Categorie approfondimento: Societario
28 Settembre 2007

Diritto societario: la direzione e il controllo comune di società

Di cosa si tratta

La delega al Governo, attribuita dalla Legge 3 ottobre 2001, n. 366 per la riforma del diritto societario, disponeva di “disciplinare i gruppi di società secondo i principi di trasparenza e di contemperamento degli interessi coinvolti” al fine di assicurare che l’attività di direzione e di coordinamento fosse equilibrata all’interesse del gruppo, alle società controllate e ai soci di minoranza disponendo forme di pubblicità dell’appartenenza al gruppo e della soggezione e controllo.
Il D.Lgs. n. 6/2003, che ha operato la riforma del diritto societario, non ha introdotto la disciplina dei gruppi e si è limitato alle disposizioni su “Direzione e coordinamento di società” all’art. 2497 e relativi sub, sino a septies, del Codice civile.
Il legislatore non ha ritenuto opportuno definire una nozione di gruppo o di controllo, che è già ricorrente in numerose leggi in vigore, ma nelle quali i concetti sono espressi con riferimento a problemi specifici, mancando quindi una definizione generale. Il tema sarebbe stato arduo da disciplinare anche per la rapida modificazione della realtà economica e degli strumenti utilizzati dagli operatori nel perseguimento dei loro interessi.
Il legislatore si è determinato a limitarsi ad una disciplina formale che realizzasse la trasparenza e il contemperamento degli interessi coinvolti nei gruppi aziendali con la regolamentazione di alcune forme di pubblicità e relazioni tra capogruppo, controllate e creditori sociali.
Nei fatti sarebbe stato da dirsi che il gruppo nella maggioranza dei casi è un solo imprenditore che articola le forme della sua organizzazione; talora si ha una situazione finale ed in altri casi è un’operazione in corso. Per le più diverse ragioni la struttura si articola in più società giuridicamente autonome con ruoli e interessi differenziati.
La scelta del legislatore è stata ancora di continuare a disciplinare solo alcuni aspetti della vita dei gruppi, ingenerando anche una certa confusione, come è delle nozioni di «controllo» e di «attività di direzione e coordinamento». La mancata regolamentazione è stata peraltro compiuta in un momento nel quale il fenomeno delle concentrazioni è ancora più in atto e ancora l’opportunità si è persa.
La tutela apprestata è limitata da quanto previsto dall’art. 2497–2497-septies per i creditori sociali e i soci delle società controllate; la tutela viene perseguita con una serie di provvedimenti.
Gli elementi innovativi sono legati alle forme di pubblicità relative all’attività di direzione e coordinamento e l’informativa contabile sulla capogruppo e sulle operazioni interne. Le innovazioni, se correttamente attuate, possono positivamente essere volte alla trasparenza informativa sui gruppi aziendali per la tutela dei vari interessi.
Viene ora disposto che: «La società deve indicare la società o l’ente alla cui attività di direzione e coordinamento è soggetta negli atti e nella corrispondenza, nonché mediante iscrizione, a cura degli amministratori, presso la sezione del registro delle imprese di cui al comma successivo». La finalità della prima forma di pubblicità è di rendere trasparente che la società è sottoposta all’attività di direzione e coordinamento di un’altra società, in funzione di informare soprattutto i soggetti terzi interessati sui rischi connessi all’appartenenza della società ad un gruppo aziendale. Con il secondo precetto sono richieste le informazioni fondamentali per conoscere l’assetto proprietario e di governo delle singole società appartenenti ad un gruppo. Queste informazioni sono volte ad identificare i gruppi aziendali, renderli più trasparenti rispetto ad una situazione precedente in cui sono costituiti all’opposto anche per mimetizzare i confini aziendali.
È stata introdotta una forma di pubblicità presso il registro delle imprese con una apposita sezione nella quale devono essere indicati i soggetti che esercitano attività di direzione e coordinamento su altre società e le società che sono sottoposte all’attività di direzione e coordinamento di una controllante. Ci si aspettava qualche cosa di simile a quanto previsto per le banche e gli altri intermediari finanziari, risultanti da apposito registro, idoneo a fare conoscere con precisione i confini del gruppo in termini di società capogruppo, eventuali sottocapogruppo, società controllate.
Le due forme di pubblicità, diffusa ed istituzionale, tendono alla trasparenza dei confini delle aziende strutturate a gruppo, la loro esistenza, e soprattutto la loro struttura. I soci di minoranza, i creditori e tutti gli altri soggetti interessati, possono valutare il reale grado di autonomia economica e finanziaria delle società con cui operano, tenuto conto delle relazioni tra le società nell’ambito del gruppo.
La sezione della Camera di Commercio comprende elenchi di società che singolarmente hanno dichiarato di esercitare o essere sottoposte all’attività di direzione e coordinamento, ma non si ha in modo immediato la conoscenza della struttura del gruppo e la sua composizione con capogruppo, sottocapogruppo, controllate. Peraltro la disciplina non dispone un termine preciso entro il quale effettuare le comunicazioni al registro delle imprese, né commina sanzioni specifiche salvo quelle relative ai danni causati dagli amministratori alle minoranze e ai creditori sociali.
Una novità è rappresentata dal fatto che le società sottoposte all’attività di direzione e coordinamento, in apposita sezione della Nota integrativa devono riepilogare i dati essenziali dell’ultimo bilancio della controllante; è disposto che: «La società deve esporre, in apposita sezione della Nota Integrativa, un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio della società o dell’ente che esercita su di essa l’attività di direzione e coordinamento». La funzione delle informazioni relative all’ultimo bilancio della società controllante è di porre i soci di minoranza e i creditori di apprezzare l’affidabilità della capogruppo e del gruppo complessivamente.
In mancanza di maggiore dettaglio si pongono vari quesiti, come quale sia il punto sino al quale le informazioni del bilancio della società che esercita l’attività di direzione e coordinamento debbano arrivare e questo vale per i controlli diretti come per eventuali capogruppo che esercitino il controllo in via indiretta; inoltre l’appartenenza ad un gruppo internazionale pone il tema del coordinamento delle discipline in relazione ai contenuti da esporre, nonchè, quando si parla di bilancio della capogruppo, il riferimento alla sintesi del bilancio d’esercizio della società capogruppo non chiarisce il raccordo con il bilancio consolidato del gruppo.
Può ritenersi corretto per una informazione di sintesi, esporre i più significativi totali degli schemi di bilancio. I dati potranno essere i totali delle voci indicate con la maiuscola dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. Nel caso poi dell’attività di direzione e coordinamento esercitata da più di un soggetto la società sarà tenuta a riportare i dati essenziali del bilancio di ciascuno di questi. Non è raro che una società sia soggetta a direzione e coordinamento da parte di due o più società o si articoli per alcune attività ad un soggetto e per altre ad altro del gruppo. Vi è poi da considerare che i «dati essenziali dell’ultimo bilancio» per alcune società sono ancora più sommari quando si devono adottare gli schemi previsti dallo IAS 1. Tenuto conto del grado di sintesi di tali schemi si dovrebbe pensare che vadano inseriti integralmente nella nota integrativa del bilancio della società sottoposta all’attività di direzione e coordinamento.
Andrebbe ancora aggiunto che per le società che devono redigire i bilanci secondo gli IAS/IFRS le informazioni integrative devono essere riferite a tutti e quattro i documenti obbligatori che compongono il bilancio. Sarà poi opportuno riferire in Nota integrativa sull’esistenza o meno di un bilancio consolidato di gruppo; la controllata dovrebbe esporre nella nota integrativa una sintesi anche del bilancio consolidato che dà leggibilità della liquidità, solidità e prospettive di reddito del gruppo e delle singole società che lo compongono, consentendo di comprendere il reddito di gruppo, il capitale netto di gruppo, suddivisi nelle quote di pertinenza della società capogruppo e delle minoranze presenti nelle società controllate, nonché la dinamica dei flussi finanziari di gruppo. I soci, i creditori e gli altri interessati con il bilancio consolidato della capogruppo potrebbero capire il peso della società nel gruppo ed il contributo alla produzione di reddito.
In ordine alla Relazione sulla gestione, le società sottoposte alla direzione e al coordinamento devono chiarire i rapporti con la controllante e le altre controllate, nonché l’influenza dei rapporti sulla gestione sociale e sui suoi risultati. La disposizione prevede che «gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione i rapporti intercorsi con chi esercita l’attività di direzione e coordinamento e con le altre società che vi sono soggette, nonché l’effetto che tale attività ha avuto sull’esercizio dell’impresa sociale e sui suoi risultati» e «Le decisioni delle società soggette ad attività di direzione e coordinamento, quando da questa influenzate, debbono essere analiticamente motivate e recare puntuale indicazione delle ragioni e degli interessi la cui valutazione ha inciso sulla decisione. Di esse viene dato adeguato conto nella relazione di cui all’art. 2428 cod. civ.».
L’informativa della relazione sulla gestione serve a consentire al lettore di bilancio di valutare nel complesso l’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento e la rispondenza dell’esercizio all’interesse della società; nella relazione gli amministratori sono tenuti a indicare i rapporti intercorsi sia con chi esercita l’attività di direzione e coordinamento che con le altre società che vi sono soggette, nonché l’effetto che l’attività ha avuto sull’esercizio dell’impresa sociale e sui suoi risultati con l’indicazione, distinta per soggetto, della natura dei rapporti instaurati, e della tipologia delle operazioni di rilievo. Andrà esplicitato se le operazioni sono effettuate a condizioni di mercato come fra parti indipendenti. Se le operazioni non fossero effettuate a condizioni di mercato, la Relazione deve indicare gli effetti di tali operazioni e le motivazioni. Gli amministratori hanno ora l’obbligo di motivare ogni decisione assunta anche in considerazione dell’interesse del gruppo di appartenenza. Nella motivazione vanno indicate le ragioni e gli interessi, la cui valutazione ha influenzato o determinato la decisione. La società deve esplicitare i processi decisionali che l’hanno indotta ad uniformarsi alla direttiva ricevuta e indicare l’interesse per la società che ha operato in conformità. La motivazione deve essere fornita anche per le operazioni per le quali la società ha fruito di un beneficio a seguito dell’appartenenza al gruppo.
Un aspetto importante riguarda la relazione tra le informazioni richieste dalla legge e quelle relative alle cosiddette operazioni interne o infragruppo, che potrebbero coincidere con le informazioni sui «rapporti intercorsi» e diventebbero le informazioni sulle operazioni interne al gruppo. Le informazioni sugli scambi e trasferimenti tra le società del gruppo sono centrali per consentire di apprezzare il grado di tutela. Nella relazione sulla gestione andrebbero fornite informazioni sulla natura delle operazioni, sui soggetti coinvolti, sui valori iscritti in bilancio, sulla loro eliminazione nel bilancio consolidato e sui prezzi di trasferimento. Anche se i prezzi fossero simili a quelli di mercato l’informazione sarebbe utile per apprezzare le modalità di determinazione e distribuzione del reddito di gruppo tra le società. Le informazioni sulle operazioni interne, infatti, devono poter essere apprezzate nei loro volumi complessivi e successivamente nelle conseguenze che hanno prodotto sui valori di bilancio delle singole unità che formano il gruppo aziendale.

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