Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
4 Ottobre 2011

Enasarco agenti commerciali: i costi della previdenza

Di cosa si tratta

Come svolto in altri articoli nel sito, l’agente di commercio è tenuto a pagare l’Enasarco, ma anche la contribuzione dovuta all’INPS. Vediamo più da vicino questi costi.
All’Enasarco l’agente deve versare per l’anno 2011, gli importi dei nuovi valori dei Massimali Enasarco 2010 e dei Minimali Enasarco 2010, che sono stati rivalutati dalla Fondazione Enasarco all’indice ISTAT, e questi valori rimarranno validi per due anni e sono anche i Massimali Enasarco 2011 e i Minimali Enasarco 2011. Gli importi sono differenti a seconda che si tratti di Agenti Plurimandatari o Monomandatari.
Per gli agenti PLURIMANDATARI: Massimale Provvigionale annuo è pari a 15.810,00 Euro e il Minimale Contributivo annuo è pari ad 396,00 Euro.
Per gli agenti MONOMANDATARI il Massimale Provvigionale annuo è pari a €. 27.667,00 e il Minimale Contributivo annuo è pari a €. 789,00.
I Contributi sono così suddivisi: L’Aliquota Enasarco 2011 è il 13,50% e il 50% è a Carico dell’Agente (trattenuta), mentre il 50% è a Carico dell’Azienda.
I Massimali sono gli importi provvigionali massimi su cui calcolare i Contributi. Indipendentemente dalle provvigioni fatturate dall’Agente di Commercio alla Ditta Mandante (sia per l’Agente Mono Mandatario che Pluri Mandatario), l’importo massimo su cui calcolare i contributi viene fissato dalla Fondazione Enasarco e questo importo viene rivalutato ogni due anni in base all’indice ISTAT; la prossima rivalutazione sarà nel 2012.
Per Minimali Enasarco si intendono gli importi provvigionali minimi su cui calcolare i Contributi. Indipendentemente dalle provvigioni fatturate dall’Agente di Commercio alla Ditta Mandante, l’importo minimo su cui calcolare i contributi viene fissato dalla Fondazione Enasarco con rivalutazione ogni due anni in base all’indice ISTAT e la prossima avverrà nel 2012.
Le Aliquote Enasarco sono le percentuali da applicare per la determinazione dell’importo delle trattenute. È grazie a questa Percentuale che vengono determinati gli importi delle trattenute. L’aliquota attualmente è in vigore il 13,50 %.
Per quanto riguarda la contribuzione INPS degli agenti ci limitiamo a riportare il contenuto principale non considerando tutte le situazioni al fine di non confondere la comparazione.
Il contributo previdenziale INPS dovuto dagli iscritti alla gestione pensionistica dei commercianti (fra iquali sono compresi gli agenti di commercio) è della misura del 20% del reddito d’impresa o partecipazione a società o imprese familiari.
C’è poi l’aliquota aggiuntiva dello 0,09% destinata al finanziamento del cosiddetto “scivolo pensionistico”, che è la possibilità di cessare l’attività 3 anni prima del pensionamento di vecchiaia (e quindi a 62 anni per gli uomini o 57 anni per le donne), fruendo di un indennizzo mensile pari a €. 458,00, in via provvisionale; al raggiungimento della pensione di vecchiaia (65 anni per gli uomini o 60 anni per le donne) non verrà più corrisposto l’indennizzo, ma verrà erogata dall’INPS la pensione maturata. Per gli agenti di commercio che operano in forma individuale si può utilizzare l’istituto.
I nuovi parametri per il calcolo dei contributi dovuti alla gestione pensionistica INPS dei commercianti sono quindi:
Contribuzione sul minimale di reddito: – Reddito minimo annuo imponibile: €. 14.334,00. Su tale valore minimo, per ciascuno dei soggetti operanti nell’impresa (titolari e collaboratori), devono essere applicate le seguenti aliquote contributive:
20,09% per titolari e collaboratori,
17,09% per collaboratori di età non superiore a 21 anni.
Contributo annuo minimo:
euro 2.887,14 per titolari e collaboratori,
euro 2.457,12 per collaboratori di età non superiore a 21 anni.
Contributo mensile minimo:
euro 240,60 per titolari e collaboratori,
euro 204,76 per collaboratori di età inferiore a 21 anni.
Questo valore mensile va utilizzato nel caso di cessazione o inizio dell’attività nel corso dell’anno.
Contributi sul reddito eccedente il minimale.
Il contributo in acconto, dovuto per l’anno sul reddito eccedente il minimale, deve essere calcolato in via provvisoria tenendo conto della totalità dei redditi d’impresa prodotti l’anno prima e dichiarati nel modello unico da presentare nel corso dell’anno successivo.
Il contributo deve essere calcolato con le seguenti aliquote:
1) 20,09 per cento del reddito compreso fra €. 14.334,00 ed €. 42.364,00;
2) 21,09 per cento del reddito da €. 42.364,00 e fino al massimale della gestione pari a €. 70.607,00.
Per i collaboratori di età non superiore a 21 anni, le aliquote sono ridotte rispettivamente al 17,09 per cento ed al 18,09 per cento.
Per i periodi di assicurazione inferiori all’anno, il massimale della gestione pari a euro 70.607,00 deve essere rapportato a mese.
Il massimale di gestione non opera per i lavoratori che siano stati iscritti per la prima volta nell’assicurazione obbligatoria con decorrenza successiva al dicembre 1995. In questo caso il massimale annuo da prendere a riferimento ai fini della sussistenza dell’obbligo assicurativo è pari, nel 2010, a euro 92.147,00.
Il massimale annuo non è frazionabile a mese.
Per i soci di s.r.l., che svolgono attività lavorativa in azienda e che siano, quindi, iscritti alla Gestione dei commercianti, la base imponibile è costituita dalla parte del reddito d’impresa, dichiarato dalla s.r.l. ai fini fiscali, attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, prescindendo dagli eventuali accantonamenti a riserva o dall’effettiva distribuzione degli stessi.
Resta salvo anche in questo caso il rispetto del minimale e del massimale contributivo.
Qualora la somma dei contributi sul minimale e di quelli in acconto versati per l’anno risulti inferiore a quanto dovuto rispetto alla “totalità dei redditi d’impresa” realizzati nello stesso anno, dovrà essere effettuato un “versamento a saldo”, entro il termine fissato per la denuncia dei redditi nell’anno successivo.
Qualora i redditi denunciati dovessero risultare inferiori a quelli dell’anno precedente, presi provvisoriamente a riferimento per i versamenti in acconto, le maggiori somme anticipate potranno essere recuperate detraendole dalla contribuzione sul reddito eccedente il minimale.
Per il reddito ai collaboratori il reddito imponibile ai fini del calcolo contributivo per i familiari collaboratori dovrà essere effettuata con le seguenti modalità:
– nel caso di impresa familiare formalmente costituita ai fini fiscali, il contributo va calcolato sulla quota di reddito denunciato ai fini fiscali dal titolare e da ciascun collaboratore;
– nel caso di aziende non costituite in impresa familiare, il titolare può attribuire a ciascun collaboratore una quota del reddito denunciato ai fini fiscali, nei limiti del 49 per cento del reddito complessivo d’impresa.
Il contributo pensionistico per ciascun collaboratore verrà calcolato sulla quota di reddito attribuita.
Vi è inoltre il contributo mensile di maternità è stato fissato in €. 0,62 e per ciascun soggetto iscritto alla Gestione pensionistica commercianti, il contributo di maternità è compreso negli importi, relativi al minimale.
Si applica anche la disposizione in base alla quale i lavoratori autonomi, con più di 65 anni di età e già pensionati presso le gestioni INPS, possono, a richiesta, versare una contribuzione pensionistica ridotta del 50%, con riduzione del corrispondente supplemento di pensione.

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