Categorie approfondimento: Societario
14 Marzo 2015

Diritto di prelazione e la sua eliminazione in assemblea

Di cosa si tratta

Ad intralciare il socio di società a responsabilità limitata nel proposito di fare ricorso al diritto di prelazione la maggioranza non può pensare di fare deliberare l’eliminazione del patto.
Lo afferma il Tribunale di Milano “Sezione specializzata in materia di impresa B” in data 19 gennaio 2015 dott. Angelo Mambriani.
La pronuncia ritiene abusiva la delibera di soppressione del diritto di prelazione quando sia assunta dalla maggioranza in un momento nel quale ci si attende che si stiano realizzando i presupposti per l’esercizio, da parte del socio di minoranza, del diritto consacrato nella norma statutaria, che viene dunque eliminata allo scopo di evitare che il socio eserciti il diritto previsto in questo patto. L’eliminazione dallo statuto del diritto di prelazione è possibile in tanto in quanto essa non elimini anche nel contempo il diritto di prelazione esercitabile dal socio al momento della deliberazione o in un momento subito successivo.
Nel caso di specie, in particolare, ciascuno dei tre soci aveva il diritto di vedere controllata la società da se stesso più uno degli altri due soci o dagli altri due e non da un terzo. Il ricorrente avrebbe subito quindi il danno di vedere la Società da lui significativamente partecipata posta sotto il controllo di soggetto estraneo alla compagine sociale iniziale, senza che gli fosse data la possibilità di assumerne il controllo.
Venendo meno la stabilità dell’originaria compagine, inoltre, risultava più probabile l’ulteriore vendita delle partecipazioni a terzi magari in buona fede. A fronte del danno che subisce il socio, la Società come tale non subisce danno apprezzabile dalla sospensione degli effetti della deliberazione impugnata.? ”Per un verso, in linea generale, le vicende concernenti il trasferimento delle partecipazioni sociali sono indifferenti per la società, specie sul piano gestionale e patrimoniale, avendo essa semmai solo il problema di individuare con precisione chi sono i soci legittimati all’esercizio dei relativi diritti. Per altro verso, volendo accedere alla perspicua interpretazione secondo cui il patto di prelazione connota la Società sul piano organizzativo, finendo per conferirle una determinata configurazione, allora essa ha interesse a che lo stravolgimento di quell’assetto organizzativo non avvenga illegalmente”.
Il contratto sociale è contratto associativo che, prevedendo l’esercizio in comune tra i soci di un’attività economica a scopo di lucro (art. 2247 c.c.), impone ai medesimi particolari doveri di collaborazione al fine di raggiungimento dello scopo stesso; doveri che derivano dall’applicazione del principio di buona fede nell’esecuzione dei contratti (artt. 1175, 1375 c.c.), valido anche con riferimento alle deliberazioni assembleari quali atti esecutivi del contratto sociale.
L’abuso esiste non solo in caso di atti emulativi, ma in ogni caso in cui il socio di maggioranza strumentalizza la società o il suo ordinamento per recare un danno ingiustificato al socio di minoranza, senza che sia necessario che il socio di maggioranza abbia altresì conseguito un particolare, individualistico e parimenti ingiustificato vantaggio.
Nella vicenda giudiziaria sono state ritenute suscettibili di sospensione ai sensi dell’art. 2378 comma 3 c.c., tutte le deliberazioni assembleari i cui effetti non siano esauriti al momento dell’adozione della sospensiva, tra cui rientra la delibera di eliminazione del diritto di prelazione che ha l’effetto di rendere incondizionatamente efficaci verso la società le vendite di partecipazioni che sono state effettuate dopo la sua eliminazione. Viceversa, la sospensione degli effetti della delibera di eliminazione del diritto di prelazione, ripristinando ex tunc il vigore della previsione statutaria, rende quelle cessioni inefficaci nei confronti della società.

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