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21 Novembre 2017

Il diritto di controllo del socio della controllante nell’ambito dei gruppi societari

In tema di diritto di controllo del socio
abbiamo già avuto modo di commentare l’orientamento del Tribunale di Milano circa l’estensione del potere di accesso ai sensi dell’art. 2476 cod. civ. da parte di un socio di s.r.l. alla documentazione sociale anche di società controllate (si veda “Il diritto di controllo del socio sui documenti delle società controllate”).
Nei due casi trattati, il Tribunale ha riconosciuto il diritto del socio della s.r.l. controllante di accedere e di visionare taluni documenti relativi alla s.p.a. controllata, nei limiti della “documentazione ragionevolmente necessaria ovvero in concreto esaminata/utilizzata per l’esercizio delle proprie funzioni dall’organo amministrativo della società [controllante, n.d.r.] soggetta al potere di ispezione e conseguentemente da reputarsi nella materiale disponibilità giuridica della stessa”.
Il punto delicato della questione è che, riconoscendo tale diritto, il socio della s.r.l. controllante avrebbe (e in concreto ha) un potere di accesso alla documentazione della s.p.a. controllata, che non è invece ammesso in capo al socio azionista della stessa s.p.a.: in altri termini, il “non-socio” o “socio indiretto” della s.p.a. avrebbe più poteri del socio “diretto” azionista.
La questione non è di poco conto perché coinvolge aspetti relativi alla struttura dei gruppi societari e agli assetti interni tra soci, soprattutto nell’ambito delle società capogruppo: pensiamo, ad esempio, alle holding a composizione famigliare dalla quale dipendono società operative in diversi settori e aperte anche a soci terzi.
Il profilo critico non è sfuggito all’attenzione del Giudice milanese, sebbene abbia toccato il punto in maniera piuttosto sbrigativa, affermando che “in estrema sintesi (e a fugare ogni possibile equivoco) può dunque dirsi che la posizione del socio non amministratore di una srl in posizione di controllo su altre società deve essere ai presenti fini confrontata e parametrata non già con la posizione e i poteri dei soci o azionisti delle società partecipate ma piuttosto con quelli degli amministratori della controllante”.
In sostanza il Tribunale si è limitato a verificare, nei limiti di quanto era chiamato a giudicare, se il socio della s.r.l. avesse o meno il diritto di accesso su certi documenti e ha risolto positivamente il quesito. Il socio di s.r.l. che non amministra ha diritto di accedere ai documenti esaminati e utilizzati da chi amministra la s.r.l., anche se relativi a una società “terza” controllata.
Se poi tali documenti sono inaccessibili ai soci della società controllata è una questione diversa, che non è stata affrontata dal Tribunale, anche se è pacifico che il socio di s.p.a. non ha un diritto riconosciuto a livello normativo analogo a quello che ha il socio della s.r.l..
I motivi di questa differenza di trattamento sono da rinvenire in una serie di ragioni socio-giuridiche legate alla natura delle due tipologie di società, alla loro tradizionale composizione sociale e ai diversi strumenti di controllo previsti in tema di s.p.a. (si veda, ad esempio, la presenza del collegio sindacale).
Certo è che alla luce delle pronunce richiamate e delle norme in materia di s.r.l., nelle strutture di gruppo si può venire a determinare una situazione che merita di essere adeguatamente valutata quando è prevista una società a responsabilità limitata detentrice delle partecipazioni in società operative per azioni.

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