Categorie approfondimento: Energia
20 Maggio 2006

E.S.CO: Energy Service Company

Di cosa si tratta

Espressione nuova E.S.CO. riassume le lettere iniziali di Società di Servizi Energetici (Energy Service Company od anche Energy Saving Company).
Le prime Esco sono nate in America negli anni ‘80 per rispondere alle esigenze di risparmio energetico, nei settori pubblici e anche privati. Allo stato attuale non esiste in Italia alcuna definizione di ESCO.
La delibera 103/03 dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, riferendosi a questo tipo di strumento, ha introdotto il requisito della presenza nell’oggetto sociale, anche in modo non esclusivo, dell’offerta di servizi integrati per la realizzazione e l’eventuale successiva gestione di interventi di risparmio energetico.
Scopo della Esco è di ridurre i consumi energetici degli utenti finali tramite interventi migliorativi, volti al risparmio energetico e finanziario. La particolarità è rappresentata dal fatto che le Esco propongono gli interventi necessari a conseguire gli obiettivi di risparmio energetico con costi a loro carico e non del cliente o utente finale; l’utente non compie un investimento, e non deve pensare a finanziare gli interventi migliorativi degli impianti.
Esco si ripaga dell’investimento compiuto e dei costi dei servizi erogati con parte del risparmio energetico che è l’effetto del suo intervento. Il risparmio è quello rilevato a consuntivo e reale, oppure quello predeterminato da apposite schede, predisposte dall’Autorità Garante, anche ai fini del rilascio dei TEE (titoli di efficienza energetica).
I rischi dell’operazione, sia finanziari sia tecnici, sono a carico della Esco, e, se l’intervento risulta tecnicamente inadatto e non remunerativo, è la Esco che ne sostiene i costi e non l’utente; il rischio tecnico e, in alcuni casi, anche il rischio finanziario sono infatti garantiti dalla Esco, che ne risponde nell’ipotesi di mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.
In contratto si pattuisce che la differenza tra la bolletta energetica prima e dopo intervento migliorativo è a favore della Esco, in tutto o in parte, fino alla fine del periodo di recupero dell’investimento, previsto nel contratto. Allo scadere l’utente diventerà proprietario delle parti di impianto migliorate e beneficerà della maggiore efficienza dell’impianto; in quel momento deciderà se curare in proprio la gestione o se affidarla ancora alla Esco. Obiettivo della Esco è dimensionare l’intervento con una ottica di costi benefici con vantaggio del Cliente finale e della Esco per tutta la vita dell’impianto.
Il quadro, nel quale si inserisce l’opportunità data dalle Esco, è per l’Europa, in relazione all’energia elettrica, quello derivante dalla direttiva n. 96/92/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996, modificata poi dalla Direttiva 2003/54 del 26 giugno 2003, relative alle norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, alla quale ha fatto seguito il D.L.vo 16 marzo 1999, n. 79, che ha dato attuazione alla liberalizzazione del mercato elettrico; mentre per il settore del gas naturale vi è stata la Direttiva 2003/55 del 26 giugno 2003, relativa alle norme comuni per il mercato interno del gas naturale, che ha abrogato la Direttiva 98/30/CE sulla cui base era stato adottato il D.L.vo 23 maggio 2000, n. 164.
Sulla materia è recentemente intervenuta la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 aprile 2006, n. 32 (pubblicata il 27 aprile ed entrata in vigore il 17 maggio 2006, che ha considerato le Esco espressamente.
Ai vantaggi si contrappongono complessità contrattuali e la necessità di predisporre capitolati dettagliati. Le clausole devono servire a garantire l’utente affinché l’intervento realizzato sia energeticamente efficiente e tecnicamente valido, anche tenendo conto dell’andamento del mercato dei vettori energetici e delle tecnologie, ed ESCO in modo che riesca a rientrare dei costi sostenuti ed a realizzare una certa quota di profitto.
Tali aspetti individuano una dimensione economica minima dell’intervento sotto la quale non è opportuno ricorrere al FTT (finanziamento tramite terzi: FTT o TPF). Non vi è un valore definito, ma in genere il finanziamento tramite terzi diventa attivabile oltre i €. 50.000.
I punti da considerare riguardano i consumi energetici dell’utente ex-ante ed ex-post, il possibile andamento dei prezzi di elettricità, gas naturale ed altri combustibili, l’affidabilità delle fonti naturali nel caso degli impianti basati su fonti rinnovabili, la possibilità di prevedere adeguamenti dei corrispettivi dovuti in base all’andamento del mercato e dei risultati effettivamente conseguiti grazie all’intervento, la determinazione di eventuali penali, la stipula delle opportune garanzie ed assicurazioni sia dal punto di vista finanziario, sia da quello tecnico. La complessità dipende dalla maturità o dalla standardizzazione dell’intervento considerato.
Il ricorso alle ESCO è sicuramente un’opportunità interessante e vantaggiosa in molti casi, sia per la Pubblica Amministrazione, sia per i privati, che richiede accortezze al fine di conseguire i risultati sperati.
Con l’entrata in vigore dei decreti “copia” del 24 aprile 2001 (in GU n. 117 del 22/5/2001 – Suppl. Ord. n. 125), emanati dal Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, relativi uno al gas e l’altro all’energia elettrica, ha preso avvio il programma quinquennale (2002 – 2006) di incentivazione del risparmio energetico e dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, in coerenza con gli impegni previsti dal protocollo di Kyoto sulla tutela ambientale. Agli strumenti di risparmio energetico, già promossi in passato dalla legge n. 308/82 e dalla l. n. 10/91, i decreti affiancano altre tipologie di interventi, individuati nei rispettivi allegati.
I decreti fissano gli obiettivi quantitativi nazionali di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di energia (ai sensi dell’art. 9, comma 1, D.Lvo 16 marzo 1999, n. 79) e del risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili (di cui all’art. 16, comma 4, D.Lvo. 23 maggio 2000, n. 164), che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione nei diversi settori.
La verifica dei risultati conseguiti o l’applicazione delle sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi si basa su un meccanismo il cui controllo è attribuito all’Autorità per l’Energia elettrica e il gas alla quale è demandata l’emanazione delle regole attuative della nuova disciplina.
I costi dei progetti potranno essere recuperati attraverso quote di partecipazione dei clienti finali, finanziamenti statali, regionali, locali, comunitari e, infine, ricavi della vendita di titoli di efficienza energetica. Il meccanismo prevede il rilascio da parte dell’Autorità di titoli di efficienza energetica (TEE) negoziabili sul mercato dell’energia elettrica che certifichino il risparmio di energia conseguito con gli interventi effettuati. A fronte degli specifici obblighi per i distributori di gas ed energia elettrica di perseguire risparmi di energia crescenti si apre il mercato dell’efficienza energetica.
Il quadro normativo appare innovativo dal momento che muta radicalmente le precedenti politiche per la promozione del risparmio energetico basate su forme di incentivazione diretta o strumenti come la fissazione a livello normativo di standard di efficienza per apparecchi e componenti.
Una novità si rinviene tra le possibili modalità di esecuzione degli interventi individuate dai decreti; si stabilisce che i progetti predisposti possono essere eseguiti:

  • direttamente dalle imprese di distribuzione;
  • tramite società dalle stesse controllate;
  • tramite “società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili”.

La statuizione apre l’ingresso del mercato a nuovi soggetti, le ESCO, cioè società di servizi per la gestione ottimale delle fonti energetiche, promosse con raccomandazione della Commissione Europea ancora del 29/3/88 (su GUCE 15/5/88). Il nuovo tipo di concorrenza si incentrata non più sui prezzi, ma sulla qualità dei servizi offerti.
Le ESCO potranno realizzare interventi di risparmio energetico per i quali l’Autorità rilascerà i titoli di efficienza. I distributori, che sceglieranno di non effettuare interventi diretti, potranno acquistare i TEE dalle ESCO attraverso contratti bilaterali o nell’apposito mercato e presentarli all’Autorità per la periodica verifica del raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico, ai quali sono tenuti. La disposizione introduce uno schema finanziario innovativo, sostenuto e promosso dall’Unione Europea (v. i programmi comunitari Thermie, Save e Greenlight), poichè consente di effettuare interventi di risparmio energetico di dimensioni anche notevoli, facendo ricorso al capitale privato.
FTT -finanziamento tramite terzi (o TPF third party financing)- è un meccanismo tecnico-finanziario con il quale un soggetto, la ESCO, si accolla totalmente i costi del programma di intervento (consulenza, diagnosi, progettazione, capitale, attrezzature, installazione, gestione e manutenzione). Gli utili destinati a coprire ed a garantire l’ammortamento degli investimenti, operati dalla ESCO, sono condizionati e costituiti dalle economie prodotte e quindi dall’effettivo risparmio energetico ottenuto con l’intervento e previsto nel contratto, ed anche il rischio dell’investimento è totalmente a carico della società.
Anche le pubbliche amministrazioni potranno usufruirne dal momento che gli investimenti di efficienza energetica sono a carico della società aggiudicataria dell’appalto, che provvederà alla realizzazione di interventi di miglioramento degli impianti negli edifici ed altro, magari imposti da provvedimenti normativi sulla sicurezza e l’uso razionale dell’energia; il costo per l’utente finale rimarrà invariato, nonostante il risparmio, per tutto il tempo necessario alla ESCO per recuperare i costi ed ottenere la propria remunerazione, mentre alla scadenza del contratto il risparmio derivante dalle migliorate prestazioni degli impianti e delle apparecchiature andrà interamente a vantaggio del committente.
La possibilità di ottenere un incremento dell’efficienza degli impianti a condizioni vantaggiose non è l’unico modo per le pubbliche amministrazioni di prendere parte al meccanismo descritto; la costituzione o l’acquisizione di partecipazioni di società aventi ad oggetto lo svolgimento di attività di interesse generale rientra nell’esercizio della capacità di diritto privato delle amministrazioni locali e, poichè i decreti non richiedono particolari requisiti in relazione alle società “terze”, gli enti possono operare come ESCO attraverso società da loro controllate o partecipate. Le ESCO possono essere società private o agenzie energetiche pubbliche o società miste.

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