Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
3 Giugno 2014

Enasarco: il suo tribunale è a Roma

Di cosa si tratta

Si afferma con costanza che il tribunale competente per le controversie che si instaurano con Enasarco sia quello di Roma.
Tesi opposta abbiamo provato a sostenere anche di recente sino a decidere poi di abbandonare la questione, che a nostro avviso richiede approfondimenti ulteriori in funzione di un possibile cambiamento del pensiero della giurisprudenza (Tribunale Roma, Sezione Lavoro, Presidente dott. Paolo Sordi, sentenza 27 maggio 2014, n. 5887). Abbiamo ritenuto infatti di non insistere sull’eccezione in quanto nell’economia del giudizio il risultato più utile per il cliente ci consigliava di procedere in tale senso dal momento che il Giudice aveva ritenuto di trattare le questioni formali dopo l’esperimento dell’attività istruttoria.
La competenza per territorio si determina in modi diversi se si tratta di individuare il giudice “previdenziale”; questo è individuato in riferimento all’oggetto della controversia (art. 444 cod. proc. civ.).
Il 3° co. dell’art. 444 cod. proc. civ. prevede che: “Per le controversie relative agli obblighi dei datori di lavoro e all’applicazione delle sanzioni civili per l’inadempimento di tali obblighi, è competente il tribunale, in funzione di giudice del lavoro, del luogo in cui ha sede l’ufficio dell’ente”; non la sede, ma l’ufficio dell’Ente e comunque per le contese relative agli obblighi dei datori di lavoro e all’applicazione delle sanzioni civili per l’inadempimento di tali obblighi.
Si è già ritenuto che: “Quando l’ente previdenziale interessato ha per legge un’unica sede, o ha centralizzato la riscossione presso una sola sede, le controversie concernenti gli obblighi contributivi appartengono alla competenza del giudice del luogo di tale sede (Cass. 7 marzo 2002 n. 3303 nel caso dell’Enasarco; più di recente l’orientamento è stato seguito anche da Tribunale di Firenze 8 aprile 2009, n. 446).
L’Ufficio qualificato quale “Responsabile dell’accertamento” dall’Enasarco stesso è quello di Milano dei ben 19 Uffici decentrati dell’Ente. Non vi sono ragioni che deroghino a quanto previsto dalla lettera della norma e pertanto si era eccepita l’incompetenza territoriale del Tribunale adito.
Affermare che sia l’appartenenza all’Ufficio del “potere di gestione esterna”, se vale a individuare la competenza nei casi di “concentramento amministrativo” (per i casi di riconduzione ad un unico Ufficio della competenza esterna per la contestuale competenza anche di altri (ipotesi di aziende con dipendenti in più luoghi nel territorio italiano), non soccorre a rinforzare il fondamento del principio, che sembra più una giustificazione che il reperimento di un fondamento.
Inoltre la deroga territoriale riguarderebbe le controversie relative agli obblighi dei “datori di lavoro e all’applicazione delle sanzioni civili per l’inadempimento di tali obblighi”, ipotesi che non ricorre nei rapporti di agenzia tra società, soprattutto se di capitale.
Si trattava principalmente invece di rapporti tra società per le quali si deve stabilire se l’obbligo contributivo esista sia in termini generali di correttezza di sistema che di concrete fattispecie di accordi di “agenzia”.
Per le ragioni svolte si è ritenuto che la competenza sia quella del Tribunale di Milano anche in forza di un criterio concorrente di livello costituzionale in ordine al decentramento, che non riguarda solo il piano amministrativo, a tacere del fatto che per gli Enti di analoga natura il principio è l’opposto.

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