Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
15 Novembre 2015

Edizione critica e carattere creativo

Di cosa si tratta

“Le edizioni critiche di opere musicali possono presentare il requisito del carattere creativo, richiesto dalle norme sul diritto d’autore ai fini dell’accesso alla relativa tutela e che va accertato caso per caso”; con questa massima si pronunzia la Corte d’appello di Torino nell’affermare la relatività della tutela dell’edizione critica (25 settembre 2008).
La domanda è se questa “nuova” opera ha tutela di diritto d’autore.
L’edizione critica ha ora una tutela espressa nella legge con l’art. 85-quater, introdotto nel 1997 alla legge n. 633/1941 in attuazione della Direttiva 93/98 sulla armonizzazione della durata del diritto d’autore ed alcuni diritti connessi.
La norma ora fa salvo il diritto di autore (“Senza pregiudizio dei diritti morali dell’autore..”) e tutela chi pubblica in qualunque modo e qualunque mezzo edizioni critiche e scientifiche di opere di pubblico dominio al quale viene riconosciuto il diritto esclusivo di utilizzazione economica, che risulta dall’attività di revisione.
La norma esplicitamente afferma il diritto ad indicare il nome del curatore e prevede la durata di tali diritti in venti anni dalla prima pubblicazione.
La sentenza che si è richiamata si riferisce ad attività antecedente alla Novella normativa e, per ammetterne la tutela giuridica, doveva essere dimostrata la natura di opera dell’ingegno con l’applicabilità conseguente delle norme sul diritto d’autore.
La distinzione tra la tutela del diritto d’autore e la tutela apprestata al diritto connesso sono diverse e per capire a quale delle due si debba fare riferimento è necessario valutare da vicino l’opera critica.
Nel giudizio, che si è concluso con la richiamata sentenza, il tema della creatività dell’opera dell’autore dell’edizione critica è stato affrontato ed imposto dalla Cassazione (derivando da un giudizio di rinvio di quest’ultima), che ha affermato che: “In tale indagine il giudice di merito non può non tenere conto della eventuale, allegata incertezza di un testo originario, e della necessità, per quegli che pone mano alla elaborazione, di pervenire ad una sua individuazione mediante un’attività di deduzione, di interpretazione e di critica, che può essere creativa nel senso di dare luogo ad un contributo espressivo autonomo” (Cass. 26 settembre 2000, n. 559/2001).
La Corte d’appello infatti, adeguandosi alla pronunzia della Cassazione, aveva disposto una consulenza tecnica demandando al nominato di accertare se vi fosse stato apporto creativo.
Individuata la presenza di questo elemento, la Corte ha riconosciuto la tutela e ha disposto un indennizzo a favore dell’autore non potendo, per mancanza di forma scritta essendo uno dei contraenti una pubblica amministrazione, disporre la condanna al pagamento della somma pattuita per l’utilizzazione dell’opera.
Fuori dal narrato proprio della vicenda che ha portato alla sentenza, ciò che si può ricavare dalla pronunzia in termini generali è che le edizioni critiche hanno maggiore valenza, tanto da potersi riconoscere il diverso diritto d’autore, tanto più quanto l’opera oggetto di rivisitazione stia in una condizione di lacunosità da impegnare maggiormente l’attività dell’interprete.
Le elaborazioni di carattere creativo che abbiano per la loro realizzazione uno spazio di integrazione tecnica maggiore sono più facilmente riconoscibili come oggetto di tutela in ragione della maggiore possibilità espressiva dell’interprete che ha il dovere di suffragare con la propria cultura e le ricerche la possibilità di pervenire ad una elaborazione che si distacchi nettamente da quanto è esistente.

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