Categorie approfondimento: Energia
12 Dicembre 2006

Efficienza energetica: la cogenerazione

Di cosa si tratta

Viene definita “cogenerazione” la produzione congiunta di energia elettrica e termica, ottenuta tramite impianti o moduli cogenerativi. Rispetto alla produzione tradizionale di energia il rendimento e il risparmio energetico risultano molto superiori.
Si tratta di un sistema nel quale a partire da un combustibile (gas, olio combustibile, biomasse, ecc.) si produce energia elettrica, e il calore derivante da tale processo, invece di essere sprecato, come nella produzione tradizionale di elettricità, viene riutilizzato all’interno di processi industriali o per usi civili. Può accadere anche l’opposto, cioé può essere prima prodotto calore per utilizzazioni ad alta temperatura ed il calore residuo venire utilizzato per produrre energia elettrica.
Il vantaggio della cogenerazione ad alto rendimento è quello di accorpare due fasi altrimenti distinte: da un lato la produzione di energia elettrica e dall’altro la produzione di calore in una caldaia tradizionale, accrescendo il rendimento complessivo e assicurando un risparmio energetico. In un solo processo l’energia contenuta dal combustibile viene maggiormente sfruttata e questo fatto comporta, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore, un risparmio in termini economici, energetici, riduzione di combustibile da utilizzare per produrre energia elettrica e termica, e di emissioni in atmosfera.
Il Consiglio dei Ministri del 27 ottobre 2006 ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo, che attua la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 febbraio 2004, con lo scopo di incentivare la diffusione della cogenerazione ad alto rendimento, vale a dire la produzione combinata in un unico processo di energia elettrica ed energia termica.
Il decreto, che ora dovrà passare al vaglio delle Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata, non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e quindi ciò non rappresenta un impedimento alla prosecuzione dell’iter; riteniamo di parlarne già ora in quanto notevole è l’attesa in proposito e non dovrebbero esserci particolari ostacoli vista la conformità alla Direttiva.
Lo schema di decreto conferma per la cogenerazione ad alto rendimento il regime di sostegno previsto dal decreto Bersani del 1999 (n. 79), che prevedeva per la cogenerazione sia la priorità di dispacciamento, sia l’esenzione dall’obbligo, previsto per produttori e importatori di energia elettrica, di immettere in rete una certa percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili o di acquistare in proporzione certificati verdi sul mercato.
Lo schema prevede una riorganizzazione dei criteri per l’assegnazione in futuro dei certificati bianchi alla cogenerazione ad alto rendimento, tale da renderla più appetibile. Il decreto legislativo stabilisce che, fatti salvi i diritti acquisiti, d’ora in avanti la cogenerazione applicata al teleriscaldamento avrà la stessa incentivazione della cogenerazione ad alto rendimento e quindi non beneficerà dei certificati verdi, ma dei certificati bianchi.
La diffusione della cogenerazione in Europa non è omogenea e dipende anche dalle caratteristiche climatiche, nonché dal fatto che l’utilizzo del calore richiede che l’utenza termica non sia molto distante dall’impianto di cogenerazione, non giustificandosi economicamente il costo del trasporto del calore.
I benefici del D.Lgs n. 79/99 consistevano nell’esonero dall’obbligo di acquisto dei certificati verdi per i produttori e gli importatori di energia elettrica con produzioni ed importazioni annui da fonti non rinnovabili non eccedenti i 100 GWh (art. 11, comma 2,) e la precedenza nell’ambito del dispacciamento di questa energia da cogenerazione rispetto all’energia da fonti convenzionali (art. 11, comma 4).
Con deliberazione N.ro 42/2002 l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha stabilito le condizioni che la produzione combinata di energie elettrica e calore deve avere per essere definita “cogenerazione” al fine dei benefici previsti.
In conformità alla previsione della Direttiva 2004/8 vanno incoraggiati investimenti che si inseriscano in un quadro di stabilità e abbiano almeno il respiro di un regime di sostegno per quattro anni; per detta ragione il regime delle nuove disposizioni dovrà avere durata almeno sino al 2010.
Usando i criteri della delibera AEEG n. 42/2002 a livello nazionale si ottiene un risparmio superiore al 10%, misura prevista dalla Direttiva, e quindi il Governo ha ritenuto adatta la definizione della cogenerazione ad alto rendimento utilizzando quella esistente, anche per evitare variazioni normative che tolgono certezza agli operatori di settore.
Si introduce col Decreto la “Garanzia di origine di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento”, al cui rilascio è deputato il Gestore del Servizi Elettrici (GSE), che viene accordato quando la produzione è di almeno 100MWh; è garantita anche la produzione fino a 20MWh includendo la piccola cogenerazione.
Il regime di sostegno, previsto dall’art. 6 del Decreto legislativo conferma le misure del D.Lgs n. 79/1999, consistenti nell’obbligo di utilizzazione prioritaria dell’energia elettrica prodotta da cogenerazione ed esenzione, per la medesima elettricità, dell’obbligo di immissione in rete di una quota di elettricità da fonti rinnovabili.
Ulteriore beneficio è dato dal disporre di Titoli di Efficienza Energetica, riconosciuto per interventi che conseguono una riduzione dei consumi di energia a parità di servizio all’utente finale. È presa anche in considerazione l’abbinata della cogenerazione al teleriscaldamento in considerazione del fatto che i titoli sono di tre tipi, ma solo due (titoli che danno risparmio di energia elettrica e titoli associati al risparmio anche del gas metano) sono quelli che producono effetti economici per avere copertura nelle tariffe dell’energia elettrica e del gas, mentre non hanno copertura le altre forme di energia (titoli di risparmio di altre forme di energia che non siano le altre due), salva espressa indicazione da legge specifica.
Ancora l’art. 6, 3° comma del Decreto prevede che altro decreto del Ministero dello Sviluppo Economico stabilisca criteri per l’incentivazione della cogenerazione ad alto rendimento, tenendo conto della potenza elettrica dell’impianto, il rendimento complessivo dell’impianto, il calore utile, gli aspetti innovativi dell’impianto e le modalità di uso del calore utile, il risparmio energetico conseguito e la relativa persistenza nel tempo, la tipologia di combustibile impiegato e le emissioni inquinanti e climalteranti.
Avendo i Certificati Verdi la funzione di attestare la produzione da sole fonti rinnovabili, le altre attestazione si riferiranno all’efficienza energetica (cogenerazione, energia da rifiuti), e a regime avremo solo Certificati Bianchi anche per la cogenerazione abbinata al teleriscaldamento, mentre i certificati verdi vi saranno ancora per quegli soli impianti che abbiano avuto l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio prima dell’entrata in vigore del Decreto.
Varie ragioni avevano consigliato di attribuire i certificati bianchi e con l’art. 14 si è ritenuto di riportare il meccanismo di incentivazione della cogenerazione, anche abbinata al teleriscaldamento, nell’ambito più appropriato dell’efficienza energetica.
Entro tre mesi dall’emanazione del Decreto l’AEEG è tenuta a definire le regole tecniche di connessione alla rete, semplificandole, essendo le esistenti adatte per i grandi produttori, ma penalizzanti per i piccoli. Come previsto già dal D.Lgs 29/12/2003, n. 387, all’art. 14, analoghe disposizioni, esistenti per le produzioni da fonti rinnovabili, dovranno essere date per la cogenerazione dei piccoli produttori.
Sul piano della semplificazione amministrativa è in particolare la Provincia l’ente al quale saranno demandate le singole competenze sul controllo e sull’uso, nonché la programmazione degli interventi per la promozione e l’autorizzazione all’installazione e all’esercizio.
Al fine di monitorare e controllare il settore e capire esattamente quanto si produca, il GSE è demandato a raccogliere i dati sulla cogenerazione, assieme ai dati relativi alle agevolazioni pubbliche accordate dalle Amministrazioni e per tipologie di impianto.

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