Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
5 Agosto 2016

La c.d. legge “dopo di noi”

Per la protezione del patrimonio ha rilievo la recente legge del 24 giugno 2016, n. 112, chiamata “Dopo di noi”, cioè con riferimento alle posizioni deboli di coloro che sono affetti da disabilità grave e che si trovano esposti alla realtà successiva alla perdita di coloro che nella vita si erano dati carico di loro per ogni aspetto.
Il tema è di vasta importanza perché tocca istituti giuridici che richiederebbero disposizioni chiarificatrici di regime; si pensi al trust e al vincolo di destinazione per i quali ancora si discute del regime di tassazione piuttosto che per i limiti di validità in relazione alla posizione di terzi. Per alcuni aspetti la nuova normativa è un’altra occasione mancata.
Ci stiamo occupando essenzialmente di un’ipotesi di protezione patrimoniale particolare, funzionale alla protezione di alcuni soggetti; le norme vorrebbero fare in modo che beni ed attività non vengano distratte dall’obbligo che si va a costituire di conservare i beni alla destinazione di protezione del soggetto debole.
Obiettivo dichiarato è disciplinare “misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave” non derivanti da invecchiamento o quanto connesso alla senilità, “prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno genitoriale”.
La legge appresta “misure di assistenza, cura e protezione” integrate nel “progetto individuale” con particolare riferimento al “recupero e all’integrazione sociale, nonché le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale”. Nel progetto individuale sono definiti le potenzialità e gli eventuali sostegni per il nucleo familiare, come indicato dalla legge 8 novembre 2000, n. 328.
Dettate le finalità, l’art. 1 esce dal regime pubblicistico per aprirsi a considerare le agevolazioni per “erogazioni da parte di soggetti privati, (con) la stipula di polizze di assicurazione, la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter cod. civ. e di fondi speciali, composti da beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS e altre figure), riconosciute come persone giuridiche, che operano prevalentemente nel settore della beneficenza, in favore di persone con disabilità grave, secondo le modalità e alle condizioni previste dagli artt. 5 e 6 della presente legge”.
Si apre quindi un canale per apportare risorse legate alla destinazione per agevolare queste forme e ad opera di soggetti “privati”. Andiamo così a distinguere la compagine familiare e l’apertura ad altri soggetti privati.
Non si può non convenire su quanto questo sia importante. I più motivati sono ovviamente coloro che si danno carico di queste figure deboli al presente, ma pensano al futuro e poi tutti coloro che, in luogo di liberalità a destinazione generica, amerebbero pensare a “quella” persona; pensiamo all’amico che vuole aiutare un debole figlio di un amico; una donazione modale, un testamento con oneri specifici all’esecutore testamentario, prima di questa legge avrebbe avuto effetti pesanti per il prelievo fiscale (non essendo parente l’imposta di successione o donazione è all’otto per cento).
Ora gli “altri privati” potranno usare questi strumenti e fare beneficiare il destinatario di una prospettiva di vita diversa, magari non “istituzionalizzata”, come infelicemente espresso dalla norma.
Soffermiamoci sugli istituti e i soggetti individuati:
– polizze di assicurazione,
– costituzione di trust,
– vincoli di destinazione di cui all’art. 2645-ter cod. civ.
-fondi speciali con beni sottoposti a vincolo di destinazione e disciplinati con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
Saltando gli artt. 2, 3 e 4 della Legge, relativi alla parte pubblicistica degli interventi, per le polizze assicurative l’art. 5 dispone l’innalzamento dell’importo deducibile dal contraente da €. 530 a €. 750 per i premi con oggetto il rischio morte finalizzate a persone con disabilità grave.
L’art. 6 è il centro della legge per i profili da noi considerati riferendosi all’istituzione di trust, vincoli di destinazione e fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione.
Questi ora sono esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni e l’esenzione opera se si perseguano come finalità esclusive l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave, per i quali sono istituiti. La finalità deve essere espressamente indicata nell’atto di costituzione, ma le esenzioni e le agevolazioni sono ammesse se sussistono, congiuntamente, anche le seguenti condizioni: a) gli atti siano fatti per atto pubblico; b) identifichino in maniera chiara e univoca i soggetti coinvolti e i rispettivi ruoli; c) descrivano la funzionalità e i bisogni specifici delle persone con disabilità grave, in favore delle quali sono istituiti; d) indichino le attività assistenziali necessarie a garantire la cura e la soddisfazione dei bisogni delle persone con disabilità, comprese le attività finalizzate a ridurre il rischio della istituzionalizzazione; e) individuino gli obblighi del trustee, del fiduciario e del gestore, con riguardo al progetto di vita e agli obiettivi di benessere che deve promuovere in favore delle persone con disabilità grave, adottando ogni misura idonea a salvaguardarne i diritti; f) i soggetti interessati siano solamente le persone con disabilità grave; g) i beni di qualsiasi natura siano destinati esclusivamente alla realizzazione delle finalità assistenziali del trust ovvero dei fondi speciali o del vincolo di destinazione; h) individuino il soggetto preposto al controllo delle obbligazioni imposte a carico del trustee o del fiduciario o del gestore; il soggetto deve essere individuabile per tutta la durata del trust o dei fondi speciali o del vincolo di destinazione; i) stabiliscano il termine finale della durata del trust ovvero dei fondi speciali ovvero del vincolo di destinazione nella data della morte della persona con disabilità grave; l) stabiliscano la destinazione del patrimonio residuo.
Sono molte le condizioni per una valida istituzione del beneficio la cui osservanza potrebbe andare ad inficiare l’operazione.
In caso di premorienza del beneficiario rispetto ai soggetti che hanno istituito il beneficio, i trasferimenti di beni e di diritti reali a favore dei soggetti godono delle esenzioni dall’imposta sulle successioni e donazioni e le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa. In caso di morte del beneficiario affetto da disabilità grave, il trasferimento del patrimonio residuo, resta soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni, in considerazione del rapporto di parentela o coniugio intercorrente tra disponente, fiduciante e destinatari del patrimonio residuo.
Ai trasferimenti di beni e di diritti istituiti in favore delle persone con disabilità grave le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa e gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni e le attestazioni posti in essere o richiesti dal trustee ovvero dal fiduciario del fondo speciale ovvero dal gestore del vincolo di destinazione sono esenti dall’imposta di bollo. In caso di conferimento di immobili e di diritti reali nei trust ovvero di loro destinazione ai fondi speciali, i comuni possono stabilire aliquote ridotte, franchigie o esenzioni ai fini dell’ IMU.
Alle erogazioni liberali, alle donazioni e agli altri atti a titolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust ovvero dei fondi speciali si applicano le agevolazioni di cui all’art. 14, co. 1, del D.L. 14 marzo 2005, n. 35, e i limiti ivi indicati sono elevati, rispettivamente, al 20 per cento del reddito complessivo dichiarato e a 100.000 euro.

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