguito a quanto scrivevamo nell’articolo in questo sito: “La decisione della Commissione Europea sull’imposizione fiscale dei cantoni svizzeri per le società estere“, con la quale (IP/07/176) si sostiene che alcuni regimi di tassazione delle società, applicati dai cantoni svizzeri a favore di società di partecipazione, miste e di gestione, costituiscono aiuti di Stato e risultano incompatibili con le norme contenute nell’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione Svizzera del 22 luglio 1972.
La Commissione aveva rilevato come la presenza di norme che esonerano dalla tassazione parziale o totale degli utili realizzati all’estero dall’imposta cantonale o municipale sulle società rappresenta un sostanziale incentivo per le multinazionali che hanno stabilito le sedi in Cantoni come quelli di Zug e Schwyz. Nel cantone di Zug le holding companies sono esenti dalle imposte cantonali e municipali e sono unicamente soggette al pagamento delle imposte sul reddito al 4 per cento per un reddito imponibile fino a 100 mila franchi svizzeri e al 7 per cento per l’ulteriore reddito.
La richiamata Risoluzione si riferisce ad un caso in cui la società partecipante ha proprio sede nel cantone di Zug e si afferma che, in virtù dell’Accordo tra la Comunità Europea e la Confederazione elvetica del 29 dicembre 2004, è consentito ai sensi dell’art. 15 di non assoggettare ad imposizione fiscale nello stato d’origine i dividendi corrisposti dalle società-figlie alle società madri a determinate condizioni.
La Risoluzione muove dal richiamare l’art. 200 del Trattato CEE, che al paragrafo 7 prevede una particolare procedura per concludere Trattati tra la Comunità e i Paesi terzi, il cui contenuto ha valore vincolante per gli Stati membri senza necessità di adottare provvedimenti di recepimento nei singoli Paesi. Siccome l’Accordo del 29 dicembre 2004 è stato concluso in conformità a tale norma del Trattato, quello dispiega efficacia senza che lo stato italiano debba adottare altri provvedimenti.
In ordine alla tassazione dei dividendi per l’art. 15, 1° comma, non sono soggetti a ritenuta nel paese i dividendi che fossero attribuiti alla società-madre da una società-figlia italiana; questo in quanto:
  • la società madre detenga almeno una partecipazione del 25 per cento del capitale della società figlia da almeno due anni,
  • una delle due società abbia residenza fiscale un uno stato membro e l’altra la residenza fiscale in Svizzera,
  • nessuna delle due società abbia residenza fiscale in uno stato terzo sulla base di un accordo sulle doppie imposizioni con tale stato terzo,
  • entrambe le società siano assoggettate ad imposta diretta sugli utili delle società senza beneficiare di esenzioni ed entrambe adottino la forma di società di capitali, salve le norme interne dei paesi in ordine alla prevenzione di frodi o abusi.
La Risoluzione afferma che per utilizzare la disposizione dell’Accordo è necessario che non esistano esenzioni da imposta ai tre livelli di tassazione diretta sul reddito: municipale, cantonale e federale.
L’Agenzia ha richiamato la decisione del 13 febbraio 2007 con la quale si è affermato che rappresentano aiuti di stato inammissibili alcuni regimi di tassazione elvetici nella misura in cui possono pregiudicare gli scambi tra la Comunità e la Svizzera, come previsto dall’art. 23 dell’Accordo del 22 luglio 1972 tra la Confederazione e la Comunità.
Sarebbero quindi aiuti di stato quelli consistenti nella esenzione dal reddito imponibile dei redditi prodotti fuori dal territorio elvetico. Quindi le società elvetiche non devono avere un regime che consenta loro l’esonero da imposizione diretta su questi redditi sia che questo consegua a disposizioni di legge che per effetto di provvedimenti amministrativi e per i tre livelli di tassazione: federale, cantonale e municipale.
Per l’esonero tutti i requisiti elencati devono concorrere e andranno documentati; va aggiunto che nulla è detto sulla misura dell’imposizione e quindi, anche se lieve, questa è sufficiente per giustificare la non sottoposizione alla ritenuta.
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