25 Novembre 2017

Donazione tipica ad esecuzione indiretta per il trasferimento titoli tra conti di soggetti diversi

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono state demandate a risolvere il problema qualificatorio dell’atto con il quale un disponente trasferisce dei titoli dal proprio dossier titoli in banca a favore del conto deposito di altro soggetto senza che vi sia stata una controprestazione.
La Corte (27 luglio 2017, n. 18725) ha ritenuto che si debba qualificare l’operazione quale donazione, ma ad esecuzione indiretta, che comporta la soggezione a forme solenni dell’atto a pena di nullità (atto notarile).
Avere riportato la disposizione del donante fuori dall’ambito degli altri atti di liberalità, previsti dall’art. 809 cod. civ. per i quali la forma solenne non è necessaria, invalida le diffuse prassi di passare attraverso questa modalità operativa per arrivare al medesimo risultato.
Non si avrebbe nessun atto diretto di liberalità tra soggetto disponente e beneficiario, mentre avremmo un atto con una attribuzione liberale a favore del beneficiario attraverso un mezzo, il bancogiro, diverso dal contratto di donazione.
La necessità della forma solenne per la donazione era stata introdotta dalla volontà di preservare il donante, al quale il notaio rappresenta l’importanza dell’operazione, dagli effetti negativi che si producono nel suo patrimonio a presidio del quale il legislatore ha voluto non lasciare sprovvisto il disponente.
L’operazione bancaria in esecuzione dell’ordine del donante svolgerebbe una funzione esecutiva di un atto negoziale che è esterno e intercorre tra il donante e il beneficiario.
Il trasferimento dei valori da un patrimonio ad un altro è legato alla giustificazione degli effetti del trasferimento con realizzazione indiretta di quella causa donandi che deve sottostare all’operazione di trasferimento.
Alla luce di questo si pone il tema di valutare l’esistenza di una volontà liberale che per essere preservata ed evitare la ripetibilità dell’attribuzione patrimoniale da parte del donante richiede l’atto pubblico di donazione, salvo che si tratti di donazione di modico valore.
La Corte ha quindi affermato il principio: “il trasferimento per spirito di liberalità di strumenti finanziari dal conto di deposito titoli del beneficiante a quello del beneficiario realizzato a mezzo banca, attraverso l’esecuzione di un ordine di bancogiro impartito dal disponente, non rientra tra le donazioni indirette, ma configura una donazione tipica ad esecuzione indiretta; ne deriva che la stabilità dell’attribuzione patrimoniale presuppone la stipulazione dell’atto pubblico di donazione tra beneficiante e beneficiario, salvo che ricorra l’ipotesi della donazione di modico valore.

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