Categorie approfondimento: Societario
2 Giugno 2009

Diritto di ispezione al libro soci:la tutela degli interessi degli azionisti di minoranza

Di cosa si tratta

Con decisione in data 26 marzo 2009 il Garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto che gli azionisti di una società per azioni abbiano il diritto di conoscere l’indirizzo e i dati completi degli altri soci, contenuti nel libro soci della società, al fine di contattarli e di poter tutelare i propri interessi legittimi (il tema ora trattato si può porre in relazione ad altro già trattato nel sito “Il controllo sull’amministrazione da parte del socio nelle s.r.l.”).
E’ pertanto da ritenersi illegittima la condotta della società che, asserendo la necessarietà del consenso da parte dei titolari, consenta l’accesso ai soli nominativi dei soci, oscurando invece gli altri dati.
In tale sede viene ribadito che la normativa relativa al diritto alla riservatezza non si pone in contrasto con le disposizioni del codice civile relative alla documentazione e alla trasparenza dell’attività societaria ed in particolare con il diritto di ispezione del libro soci di cui all’art. 2422 c.c.. Più precisamente, la comunicazione dei dati contenuti nel libro soci (secondo quanto previsto dall’art. 2421, comma 1, n. 1, “il numero delle azioni, il cognome e il nome dei titolari delle azioni nominative, i trasferimenti e i vincoli ad esse relativi e i versamenti eseguiti”), sostanziandosi in un obbligo previsto dalla legge, può avvenire senza che sia a tal fine necessario il consenso degli interessati e ciò sulla base di quanto previsto dall’art. 24, comma 1, lett. a) del Codice della Privacy.
Inoltre, fondando la propria decisione su un precedente parere espresso in data 19 dicembre 2000, l’Autorità ha altresì puntualizzato che nel caso in cui la richiesta di accesso abbia ad oggetto elementi informativi per i quali non sia ritenuta necessaria la pubblicità in base alla normativa di riferimento, le società potranno valutare l’opportunità di chiedere il consenso ai soci ai fini della comunicazione dei dati richiesti.
Interessante appare poi l’interpretazione estensiva, effettuata dal Garante, in ordine alla portata del diritto di ispezione previsto dall’art. 2422 c.c..
Si afferma infatti che l’art. 4 R.D. 29 marzo 1942, n. 239 (“Norme interpretative, integrative e complementari del R.D.L. 25 ottobre 1941, n. 1148, convertito nella L. 9 febbraio 1942, n. 96, riguardante la nominatività obbligatoria dei titoli azionari”) dispone che “l’intestazione dei titoli azionari e l’annotazione dei trasferimenti dei vincoli reali sui titoli sono fatte con l’indicazione del nome, cognome, paternità e domicilio del titolare o della persona a favore della quale sono costituiti i vincoli” e “quando trattasi di enti, si indicano la denominazione e la sede principale”; gli elementi contenuti nell’intestazione sono riportati anche nel libro dei soci (cfr. art. 1, comma 2, R.D. n. 239/1942; v. altresì artt. 2, 3, 4, comma 3 e 7, R.D. n. 239/1942).
La citata previsione è poi richiamata nell’art. 5, l. 29 dicembre 1962, n. 1745 (“Istituzione di una ritenuta d’acconto o di imposta sugli utili distribuiti dalle società e modificazioni della disciplina della nominatività obbligatoria dei titoli azionari”), ove è stabilito che “prima di restituire i titoli azionari esibiti per la riscossione degli utili o depositati per l’intervento in assemblea la società emittente e i soggetti incaricati ai sensi del primo comma del successivo art. 6 devono rilevare, relativamente ai soggetti che risultano possessori dei titoli o titolari di diritti reali sugli stessi, gli elementi indicati dall’art. 4 del regio decreto 29 marzo 1942, n. 239, modificato dalla legge 31 ottobre 1955, n. 1064 e dal presente articolo […]. Per le imprese che non hanno personalità giuridica l’intestazione e l’annotazione di cui al citato art. 4 debbono contenere le generalità e il domicilio di chi ne ha la rappresentanza”. Il comma 4 della medesima previsione pone in capo alla società emittente l’obbligo di “aggiornare il libro dei soci in base agli elementi rilevati ai sensi del primo comma”.
Dalla lettura complessiva delle disposizioni menzionate può quindi desumersi che il libro dei soci ha un contenuto informativo più ampio rispetto alle indicazioni contenute nell’art. 2421 cod. civ., dovendo contenere, tra l’altro, il domicilio di ciascun socio.
Pertanto anche le suddette informazioni dovranno essere comunicate al socio che ne faccia richiesta.
Con tutta evidenza tale decisione, pur avendo ad oggetto il diritto di ispezione, ha come effetto il consolidamento di diritti ulteriori tipicamente volti alla tutela dei soci di minoranza e che richiedono per il loro esercizio il raggiungimento di specifici quorum. La possibilità di conoscere l’indirizzo e i dati di altri soci rende infatti indubbiamente più agevole l’esercizio sia del diritto di cui all’art. 2367 c.c., in virtù del quale l’assemblea deve essere convocata qualora ne facciano domanda tanti soci che rappresentino il decimo del capitale sociale, sia dei diritti di denuncia di cui agli articoli 2408 e 2409 c.c.

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